Un riflessione sullo stato di “decomposizione” della vicenda legata ai baretti del Poetto. Dopo una lunga e faticosa trattativa (tutta interna alla più rappresentativa forza politica di maggioranza) il Consiglio Comunale ha approvato un ordine del giorno in cui specifica che cosa vorrebbe si facesse (per essere precisi cosa vorrebbe che la Giunta facesse) in ordine agli atti amministrativi necessari perché siano risolti i problemi legati alla spiaggia del Poetto.
Nella predisposizione dell’Ordine del Giorno ha pesato non poco la richiesta della stessa Giunta di definire con maggiore dettaglio quale fosse l’orientamento del Consiglio, orientamento preannunciato con un voto all’unanimità in Commissione Urbanistica già nel 2007 e alla fine ribadito in aula: attivare un tavolo con la Regione per modificare le stringenti e inadatte norme per una spiaggia con le caratteristiche peculiari di essere inserita nella città e permettere che si possa sviluppare armonicamente, con regole precise, lo sviluppo delle attività di ristorazione e di quelle legate alla fruizione turistica.
Questo indirizzo politico non è un’invenzione estemporanea del Consiglio, ma è la richiesta della cittadinanza cagliaritana, richiesta che viene sottoscritta quotidianamente dal gran numero di cittadini che usufruisce di quei servizi e che vorrebbe continuare ad usufruirne. E questo indirizzo politico non nasce oggi, ma da anni lo stiamo sottoponendo all’attenzione della Giunta. E questa che fa? Ci racconta che bisogna aspettare di parlare con la Regione (sic!), ma che nel mentre avremmo dovuto approvare un atto che, per chiunque lo abbia visto, non risponde alle quelle esigenze di sviluppo precedentemente richiamate.
Lo schema di PUL allegato alla delibera di Giunta del febbraio 2009 non può essere la risposta. Questo è stato detto con costanza, forza, attenzione, rispetto, dialogo, pazienza, insofferenza, ironia… Sono state discusse le modifiche necessarie, lo si è fatto col Sindaco, con l’Assessore competente, con in dirigenti. Lo si è fatto una volta, due, tre, e poi ancora.
A che punto è quindi il PUL? Purtroppo, ahimè è fermo al febbraio 2009. Niente è stato fatto, niente è stato rivisto. Leggiamo dalla stampa che, secondo l’Assessore Campus, il Consiglio quindi avrebbe fatto un altro “buco nell’acqua”. Ma chiunque non fosse Alice nel paese delle meraviglie si sarebbe accorto da tempo che il Consiglio vuole solo due cose dalla Giunta: che si assuma le responsabilità di agire (ma di quante richieste ha ancora bisogno per chiedere alla Regione di sedersi e ragionare sul Poetto?) e che, conseguentemente, adegui lo schema di PUL elaborato nel 2008/2009 alle indicazioni ampiamente condivise tra le forze politiche. Se non è in grado di adempiere a questo semplice programma, a cosa è in grado di rispondere?