Mancano quaranta giorni. E poi si vedrà. Cappellacci contro Soru, Soru contro Soru, PD contro PD, socialisti alla ricerca di un approdo, sardisti con accordi programmatici. Ormai manca poco alla presentazione delle liste e delle coalizioni, dei programmi "scritti" e di quelli proclamati, dell'"abbiamo fatto e faremo", del "ci hanno impedito di farlo ma lo faremo".
Mi viene da pensare al 2004, quando Soru comiciò a sbattere le porte in faccia, a pretendere listini blindati, quando Progetto Sardegna era un movimento d'opinione, quando "al termine di questi cinque anni mi ritirerò". Anche oggi Soru sbatte porte, minaccia epurazioni, non vuol sentir parlare di certi esponenti del suo partito. Repetita non juvant.
Dall'altra parte Ugo Cappellacci, talmente nuovo che bisogna leggere il libretto delle istruzioni per capire che cosa succederà e cosa potrà fare. Ma quel libretto lo stiamo scrivendo, con tutti quelli che si sono accorti che Soru non ha funzionato, che la Sardegna non ha migliorato, che le famiglie sono più povere e hanno meno prospettive, che i giovani non hanno risposte, che il lavoro evapora come acqua in piena estate.
Manca poco, solo quaranta giorni. Una quaresima che presuppone una resurrezione. Ma non ci limiteremo a seguire la telecronaca, ognuno di noi è giocatore in campo.
Comunque sia, vinca la Sardegna.