Una scena davanti alla Fontana di Trevi, vendita taroccata di uno dei beni più preziosi di Roma. Portata sugli schermi cinematografici da un grande Totò che ci faceva ridere tanta assurda fregatura propinava all' insulso acquirente. (vedi sketch su youtube).
Apprendiamo che una scena analoga si sta riproponendo nella nostra città, dove meno comici attori tentano maldestramente di taroccare la vendita dei beni più preziosi del nostro territorio. Leggiamo, piuttosto perplessi e sconcertati, che la Regione, paladina delle coste e dei cimiteri punici, vuol vendere beni non suoi facendo credere di poterne disporre come vuole. Per cui la caserma di Calamosca può essere sacrificata e ceduta ai privati per la sacra tutela di quello che dovrebbe essere il nuovo parco Giles Clement a Tuvixeddu. Tanta sacralità metterebbe addirittura a disagio, se non fosse per il ridicolo ruolo che stanno interpretando le istituzioni governative regionali.
Qual è la finalità ultima di tale operazione? L'assessore Mongiu non ha nemmeno il pudore di sottacerla, affermando che "sarebbe un grande successo per tutti se riuscissimo a chiudere questa vicenda senza passare più per i tribunali". Tutti chi? E quali tribunali? L'impressione è che "tutti" si riferisca a coloro che hanno reiteratamente esercitato uno sviamento di potere tale da essere sancito in due diverse sentenze emesse da due diversi gradi di giudizio amministrativo, mentre i tribunali a cui Ella fa riferimento credo siano quelli penali, dove magari dovranno rispondere personalmente del reato succitato.
E' vero che non vorremmo più tribunali e che speriamo che la politica riprenda il ruolo che le compete, ruolo assassinato in questa vicenda. E' vero che vorremmo una soluzione che permetta nuovamente alla città di vivere e crescere in armonia col suo territorio, salvaguardando i suoi beni e il suo paesaggio, con buona pace di chi ci accusa di essere molestatori di tombe e stupratori di memorie storiche.
Domani assisteremo alle doglianze degli ambientalisti perchè ci sarà un nuovo albergo sulla spiaggia (alla penna di servizio dell'Assessore ricordiamo che a Calamosca un albergo sul mare c'è già) o dell'opposizione in Comune contro chi vorrà regalare Calamosca ai privati? (e non stiamo parlando di diritto di superficie oneroso). Temo proprio di no... Ma si sa, per molti la coerenza non paga.
Ma domani, purtroppo, ci sarà un'altra puntata...