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L'UNIONE SARDA.it
Domenica 24 aprile 2011

Simulazioni della Polizia municipale: il traffico si ridurrà
San Benedetto, rotatoria
Imminente la realizzazione del rondò

Tempi più rapidi per l'accesso delle auto in piazza San Benedetto, con l'addio ai semafori e la nuova rotatoria in arrivo. La rivoluzione ridurrà al minimo l'attesa per l'accesso alla piazza da via San Benedetto e via Dante e porterà qualche beneficio anche a chi arriva da via Manzoni.
LA SIMULAZIONE Così ha sentenziato il software di microsimulazione della viabilità, installato nella sala della mobilità della centrale della Municipale. E proprio sull'esito della simulazione si è basato l'ok della giunta alla nuova rotatoria. L'intervento, tuttavia, non sarà risolutivo: serviranno ulteriori accorgimenti. La centralissima piazza San Benedetto si distingue in città per l'alta densità di traffico sia pedonale che veicolare e, soprattutto nelle ore di punta, si caratterizza per le lunghe code ai semafori e qualche ingorgo vicino agli attraversamenti pedonali. La simulazione ha evidenziato che per superare l'accesso di via San Benedetto verso la piazza sono necessari 110 secondi col semaforo, che diventano 5 con la rotatoria. Oggi sono necessari 25 secondi per accedere alla piazza da via Dante, con la rotatoria ne serviranno appena 3. In via Manzoni dai 65 secondi del semaforo, ai 40 della rotatoria.
LA ROTATORIA «In piazza San Benedetto la rotonda c'è sempre stata e non darà problemi», spiega Massimiliano Tavolacci, presidente della commissione comunale Urbanistica, «per via Manzoni serviranno altri interventi, come una corsia di immissione alla piazza». Altre due rotatorie sono state sistemate in via Bosa e in piazza Marghinotti per l'accesso ai varchi ztl.
Ennio Neri



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L'UNIONE SARDA.it
Venerdì 15 aprile 2011

Anche i consiglieri Tavolacci e Serra contro la proposta di demolire subito i baretti
Chioschetti, Floris bacchetta Mulas
L'assessore: «Via ai cantieri». Il sindaco: «No, dopo l'estate»

Il sindaco Floris: «Farò di tutto per evitare che i cantieri aprano adesso, vanno rimandati al termine dell'estate».

Fosse per Patrizio Mulas, le ruspe potrebbero iniziare a lavorare già oggi: «Credo che in una settimana si possa far tutto: abbattere i baretti e sostituirli con una base prefabbricata. Non servirebbe neanche un'ordinanza del sindaco, che ovviamente ha tutta l'autonomia per farlo, per rinviare le demolizioni». L'assessore al Patrimonio precisa che «questa vicenda non è di mia competenza», se non nella parte relativa alle concessioni. «E in questo caso abbiamo già fatto quel che dovevamo fare. La proroga delle concessioni fino alla fine dell'anno. E se i gestori pagheranno regolarmente i canoni, non ci saranno problemi fino al 2015».
VOCI CONTRARIE L'ipotesi di un cantiere aperto tra maggio e giugno però non piace al presidente della Commissione urbanistica comunale Massimiliano Tavolacci: «In una settimana o dieci giorni non è possibile far nulla. Tra pochi giorni è Pasqua, poi ci sarà il Primo maggio e la stagione estiva. In un periodo del genere non si terminerebbero neanche le demolizioni. Evidentemente c'è la volontà di distruggere l'attuale immagine del Poetto».
LA DETERMINAZIONE Il cantiere poi non potrebbe essere aperto prima dell'8 maggio: lo stabiliscono le determinazioni del Suap che autorizzano dodici gestori di baretti a eliminare e ricostruire le strutture. Che, tra l'altro, saranno temporanee: nei documenti firmati dalla dirigente Ersilia Tuveri viene specificato che «manufatti e attrezzature» dovranno essere installati «limitatamente al periodo stagionale compreso tra il 01.03.2011 e il 31.10.2011». Dunque durante l'inverno il Poetto sarebbe completamente spoglio. Anche il consigliere Alessandro Serra è contrario a un intervento delle ruspe a ridosso della stagione estiva: «Anzi, chiedo al sindaco che emani un'ordinanza urgente per fermare le demolizioni e che il decreto Milleprorogehe sia rispettato: le concessioni devono essere rinnovate fino al 2015, non anno per anno. Non condivido questo atteggiamento punitivo nei confronti degli imprenditori e dei fruitori della spiaggia».
Il sindaco Emilio Floris assicura un intervento: «farò di tutto per evitare che le demolizioni inizino durante la bella stagione». Ieri il primo cittadino era a Roma per partecipare a un incontro del direttivo dell'Anci nazionale. Il comitato ha chiesto una proroga delle concessioni demaniali oltre il 2015. ( m.r. )



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Tribuna Elettorale

intervento di Massimiliano Tavolacci alla Tribuna Elettorale Amministrative 2011 su Rai 3

www.youtube.com/watch

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L'UNIONE SARDA.it
Domenica 10 aprile 2011

Comunali. Ignazio Artizzu ha perfezionato l'accordo con la Dc, nel Pdl resta un dubbio su Ada Lai
Liste, sette giorni per chiudere
Toto-candidati nei partiti, ecco i nomi già sicuri

Nel Pd il presidente di circoscrizione Carboni chiede di non ricandidare i consiglieri comunali uscenti.

La riunione di ieri in via Emilia è servita al centrosinistra per fare il punto della situazione sulle candidature. Ancora aperta la lista del Pd (partito nel quale il presidente della circoscrizione del Centro storico, Gianfranco Carboni , chiede un completo rinnovamento, con la non ricandidatura dei consiglieri uscenti), i giochi sono praticamente fatti nelle altre. In casa di Sel della partita dovrebbero essere, tra gli altri, il consigliere di circoscrizione e avvocato Sergio Mascia , la giornalista Francesca Fradelloni e la dipendente regionale Francesca Ghirra , figlia di Giancarlo, ex consigliere regionale e attuale segretario del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti.
Non ci sarà il segretario provinciale Francesco Agus , che si limita a commentare: «Abbiamo tanti giovani che vogliono impegnarsi, sarà una bella sfida». Giochi quasi fatti anche per l'indipendente Filippo Petrucci , alla guida della civica "Meglio di prima non ci basta": con lui saranno candidati, tra gli altri, la commerciante Caterina Scano , la cantante e attrice Elena Pau , il barista Sandro Mascia , Francesco Sarais e Roberto Mirasola . Con i socialisti, oltre all'uscente Mondo Perra , anche l'economista Simone Atzeni , Beppe Melis , Silvia Katiuscia Carta e Daniela Cacciuto . Nell'Idv saranno della partita il segretario cittadino Giovanni Dore e Marco Isola (solo omonimo del presidente della Rari Nantes), oltre a Luca Ciribelli (insegnante-educatore), Ferdinando Secchi (dipendenteregionale), Tiziana Mori (ricercatrice universitaria in diritti dell'infanzia), Roberto Muggironi (il più giovane in lista, ingegnere di 23 anni), Danilo Orrù (impiegato) e Pietro Cella (avvocato). Possibili anche Maria Grazia Monni (avvocato) e Roberto Ricciu (ricercatore in Ingegneria), oltre all'ex coordinatore provinciale Roberto Milia .
In casa Pd, dove ci saranno cinque consiglieri uscenti ( Ninni Depau , Claudio Cugusi , Andrea Scano , Francesco Ballero , Maurizio Chessa ) i nomi emersi nelle ultime ore sono quelli di Davide Carta , Nino Marongiu , Fabrizio Rodin (legale, vicino al mondo degli scout), Guido Portoghese , Anna Mereu , Ornella Frongia e Virginia Siriu . Lista quasi chiusa anche per i Verdi, dove della partita saranno anche Tiziana Frongia e Roberto Cop-
paroni .
Ultime ore prima della chiusura anche in casa Pdl: confermato tutto il gruppo consiliare uscente (con l'aggiunta degli assessori Giuseppe Farris , Anselmo Piras ed Edoardo Usai ), questa è l'ora delle new entry. Della partita sarà Roberto Massazza (vicino al senatore Piergiorgio Massidda ), oltre ai giovani Massimo Delogu , Fausto Massacci , Nicola Zoccheddu (figlio di Paolo, ex ingegnere capo del Comune) e Daniele Gamberini , il consigliere del Cagliari calcio Paolo Caboni e probabilmente il vicepresidente del Consiglio provinciale Alessandro Sorgia , che assieme al presidente della commissione Cultura Maurizio Porcelli rappresenta la componente di Unidos, il movimento che fa capo al deputato Mauro Pili . Resta il dubbio sulla discesa in campo di Ada Lai , dirigente d'area in aspettativa e attuale direttore generale dell'assessorato regionale al Turismo. Né lei, né il suo movimento ("A Cagliari") hanno ancora dato una risposta definitiva al coordinamento cittadino che si sta occupando delle candidature.
Con i Riformatori, oltre ai consiglieri uscenti Giorgio Angius , Sandro Vargiu , Alessio Mereu e Lino Bistrussu , ci saranno anche l'allenatore di calcio Beppe Martinez , il presidente di circoscrizione Simone Crisponi , i consiglieri circoscrizionali Antonello Pala e Franco Pianti . Con loro il giovanissimo Gianmarco Vaquer , oltre a Michela Guaragno , Maria Giuseppina Del Piano e Gianluca Mirasola . Nell'Udc, con gli ex assessori Gianni Chessa e Luciano Collu , ci saranno anche gli attuali Paolo Carta e Patrizio Mulas . Dopo il ricompattamento del gruppo consiliare c'è anche il via libera per Ettore Businco , Fernanda Loche , Massimiliano Tavolacci ed Efisio Pireddu , con la possibile new entry di Patrizia Floris e quella, certa, dell'avvocato Gianluca Aste e della guida ambientale Piero Pirosu . Sicura la presenza, nelle file dell'Uds-Upc, del consigliere comunale uscente Claudio Tumatis (presidente di commissione che era stato eletto nella civica "Lavoro&quartieri"), che ha scelto di non confluire nel Pdl: «Non essendo un professionista della politica, ho scelto di continuare a rispondere solo ai cittadini». Con lui dovrebbero esserci l'assessore allo Sport Aurelio Lai , oltre a Fabio Montisci , Amedeo Cojana e Alessandra Boldetti , responsabile dei giovani.
Qualcosa si muove anche dai due poli principali: Ignazio Artizzu (nella sua lista di Fli si candideranno Maddalena Calia , Gianluca Grosso e Gennaro Fuoco ) ha chiuso l'accordo con la Dc, che sarà rappresentata tra gli altri dal segretario regionale Mariano Marras e da Roberto Callai . Nel polo nazionalitario, nella lista civica del candidato a sindaco Claudia Zuncheddu , dovrebbero essere della partita Margherita Falqui , Marina Masala e Franco Atzeni .
ANTHONY MURONI



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L'UNIONE SARDA.it
Venerdì 08 aprile 2011

Lunedì sono arrivate le autorizzazioni dell'ufficio comunale Tutela del paesaggio
Baretti, via alle prime demolizioni
Ma un'ordinanza potrebbe far slittare i lavori a fine stagione

Corsa contro il tempo per scongiurare il rischio di far coincidere i lavori con la stagione estiva.

Parte la rivoluzione al Poetto. Arrivano le prime autorizzazioni per le demolizioni e le ricostruzioni dei chioschetti. E tra un mese via ai lavori. Solo un'ordinanza del sindaco potrà far slittare gli interventi a settembre. Sarà una corsa contro il tempo per scongiurare il rischio di congestionare il traffico nei mesi estivi e salvare la stagione, gli incassi e il servizio ai bagnanti. Di sicuro la spiaggia cambierà volto e colori, in virtù delle severe prescrizioni del Comune.
CHE COSA CAMBIA Non solo. I nuovi baretti saranno amovibili e vivranno solo fino al 31 ottobre di quest'anno, il giorno dopo l'autorizzazione scade e i chioschi dovranno essere nuovamente smantellati. Verranno poi ricostruiti nel marzo 2012 e poi ancora smontati a ottobre, una prassi destinata a ripetersi ogni anno. Le prime domande accolte al Suap per l'autorizzazione per «demolizione dei manufatti esistenti, realizzazione di un nuovo chiosco bar e relativi servizi con spazi esterni di pertinenza, in parte coperti e in parte scoperti» al Poetto sono 5: riguardano “Il Miraggio”, “La Dolce Vita”, “Noi Due” e i chioschi delle ditte Cinzia Erriu e Eliseo Carta. I pareri favorevoli dei servizi coinvolti (Asl, Abbanoa, Soprintendenza ai Beni paesaggistici e poi i servizi comunali Tecnologici, Ecologia, Urbanizzazioni, Patrimonio e Edilizia privata) ci sono tutti. E lunedì scorso sono arrivate le autorizzazioni dell'ufficio comunale Tutela del paesaggio.
I CRITERI DA RISPETTARE Per tutte e cinque le ditte c'è un fitto elenco di prescrizioni da rispettare. In primis la limitazione del calcestruzzo ai plinti di sostegno delle pedane, queste ultime rigorosamente di legno naturale. I nuovi chioschi saranno in legno e i colori delle verniciature dovranno rispettare i cromatismi proposti nel progetto: blu azzurro per gli assi verticali e bianco puro per le cornici delle finestre e delle porte, mentre le coperture saranno color grigio luce.
GLI ARREDI C'è poi il capitolo arredi: gli ombrelloni avranno la struttura in alluminio anodizzato o in legno, il rivestimento in tessuto naturale a tinta unita di colori bianco, panna o lo stesso del chiosco e senza alcuna scritta ad eccezione dell'insegna e del logo dell'attività. Acciaio inox per le poltroncine, gli sgabelli, i divanetti (da rivestire in materiale tipo rattan sintetico (wicker) di colore bianco, nero, testa di moro o del colore dello stesso chiosco) e per i tavoli ed i tavolini. L'illuminazione sarà garantita da apparecchiature a soffitto e lampioncini esterni non più alti di 60 cm.
STAGIONE A RISCHIO Resta la preoccupazione per la stagione balneare in arrivo. «Per buttare giù e ricostruire i chioschi ci vorranno almeno due o tre mesi», spiega il presidente della commissione Urbanistica Massimiliano Tavolacci, «è bastato un po' di sole domenica scorsa e la spiaggia è stata assalita. È pensabile il Poetto trasformato in cantiere nei mesi estivi? Mi auguro che il sindaco emetta un'ordinanza, magari per motivi di ordine pubblico, che consenta di far slittare i lavori a settembre». «E il frutto malato di anni e anni di mancate decisioni», lamenta Andrea Scano, Pd, «il Pul non è mai stato approvato. Si è arrivati ai provvedimenti della magistratura e tutto il quadro si è complicato».
ENNIO NERI



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L'UNIONE SARDA.it
Mercoledì 30 marzo 2011

Ieri l'aula ha approvato il primo lotto del molo di Sant'Elia dedicato alla piccola pesca
Via libera a Su Stangioni e porticciolo
Consiglio: ok anche al recupero dell'ex distilleria Zedda Piras
Il Consiglio comunale si riunirà di nuovo stasera e forse giovedì: devono ancora essere approvate diverse delibere di giunta.

Con una velocità che l'aula di Palazzo Bacaredda si era scordato negli ultimi mesi, ieri il Consiglio comunale ha approvato quattro delibere attese da tempo: il progetto del porticciolo di Sant'Elia, il primo via libera alla lottizzazione di Su Stangioni, il piano di recupero dell'ex distilleria della Zedda Piras in viale Ciusa e le linee guida per il nuovo Regolamento della gestione del patrimonio comunale. Quattro atti importantissimi, in particolare le prime tre pratiche urbanistiche, rimaste per anni ferme negli uffici comunali in attesa di approvazione. Tutto in appena due ore: clima disteso in aula, opposizione quasi nulla - a parte qualche astensione, i documenti sono stati votati quasi all'unanimità - con l'obiettivo di smaltire buona parte delle delibere approvate in questi giorni dalla giunta. Per terminare il lavoro - mancano ancora alcune decisioni urbanistiche e il Piano del commercio su aree pubbliche - ci sarà ancora la seduta di oggi e forse quella di domani. Il presidente del Consiglio Sandro Corsini ha chiesto di verificare quale sia il termine per le convocazioni, che dovrebbe scattare 45 giorni prima della data fissata per le elezioni amministrative. Questo giorno è il 31 marzo: gli uffici controlleranno se sarà possibile riunire i consiglieri anche giovedì.
IL PORTICCIOLO Il progetto del porticciolo per la piccola pesca di Sant'Elia prenderà corpo in poco tempo: rientra tra le opere «immediatamente cantierabili» e il prossimo passo, una volta ricevuti i soldi dalla Regione, sarà quello di bandire la gara d'appalto per realizzare il primo lotto. Che prevede la costruzione dei moli, di tutte le opere a mare, di un piccolo mercato (circa 300 metri quadri) e di un ristorante (150 metri quadri). Il piano prevedeva in origine anche un secondo lotto, bocciato però dalla Regione ai tempi della giunta Soru.
SU STANGIONI Anche il parere preventivo al progetto di Su Stangioni è passato senza problemi: ventiquattro voti su ventisei, arrivati «sì con ritardo», come ha detto il sindaco Emilio Floris, che però nel suo discorso si è soffermato «sull'importanza strategica» della lottizzazione. Andranno a viverci 2600 persone, il 40 per cento delle abitazioni saranno riservate all'housing sociale e l'8 per cento all'edilizia sovvenzionata. Un documento su cui «c'è ampia condivisione», come ha sottolineato Massimiliano Tavolacci, presidente della Commissione urbanistica che ieri ha illustrato buona parte delle pratiche licenziate ieri. Il Consiglio ha anche approvato un ordine del giorno (primo firmatario Claudio Cugusi) nel quale l'amministrazione si impegna a prevedere una viabilità adeguata e si obbliga a «sviluppare con la Regione» un accordo di programma sul tema dei trasporti pubblici.
EX DISTILLERIA Via libera anche al piano attuativo dell'ex distilleria di viale Ciusa, dove verranno realizzati uffici, negozi e servizi. Il Consiglio si riunirà di nuovo stasera, alle 18. ( m.r. )

 

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L'UNIONE SARDA.it
Martedì 29 marzo 2011

Consiglio. L'aula approva alcune delibere nella terzultima seduta
Tuvixeddu, sì alla variante

Le polemiche non sono mancate ma alla fine il Consiglio comunale, alla terzultima seduta della consiliatura, ha approvato la variante che dovrebbe sbloccare l'urbanizzazione - almeno sul versante del municipio - del colle di Tuvixeddu. Ventun voti favorevoli, sette contrari: l'aula ha dato il via libera alla delibera di giunta nella quale si accettavano le modifiche proposte da Coimpresa, cioè lo spostamento di una parte della cubatura dal “catino” (vicino all'area archeologica) ad altre zone. Il Pd, compatto, ha cercato di bloccare l'approvazione del documento: Francesco Ballero ha chiesto apertamente di «ritirare la delibera», il capogruppo Ninni Depau ha letto in aula la lettera della direzione regionale del ministero dei Beni culturali che smentiva alcuni passaggi della stessa delibera (in particolare quello dove si parlava di una soluzione «condivisa» con il Mibac).
Per questo Massimo Zedda (Sel) ha parlato di «conflitto tra istituzioni», mentre Giuseppe Macciotta (Pd) ha spiegato: «La differenza tra quanto scritto nella delibera e quanto comunicato dal ministero inficia il documento sotto il profilo giuridico e dell'autorevolezza».
La maggioranza ha risposto con il presidente della Commissione urbanistica Massimiliano Tavolacci: «Questa pratica ha 31 anni di vita e invece che cercare di trovare una soluzione si cerca di bloccare il progetto per semplici interessi di campagna elettorale». Il sindaco è intervenuto per sottolineare la bontà del documento: «La proposta del privato è migliorativa e non ci sono motivi gravi per impedire la votazione». E ieri, con la consiliatura agli sgoccioli, sono state approvate anche altre delibere, come quella che è servita a concedere una fideiussione bancaria al Tennis club di Monte Urpinu, necessaria per realizzare alcuni lavori per «garantire una maggiore fruibilità dell'impianto e di incrementare il numero degli utenti».
Nelle prossime sedute - forse già durante quella di stasera - si parlerà del piano attuativo di Su Stangioni e di quello relativo alla lottizzazione nella zona del “Fangario”, tra via San Paolo e viale Elmas.
Poi si parlerà del nuovo Piano del commercio su aree pubbliche scoperte (che dovrebbe risolvere almeno in parte la questione dei ricciai) e il regolamento per l'affidamento «dei beni patrimoniali mediante sponsorizzazione». I privati, potranno realizzare «opere di interesse collettivo», per averne una parte in affidamento. ( m.r. )

 

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L'UNIONE SARDA.it
I soldi Per aumentare la cubatura sì potrà pagare al Comune il corrispettivo del posto auto
Piano casa, attese altre 200 domande
Ampliamenti: non sarà più obbligatorio avere un parcheggio 
Il Consiglio comunale martedì ha eliminato l'ostacolo che bloccava decine di procedure. Ora si attende la proroga di un anno.

Se finora il Piano casa in città non ha avuto i risultati sperati, è soprattutto per l'ostacolo dei parcheggi: per poter ampliare gli appartamenti è necessario indicare un posto auto di proprietà di una grandezza proporzionata all'aumento di cubatura.
Da martedì questa barriera, in certi casi insormontabile, si potrà invece aggirare pagando, come ha deciso il Consiglio comunale approvando la delibera di giunta sulla «monetizzazione» dei parcheggi. In soldoni: chi vuole sfruttare le possibilità offerte dalla legge 4 del 2009 potrà evitare di indicare la pertinenza e pagare al Comune il parcheggio 290 euro al metro quadro, per un massimo di 5.900 euro.
LE DOMANDE Si sbloccheranno così gran parte delle quasi 200 domande depositate in Municipio e ancora ferme: «I piccoli interventi relativi al Piano casa erano bloccati proprio per questo motivo», dice il presidente della commissione Urbanistica Massimiliano Tavolacci, «e dare una via d'uscita era molto importante, tanto che su questo anche l'opposizione, che si è astenuta, ha manifestato la volontà di trovare una soluzione. E ora che non sarà più necessario indicare il parcheggio non solo verranno sbloccate le procedure, ma credo che se ne aggiungeranno altre».
Quante? Uno studio su base regionale ipotizza un raddoppio delle pratiche. E a Cagliari potrebbero essere presentate in tutto - considerando che in tanti non hanno ancora depositato le richieste in attesa che il Consiglio risolvesse questo problema - circa 500 domande.
«Il Comune potrebbe incassare una cifra vicina al milione di euro», spiega Tavolacci. Questi soldi, come specifica la delibera «sono da considerarsi fondi a destinazione vincolata da utilizzarsi esclusivamente per la progettazione e realizzazione di parcheggi pubblici». E questo - ipotetico - milione di euro potrebbe servire come base per un nuovo parcheggio «È ovvio che il piano dei parcheggi vada modificato: dobbiamo individuare alcuni grandi bacini di sosta, che devono essere in parte a servizio dei residenti e in parte a rotazione. Magari con una gestione mista pubblico-privato».
L'ASSESSORE CAMPUS L'assessore all'Urbanistica Gianni Campus spiega che per i cittadini «l'esborso sarà contenuto», perché «per 200 metri cubi di ampliamento è necessario un parcheggio di 20 metri quadri. Dunque la spesa massima è di 5.800 euro. Ma gli aumenti di cubatura medi sono molto inferiori. L'operazione è congrua e mette alla portata di tutti la possibilità di poter sfruttare il Piano casa». E lo stesso sistema della monetizzazione potrebbe essere utilizzato - più probabilmente nella prossima consiliatura in un altro caso: «Era già previsto per le aree Bs3*, questo metodo si può allargare anche ai frazionamenti, dove i parcheggi sono necessari. Si renderebbero utilizzabili tanti appartamenti del centro storico», aggiunge Tavolacci.
LA PROROGA Rimane da definire un altro aspetto, quello della proroga. Il Piano casa è valido per tre anni, quindi entro il 2012 tutti gli interventi dovranno essere portati a termine e soprattutto la pratica dovrà essere depositata entro il 30 aprile: per alcuni sarà una vera e propria corsa contro il tempo.
Ecco perché la giunta regionale - visto lo scarso successo ottenuto finora dalla legge - ha pensato di prolungare gli effetti per un altro anno. Ma la delibera, a cui l'assessore regionale all'Urbanistica avrebbe lavorato nelle scorse settimane non è ancora stata presentata in giunta.
MICHELE RUFFI

 

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L'UNIONE SARDA.it
Mercoledì 23 marzo 2011

Nella lista civica vicino a Fantola c'è l'avvocato Sorcinelli, col Pd il consigliere socialista Ballero
Comunali, la carica dei parenti famosi
In campo Delogu jr (Pdl) e il figlio dell'ex consigliere regionale Balletto
Domani l'incontro decisivo nel centrodestra per la definizione dei casi Artizzu e Sanjust. Nel frattempo si lavora alle liste.

Le lancette dell'orologio per quel che riguarda le definizione dei casi Fli e Sanjust sono state spostate a domani, quando ci sarà un nuovo vertice di maggioranza nel centrodestra, alla presenza del leader Massimo Fantola . Mentre ieri pomeriggio il tavolo dell'alleanza di centrosinistra si è riunito per iniziare a mettere a punto il programma che il candidato a sindaco Massimo Zedda presenterà ai suoi elettori.
In attesa che il quadro sia completo, non si ferma la frenetica attività dei partiti, che in queste ore stanno completando il giro d'orizzonte per la formazione delle liste. Nel Popolo della libertà è arrivata la conferma della ricandidatura del consigliere regionale Edoardo Tocco , che ha annunciato l'intenzione di non voler rispettare l'indicazione arrivata dal gruppo consiliare circa l'incompatibilità tra il ruolo di consigliere comunale e altre cariche istituzionali. Uno strappo che riaprirebbe le porte anche al vicepresidente del Consiglio provinciale Alessandro Sorgia , che è anche presidente della Circoscrizione 4. Della partita saranno anche l'avvocato Massimo Delogu , figlio dell'ex sindaco Mariano (coordinatore regionale del partito) e il giovane free-lance Daniele Gamberini , vicino ai movimenti pro-life. Con loro gli assessori uscenti Anselmo Piras , Edoardo Usai , Giorgio Adamo e Giuseppe Farris , oltre al presidente del Consiglio comunale Sandro Corsini . Tra i consiglieri uscenti Ugo Storelli (capogruppo di Fi), Franco Masia , Salvatore Mereu , Maria Rita Petrini , Maurizio Porcelli , Stefano Schirru , Alessandro Serra (capogruppo di An), Francesco Fiori e Salvatore Floris , il coordinatore provinciale dei giovani Fausto Massacci , il consigliere circoscrizionale Marcella Loddo e il consigliere del Cagliari calcio Paolo Caboni .
Giochi quasi fatti anche per La Destra (che farà la lista assieme al movimento Fiamma futura): in campo ci dovrebbero essere il segretario cittadino Enrico Balletto , il segretario provinciale del movimento giovanile Gianluca Cocco , l'ex maggiore della Folgore Giuseppe Gottardi , lo studente Jury Sini , la responsabile del dipartimento donne Natasha Mameli , il tirocinante notaio Edoardo Lecis .
Il Pd ricandiderà certamente gli uscenti Ninni Depau , Claudio Cugusi e Andrea Scano . Della stessa lista faranno parte anche Francesco Ballero , che nell'ultima consiliatura è stato eletto tra le fila dei socialisti, Pierandrea Costa e Fabrizio Marcello (coordinatori, rispettivamente, dei circoli di Is Mirrionis e Mulinu Becciu), il chirurgo estetico Anna Mereu e il presidente della circoscrizione Centro storico Gianfranco Carboni .
Si muove anche l'assessore regionale Mario Floris : con l'Uds ci potrebbe essere l'assessore comunale allo Sport Aurelio Lai , oltre a Fabio Montisci , Amedeo Cojana e Alessandra Boldetti , responsabile dei giovani.
L'Udc punta su nomi già collaudati e qualche nuova proposta: con gli ex assessori Gianni Chessa e Luciano Collu ci saranno anche gli attuali Paolo Carta e Patrizio Mulas . Con il ricompattamento del gruppo consiliare c'è anche il via libera per Ettore Businco , Fernanda Loche , Massimiliano Tavolacci ed Efisio Pireddu , con le possibili new entry Patrizia Floris e il 33enne Federico Ibba . Con Ignazio Artizzu e il suo Fli, in caso di corsa solitaria, potrebbe correre anche il consigliere uscente Paolo Casu (corteggiato anche dai sardisti).
Tra i Riformatori, insieme ai riconfermati Sandro Vargiu , Lino Bistrussu , Giorgio Angius e Alessio Mereu , potrebbero esserci l'ex pugile Tonino Puddu , gli avvocati Annamaria Busia e Roberto Porrà . Ma anche Alessandro Balletto (figlio di Giorgio, ex consigliere regionale di Fi), Gianni Casella (imprenditore), Beppe Martinez (ex calciatore e allenatore), Valentina Piga e Ninni Savona . Nella lista a sostegno di Massimo Fantola, capeggiata da Antonello Gregorini e Franco Fozzi , ci saranno l'avvocato Roberto Sorcinelli , Paolo Zedda , Pierluigi Mannino , Emanuele Spinas e Alessandro Ticca .
ANTHONY MURONI

 

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L'UNIONE SARDA.it
Giovedì 17 marzo 2011

Comunali. A meno di un mese dalla presentazione delle liste in città impazza il toto-candidature 
Pdl, le conferme e le new entry
Nel Pd i segretari di due circoli

Le liste civiche del centrodestra, se si faranno, serviranno soprattutto a soddisfare tutte le richieste di candidatura che stanno arrivando al Pdl. A oggi l'ipotesi più probabile è che dal partito di maggioranza si stacchi solo il Centro giovani di Carlo Sanjust , mentre a sostegno del candidato a sindaco Massimo Fantola è già da tempo scesa in piazza la formazione nata dalla fusione tra Polo Civico e Patto per Cagliari di Antonello Gregorini e Franco Fozzi . Qualcosa si muove anche a sinistra, dove Filippo Petrucci (la sorpresa delle primarie di fine gennaio) ha confermato la sua intenzione di dar vita a una lista civica, smentendo però le indiscrezioni che la marchiavano col brand Sardegna democratica.
Nel Popolo delle libertà i giochi sono ormai fatti: tra gli assessori uscenti saranno della partita Anselmo Piras , Edoardo Usai , Giorgio Adamo e Giuseppe Farris , oltre al presidente del Consiglio comunale Sandro Corsini . In dubbio la presenza del titolare dell'Urbanistica Gianni Campus ed esclusa (notizie delle ultime ore) quella dell'assessore al Bilancio Antonello Melis , che fino a pochi giorni fa veniva dato come sicuro candidato. Tra i consiglieri uscenti di nuovo in campo il capogruppo Ugo Storelli , assieme a Franco Masia , Salvatore Mereu , Maria Rita Petrini , Maurizio Porcelli , Stefano Schirru , Alessandro Serra , Francesco Fiori e Salvatore Floris . Possibili new entry Ada Lai e Alessandro Sorgia (la prima deve ancora sciogliere la riserva, il secondo potrebbe essere frenato dal suo ruolo di consigliere provinciale), il coordinatore provinciale dei giovani Fausto Massacci , il consigliere circoscrizionale Marcella Loddo e il consigliere del Cagliari calcio Paolo Caboni .
Qualcosa si muove anche nel principale partito del centrosinistra: il Pd ricandiderà certamente gli uscenti Ninni Depau , Claudio Cugusi e Andrea Scano . Della stessa lista potrebbe far parte Francesco Ballero , che nell'ultima consiliatura è stato eletto tra le fila dei socialisti. In calo le possibilità del segretario cittadino Yuri Marcialis e di Egildo Tagliareni , mentre Pierandrea Costa e Fabrizio Marcello (coordinatori, rispettivamente, dei circoli di Is Mirrionis e Mulinu Becciu) dovrebbero essere della partita. Con insistenza si fa anche il nome del chirurgo estetico Anna Mereu e del presidente della circoscrizione Centro storico Gianfranco Carboni .
Si muove anche l'assessore regionale Mario Floris : con l'Uds ci potrebbe essere l'assessore comunale allo Sport Aurelio Lai , oltre a Fabio Montisci , Amedeo Cojana e Alessandra Boldetti , responsabile dei giovani.
Tra i sardisti si affacciano, per ora, solo Bobo Farina e Gianni Aramu , mentre l'Udc punta su nomi già collaudati e qualche nuova proposta: con gli ex assessori Gianni Chessa e Luciano Collu ci saranno anche gli attuali Paolo Carta e Patrizio Mulas . Con il ricompattamento del gruppo consiliare c'è anche il via libera per Ettore Businco , Fernanda Loche , Massimiliano Tavolacci ed Efisio Pireddu , con la possibile new entry di Patrizia Floris .
Tra i Riformatori, insieme ai riconfermati Sandro Vargiu , Lino Bistrussu , Giorgio Angius e Alessio Mereu , potrebbero esserci l'ex pugile Tonino Puddu , gli avvocati Annamaria Busia e Roberto Porrà . In campo ci sarà il Movimento per l'Italia, che fa capo a Daniela Santanché: il coordinatore locale Carlo Arba conferma i contatti con il Centro Giovani di Carlo Sanjust (col quale dovrebbero esserci anche Antonello Floris , Marco Piras , Alberto Bertolotti e, novità dell'ultima ora, Claudio Tumatis ) ma non esclude di presentare una lista col simbolo del suo partito.
ANTHONY MURONI

 

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LA NUOVA SARDEGNA
20 Marzo 2011

Su Stangioni, ultimo appello
Dieci giorni per portare il piano nella svogliata aula di via Roma


CAGLIARI. Questa settimana si conoscerà il futuro della pratica di Su Stangioni. L'unica possibilità per concludere l'iter prima dell'elezioni, è che domani la giunta Floris si riunisca e approvi lo schema di piano attuativo per la lottizzazione tra la 554 e la 131. «Dipende dalla giunta - ammette il presidente del consiglio comunale Sandro Corsini - appena licenziano, se lo facessero, il provvedimento, convocherò subito la commissione urbanistica per il parere e poi potrei inserirlo all'ordine del giorno, anche supplettivo della prossima tornata consiliare, probabilmente l'ultima di questa consiliatura, ma non dipende da me. La decisione prima deve essere assunta dal sindaco Floris». Andrea Scano, vicepresidente Pd della commissione urbanistica, non mostra molta fiducia sulla scelte della giunta. «L'esecutivo sta effettivamente cercando a fine consiliatura di cavar fuori qualcosa dal cilindro, non so se riusciranno a chiudere questa pratica. Ammetto - precisa Scano - che l'assessore Campus si è battuto non poco per far andare in porto il progetto, ma noto che la burocrazia comunale, nonostante le diverse sollecitazioni, applica su tanti procedimenti in apparenza simili velocità diverse. Qui si spacca il capello in quattro, e si va piano, forse perché i nomi non sono quelli giusti». La lottizzazione di Su Stangioni interessa almeno 2500 persone, oltre 150 proprietari, e prevede elementi urbanistici originali per Cagliari come la scientifica mescolanza tra abitazioni di edilizia economica e popolare e residenziale. «Ma per realizzare anche questa bisogna mettere d'accordo i proprietari, avere tutti i contatti: operazione che gli uffici non possono fare. Lo possono fare però i privati, che potrebbero così cedere i loro servigi, riconosciuti, agli uffici. Mi domando - conclude Scano - perché sia così difficile farlo». Anche il presidente della commissione urbanistica Massimiliano Tavolacci (Udc) esprime dubbi sulla possibilità che la delibera sul piano attuativo possa arrivare in giunta nelle prossime ore. «Sappiamo che ci sono stati ritardi burocratici, per diverse inesattezze nella presentazione. Da Natale passi avanti ne sono stati fatti, ma forse non al punto da aver completato la procedura. Su Stangioni è un intervento prioritario, è l'unico intervento consistente per calmierare il folle mercato immobiliare. Sono consapevole che per approvarlo bisogna avere i numeri in commissione e in aula». (g.cen.)



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L'UNIONE SARDA.it
Martedì 15 marzo 2011

Idee e progetti sul mare di Cagliari

“Cagliari e il suo mare. Idee e progetti”: è il titolo del convegno che avrà luogo domani alle 18 al Caesar hotel, organizzato dai Riformatori. Al convegno prendono parte il candidato del centrodestra alla poltrona di sindaco Massimo Fantola, Paolo Ritossa, Gianni Campus e Massimiliano Tavolacci. Dopo il dibattito, la conclusione del sindaco Emilio Floris.

 

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LA NUOVA SARDEGNA
11 Marzo 2011

Il cemento che offende la basilica
Rivolta in difesa dell'area e del paesaggio della chiesa di Bonaria

CAGLIARI. «La storia dell'approvazione del palazzo che sorgerà di fronte alla basilica di Bonaria è l'ennesimo esempio di una politica comunale che punta a occupare tutti i vuoti della città», afferma Maria Paola Morittu (responsabile regionale per i monumenti e il paesaggio di Italia Nostra). «In realtà manca una politica di riquaificazione delle aree. Il caso di Bonaria è solo l'ultimo di tanti esempi di occupazione dei vuoti urbani», sottolinea Vincenzo Tiana (presidente regionale di Legambiente). «Al di là delle norme bisognerebbe avere un'attenzione maggiore ai beni paesaggistici della città», precisa Enrico Corti (docente di Composizione architettonica e padre dell'ultimo piano regolatore di Cagliari). La vicenda parla di un palazzo di quattro piani che, secondo il progetto approvato, dovrebbe sorgere a meno di cinquanta metri della basilica di Bonaria, considerato dai più uno dei beni identitari della città. Il «sì» del consiglio comunale è arrivato martedì in «seconda convocazione», il che significaca che l'approvazione è stata possibile anche con soli 15 voti (come è stato). A niente sono servite le proteste dell'opposizione che ha pure abbandonato l'aula assembleare con l'intento di far mancare il numero legale (ma senza risultato). «Ancora una volta il Comune ha deciso di non ascoltare le richieste dei cittadini, espresse anche con una racconta di millecinquecento firme di protesta contro questo nuovo edificio», ribadisce Andrea Scano (consigliere comunale del Pd e vice presidente della commissione all'Urbanistica). Per la maggioranza si tratta, invece, «di un atto dovuto». Secondo Massimiliano Tavolacci (consigliere dell'Udc e presidente della commissione all'Urbanistica), «nel 2006 il consiglio municipale aveva dato parere preventivo positivo. A questo punto e dopo che tutti gli enti interessati, avevano fornito il loro assenso, un diniego del Comune avrebbe comportato certamente l'impugnazione da parte del privato. Ora vi saranno i sessanta giorni per le osservazioni, ma senza elementi oggettivi (di contrasto con le norme), si arriverà all'approvazione definitiva. L'amministrazione, eventualmente, non doveva dare il sì del parere preventivo». Tuttavia, spiega Ninni Depau (capo gruppo del Pd in consiglio comunale), «bisogna innanzi tutto sottolineare la responsabilità della precedente assemblea, sempre guidata da Emilio Floris, che aveva dato quel primo assenso. In secondo luogo vi sono sempre altre possibilità, come quelle compensative, ad esempio. In altre occasioni, per impedire la costruzione in un determianto luogo, l'amministazione ha proposto soluzioni di questo tipo. La realtà è che manca la volontà politica per farlo: le scelte della Giunta e della maggioranza di centrodestra puntano a occupare tutti i vuoti urbani: non possiedono alcun discorso di riqualificazione degli spazi vuoti in luoghi collettivi». Inizialmente, nella fase di adeguamento del piano regolatore (Puc) a quello paesaggistico (Ppr), era stata posta una fascia di protezione di cento metri per 82 beni paesaggistici, alla fine diventati 28. Mentre quelli identitari (già numericamente inferiori) vennero fortemente sfoltiti e la basilica di Bonaria non fu inserita. Il problema, però, informa Corti, «è soprattutto culturale e la difesa dei beni paesaggistici dovrebbe essere una priorità. La questione non va legata alla singola possibile costruzione, ma al contesto nel quale si opera. In questo senso l'area della basilica e di via Milano presenta un sistema di ville e di elementi architettonici e di paesaggio che andrebbero valorizzati e non penalizzati». In effetti «in Sardegna abbiamo fatto passi avanti in termini teorici, come dimostra il discorso paesaggistico, mentre siano indietro in quelli di urbanistica applicata in cui seguiamo ancora il vecchio decreto Floris. Non sappiamo mediare tra economia e cultura: dobbiamo fare molta strada». La cultura del paesaggio non è ancora molto diffusa, soprattutto nella classe dirigente: «In questo quadro c'è molta ignoranza - sottolinea Carlo Aymerich, già preside della facoltà di Architettura di Cagliari - ma e in relazione al caso della costruzione da realizzare vicino alla basilica di Bonaria (e al di là del progetto), è ncessario dire che bisognerebbe ascoltare il parere degli abitanti della zona. Millecinquecento firme sono tante. A Londra, ad esempio, l'opinione dei cittadini del luogo è fondamentale per le decisioni che vengono prese sul loro territorio». Sono sempre maggiori le esperienze di democrazia partecipata che si stanno sviluppando in tutto in mondo (a partire da Porto Alegre, in Brasile) e anche in diverse realtà nazionali. Purtroppo il caso-Bonaria «non è l'unico - continua Tiana - dall'esperienza di Monte Urpinu a Tuvixeddu, vediamo una politica contraria alla riqualificazione dei vuoti come spazi pubblici e collettivi. Al Puc era affiancato anche un piano del verde (mai attuato) che prevedeva un grande itineriario verde in grado di collegare tutti i colli della città, ma questo può essere realizzato solo se ci sono ancora i vuoti urbani (come nella cintura verde di Milano), se li si riempie non è più possibile fare niente».

 

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L'UNIONE SARDA.it
Venerdì 11 marzo 2011

Centrodestra e centrosinistra chiedono la proroga delle concessioni negata dagli uffici
Nuovi baretti, burocrazia sotto accusa
Le imprese: «Estate a rischio, il sindaco prenda posizione»
I bar potrebbero essere ricostruiti a luglio, dovrebbero essere smontati a ottobre.

Dopo anni di infruttuose discussioni il percorso burocratico è giunto a un passo dalla fine. Appena arriveranno le autorizzazioni della Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici e dell'Ufficio comunale tutela del paesaggio, i baretti del Poetto potranno essere demoliti e ricostruiti.
Ma nessuno esulta. Perché nella migliore delle ipotesi le autorizzazioni arriveranno tra un mese e da quel momento saranno necessari circa 120 giorni per vedere finiti i nuovi chioschi. Significherebbe che sino a metà luglio il Poetto sarà un cantiere, che i cagliaritani non avranno servizi in spiaggia, che le imprese del mare perderanno i loro guadagni. Non solo: siccome il Servizio patrimonio del Comune ha detto no alla proroga delle concessioni demaniali sino al 2015 (69 Comuni l'hanno accordata) a fine ottobre i chioschi dovranno essere demoliti perché il nulla osta scade a fine 2011. E perché, stabilisce la norma, le strutture devono essere stagionali e amovibili. Qual è l'imprenditore che, dopo aver speso 70 mila euro nella progettazione investe 150 mila euro per tenere in piedi un'attività per tre mesi e mezzo con la certezza di non poterla riaprire l'anno successivo?
GLI IMPRENDITORI «Nessuno», è l'ovvia risposta di Sergio Mascia, presidente della Poetto service. Che chiama in causa il sindaco Emilio Floris. «Prenda in mano la situazione e ci consenta, almeno, di avere la proroga della concessione sino al 2015, che peraltro dovrebbe arrivare comunque con un provvedimento del Governo», spiega l'imprenditore.
IL PARADOSSO Cagliari, insomma, vive una situazione paradossale: tutta la città vuole i baretti tutto l'anno, tutte le forze politiche sono favorevoli alla valorizzazione dell'economia del Poetto. Eppure la burocrazia comunale sembra ostacolarla. Altrimenti non si comprenderebbe perché il Consiglio comunale non ha mai approvato il Piano di utilizzo del litorale e, soprattutto, perché Cagliari, assieme a Villasimius, ha detto no alla proroga delle concessioni demaniali sino al 2015.
CENTRODESTRA «La proroga per i chioschi del Poetto si può e si deve dare: basta dare piena applicazione alle disposizioni contenute nel mille proroghe approvato dal Governo nazionale», hanno scritto ieri in una nota i consiglieri comunali Massimiliano Tavolacci (Udc) e Alessandro Serra (Pdl). «Su questo punto si è anche espressa con chiarezza la Regione attraverso provvedimenti che sono stati recepiti da 69 dei 71 comuni costieri della nostra Isola, che hanno quindi prorogato fino al 2015 le concessioni. Invece la burocrazia comunale, fornendo un'interpretazione iniqua e restrittiva della norma, ha optato per un rinnovo da concedere di anno in anno, che di fatto comprime la possibilità che le imprese operanti sul litorale esprimano pienamente il loro potenziale. Il Consiglio comunale si è pronunciato più volte sul tema ed è prevalsa una posizione positiva nei confronti di queste iniziative».
CENTROSINISTRA Nel centrosinistra, dopo la presa di posizione di Massimo Zedda, candidato sindaco del centrosinistra, che mercoledì si è espresso a favore della proroga «per salvare la stagione, i posti di lavoro e i servizi garantiti dai chioschetti», ieri si è pronunciato il coordinatore cittadino dell'Idv Giovanni Dore. «Va bene il differimento delle demolizioni dei bar del Poetto a dopo l'estate, come ha chiesto Zedda, purché sia l'ultima proroga e poi si proceda secondo quanto stabilito dalle leggi vigenti». Per Dore «è necessario quanto prima ripristinare la legalità sul litorale cagliaritano procedendo alla demolizione dei chioschi e alla loro ricostruzione secondo standard ecocompatibili ed a norma con le disposizioni urbanistiche e igieniche. In secondo luogo occorre predisporre bandi pubblici per l'affidamento delle concessioni». (f.ma.)

 

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Mercoledì 09 marzo 2011

Dopo la scissione di un anno fa, i consiglieri dell'Udc si sono riuniti in un unico gruppo
Consiglio, sì al palazzo di via Milano
Statuto: per la modifica salva-municipalità niente quorum
Ieri il Consiglio comunale ha dato il via libera alla realizzazione di un nuovo palazzo in un terreno tra via Milano e via Taranto.

Quattordici voti a favore, un astenuto, l'opposizione che esce dall'aula mentre un gruppo di abitanti di Bonaria è seduto nei banchi del pubblico: ieri il Consiglio comunale, anche se a ranghi ridotti, ha dato il via libera definitivo al palazzo che la società So.del.co realizzerà in un'area stretta tra via Milano e via Taranto.
IL PALAZZO Il progetto prevede la realizzazione di un edificio di tre piani, più una zona verde che verrà ceduta al Comune a titolo gratuito, come prevede il Puc nel caso delle zone Bs3*. «Non c'è nessuna possibilità di dare un voto contrario», ha spiegato il presidente della Commissione urbanistica Massimiliano Tavolacci, «perché è già in regime di adozione». Insomma: il costruttore ha il diritto di aprire il cantiere e nessuno può negarglielo. «Poi non capisco alcuni discorsi dei residenti: io sono nato e cresciuto a Bonaria e descrivere il quartiere come una zona degradata significa non accorgersi di dove si vive. Sono altre le aree sofferenti della città». Il capogruppo di Forza Italia Ugo Storelli ha aggiunto: «Non è più tempo di rimandare questa votazione, anche perché i proprietari dei terreni potrebbero far ricorso al Tar».
MUNICIPALITÀ Non è diventata realtà invece la modifica dello statuto comunale che avrebbe consentito la sopravvivenza della Municipalità di Pirri. Il regolamento prevede in questi casi un'approvazione a maggioranza qualificata (27 voti durante la prima votazione e 21 per la seconda) che però non è stata raggiunta per via delle assenze tra i consiglieri di centrodestra e centrosinistra. Tanto che il presidente del Consiglio Sandro Corsini ha richiamato formalmente tutti i consiglieri, mentre il capogruppo del Pd Ninni Depau ha sottolineato il paradosso «di una maggioranza che si fa ostruzionismo da sola».
IL RESTO DELLA SEDUTA È mancato il numero legale anche per la concessione in comodato d'uso del lastrico solare dell'ascensore del Castello di San Michele (dove dovrebbe essere realizzato un impianto radio) mentre si è deciso che il 18 marzo si terrà una seduta straordinaria del Consiglio che discuterà sul tema della disabilità (su richiesta del consigliere Marco Espa) per aderire alle indicazioni della convenzione Onu sui diritti delle persone disabili.
Infine ieri l'Udc si è ricostituito (dopo la scissione in due gruppi distinti di un anno fa) in un'unica formazione consiliare: il capogruppo sarà Nanda Loche. ( m.r. )

 

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Domenica 06 marzo 2011

Verso il 15 maggio. Candidature, strategie e costi della campagna elettorale per diventare sindaco o consigliere 
Consiglio comunale, la corsa dei mille
L'investimento per essere eletti: da 5000 a 100 mila euro
L'ultima volta l'Ulivo conquistò 11 seggi, Forza Italia 9 , i Riformatori 5, l'Udc 4, Alleanza nazionale 3 e uno tutti gli altri sino a completare i quaranta seggi a disposizione nell'aula del Consiglio.

L 'ultima volta furono mille: 25 liste, civiche comprese, con 40 candidati ciascuna (buona parte a puro scopo riempitivo). L'Ulivo conquistò 11 seggi, Forza Italia 9 , i Riformatori 5, l'Udc 4, Alleanza nazionale 3 e uno tutti gli altri sino a completare i quaranta seggi a disposizione nell'aula consiliare di via Roma. Tutto fa pensare che il prossimo 15 maggio saranno di meno, se davvero non ci saranno le liste civiche collegate alle coalizioni.
Magari circa seicento, come nel 2001. In questo caso la possibilità di elezione aumenterebbe: in caso di mille candidati ce la farebbe uno su 25 se restassero i 40 posti e uno su 31 se fossero 32. Se i candidati fossero 600 ce la farebbe uno su 15 con il consiglio a 40 e uno su 19 con l'ipotesi a 32. A rendere variabili le percentuali c'è anche il numero di elettori (circa 143 mila gli aventi diritto) che andranno a votare (nel 2006 furono 95.871).
QUANTI VOTI Ma quanti voti saranno necessari per essere eletti? Posto che il numero varia a seconda del numero di candidati, degli elettori, della coalizione di cui si fa parte e della percentuale di voti ottenuta dal partito, si stima che quest'anno con meno di 500 voti non si vada da nessuna parte. Non ce la farebbero, per dire, big dei partiti come Edoardo Usai (401 voti nel 2006), Nanni Floris (368), Massimiliano Tavolacci (326), Ninni Depau (473), Massimo Zedda (490) o Francesco Ballero (363). Ogni partito e ogni coalizione sanno, con buona approssimazione, quanti seggi conquisteranno in caso di vittoria e in caso di sconfitta e su questo basano le loro strategie.
LE SPESE Si stima che la macchina elettorale garantirà alla città un business di dieci milioni di euro, tra spese dirette e indirette. Se si usa come parametro l'ultima campagna elettorale e lo si aggiorna con l'inflazione, si calcola che il costo medio di una competizione per un aspirante consigliere fluttua da 3 e 5000 euro mentre lievita a 100 mila per l'elezione di un sindaco (in questo caso i costi vengono ripartiti in misura variabile tra il candidato e il partito o la coalizione che rappresenta). Un costo, in ogni caso, ripagato a fine consiliatura se si considera che a fine mandato un sindaco avrà incassato 364.380 euro lordi (214.983 netti) e un consigliere ne avrà portato a casa 163.320 (96.359 netti). Il calcolo è la somma delle indennità percepite: 6073,52 euro lordi (3583 netti) il sindaco, 1518,38 euro (poco più di 900 netti i consiglieri, se partecipano almeno a venti sedute mensili tra consiglio e commissioni) mentre un assessore, se libero professionista o se è un lavoratore dipendente in aspettativa, si aggiudica 2722 euro lordi al mese (1931 netti) come il presidente del Consiglio comunale.
IL KIT DEL CONSIGLIERE Il kit dell'aspirante consigliere prevede una dotazione minima: duecentomila santini, altrettanti fac simile della scheda elettorale con il proprio nome, un migliaio di manifesti e un numero variabile di buste e lettere da spedire a una mailing list di potenziali elettori. «Il costo medio per quelle quantità, compresa la grafica, è di mille euro per i santini, altrettanti per i fac simile della scheda e di 450 euro per i manifesti», stima Alessio Trois, titolare di una delle più grandi tipografie della provincia, l'azienda che si è aggiudicata l'appalto del ministero degli Interni per stampare anche 500 mila schede elettorali ufficiali per tutti i Comuni dove si voterà a metà maggio.
I MANIFESTI I manifesti sei per tre, poco utilizzati dai singoli candidati, costano 25 euro l'uno per la stampa e 200 euro al mese per l'affissione. Il costo della sede elettorale non è inferiore a 1200 euro per un locale commerciale in centro, poi ci sono le telefonate, le cene, gli infiniti caffè e cappuccini e il costo dei collaboratori che distribuiscono il materiale e gli eventuali gadget. Tra le variabili, le inserzioni pubblicitarie sui giornali e gli spot televisivi, in genere appannaggio dei più ricchi.
I SONDAGGI La spesa elettorale, naturalmente, varia anche a seconda della strategia: c'è chi, anche in una piccola città come Cagliari, fa uso di sondaggi e di tecniche di marketing e chi crede nel tradizionalissimo porta a porta. Fondamentali, in queste elezioni, le reti di amicizie. Soprattutto quelle virtuali: oggi non c'è politico che non usi Facebook (o Twitter) per diffondere il suo messaggio o per annunciare gli appuntamenti. È gratis e rende. Barak Obama docet.
FABIO MANCA

 

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Martedì 01 marzo 2011

 

Via milano
«Vogliamo alberi e verde per il nostro quartiere»

Un nuovo palazzo in via Milano: oggi se ne parlerà in Consiglio comunale, dove salvo colpi di scena dovrebbe arrivare il via libera alla costruzione. Il comitato degli abitanti del quartiere, nel frattempo, risponde al presidente della Commissione urbanistica Massimiliano Tavolacci (nei giorni scorsi ha ricordato che la zona di Bonaria «non è più sacra di altre della nostra città») e rilancia: «È vero: l'unica cosa sacra è il diritto dei cittadini a godere del bisogno naturale di benessere e di felicità. Se uno spazio verde si trasforma all'improvviso in una zona edificabile a meno di cinquanta metri da un bene identitario come il Santuario, c'è qualcosa che non funziona. Vorremmo nel nostro quartiere spazi verdi per gli anziani, alberi, panchine, ombra e bambini che giocano felici. È troppo?».

 

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Lunedì 28 febbraio 2011

Via milano
Protesta di un gruppo di abitanti
«Basta al cemento sul colle di Bonaria»

«Tre piani o tre alberi?». E ancora: «basta cemento sul quartiere di Bonaria». I cartelli appesi alla recinzione dell'ultima area libera rimasta in via Milano e dintorni sono chiari: no ai palazzi, sì alle zone verdi.
Ieri una cinquantina di abitanti del rione si sono ritrovati di fronte allo sterrato, vicino all'incrocio con via Taranto, per protestare contro la futura realizzazione di un palazzo.
«Non è un discorso politico, ma solo di buon senso: nell'unico spazio libero rimasto nel quartiere si costruirà un edificio di quattro piani. Francamente mi sembra troppo», spiega Enrico Pau, regista, una delle anime del comitato. «C'è già un eccesso di cemento sul colle, e questo intervento continuerà a snaturare la linea architettonica del rione, che si allontana sempre di più dall'idea della città giardino portata avanti da Ubaldo Badas». Una tesi supportata anche da petizioni che hanno collezionato migliaia di firme.
Il consiglio comunale discuterà il piano attuativo domani. Circa dieci giorni fa invece è arrivato il via libera della Commissione urbanistica: «L'autorizzazione è del 2006 e il progetto è simile a tanti altri già approvati a Cagliari: non capisco perché quest'area sia più sacra di altre», dice il presidente della commissione Massimiliano Tavolacci. «Ci sarà una cessione importante di verde pubblico, circa il 40 per cento dell'area totale, che realizzata dal privato. La commissione non ha trovato motivi validi per dire di no all'adozione di questo progetto e ha ritenuto di doverla adottare perché è coerente al Puc. Non si può fare della città un museo, l'evoluzione è necessaria».
L'intervento verrà realizzato dall'impresa So.del.co: l'adozione è stata approvata anche dalla giunta comunale lo scorso 3 febbraio. ( m.r. )



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LA NUOVA SARDEGNA
27 Febbraio 2011

Sant'Elia, una morte annunciata
Nessun piano per impedire il declino: è pronto il de profundis per lo stadio

CAGLIARI. Da Sant'Elia a Santa Caterina, chi vince e chi perde. I sorrisi e le pacche sulle spalle di Villa Devoto hanno fatto capire che per il nuovo stadio la strada è in discesa. Per la città, due brutte notizie: Cagliari perde la sua squadra di calcio, anche se andrà a giocare un paio di chilometri fuori casa. E soprattutto è stato deciso il de profundis per il Sant'Elia. Il punto più desolante di tutta la questione è che ormai il destino del vecchio stadio, dove il Cagliari ha giocato per trent'anni, è segnato. Pare che ci abbiano provato sino all'ultimo a convincere Cellino a recedere dal proposito di portare baracca e burattini altrove, leggi i rossoblù dalle parti dell'aeroporto di Elmas. I tempi della burocrazia avevano fatto pensare ad un certo punto che la Karalis arena (ma poi si chiamerà davvero così?) presentata in pompa magna alla fine di settembre potesse vedere un rinvio tale dei cantieri da poter ripensare ad una soluzione alternativa per il Sant'Elia. Lo aveva sperato anche il sindaco Floris nel discorso di fine anno: «Le porte di via Roma sono sempre aperte». Pie illusioni, per mesi Cellino ha vissuto con il rosario tra le mani ma l'improvvisa accelerata delle ultime settimane e la definizione delle date di incontro degli enti interessati al nuovo progetto di fatto faranno slittare solo la solenne promessa che il presidente aveva fatto al momemto della presentazione del nuovo impianto: «Lo stadio di Elmas sarà il mio regalo di Natale 2011 ai tifosi. Faremo in fretta, in frettissima contiamo di superare persino il cantiere del nuovo stadio della Juventus». Invece a questo punto se ne dovrebbe riparlare dalla stagione 2012-13: per quella data il Cagliari avrà la sua nuova casa, Enac permettendo e se i cantieri apriranno davvero a giugno prossimo. Per una amministrazione che fosse normale a questo punto anche il destino del futuro Sant'Elia sarebbe già dovuto essere chiaro. Ma dalle parti di via Roma è da mesi che non si muove foglia, chissà cosa si aspetta a prendere in mano il dossier. D'altra parte il Sant'Elia è stato lasciato colpevolmente morire per lunghi anni e nessuno si è mai stracciato le vesti, anzi. Le tribune in tubi Innocenti continuano a dominare il campo di calcio mentre di anno in anno è necessaria una speciale autorizzazione per poter aprire lo stadio. Non si fa nulla nemmeno stavolta. Lo ha fatto chiaramente capire il consigliere comunale Udc Massimiliano Tavolaccci, che del Sant'Elia si è spesso occupato nel corso degli ultimi anni: è stato uno dei fautori del progetto che pervedeva la demolizione e il successivo recupero dello stadio, è stato uno di quelli che ha votato l'ordine del giorno (era il 2008 mica ieri) che impegnava il Comune a dare corso al progetto che per qualcuno consegnava «chiavi in mano» il Sant'Elia a Cellino. «È finita come doveva finire - aggiunge Tavolacci - si è perso tempo e alla fine Cellino se n'è andato. Non gli posso dare torto, è un imprenditore e fa il suo lavoro: nessuno gli può chiedere di restare». Di sicuro il Comune non ha fatto tutto quello che doveva per impedire che il Cagliari andasse via». E adesso povero Sant'Elia? Un mesetto fa il sindaco Floris ha annunciato ad un giornalista un progetto di riqualificazione per lo stadio, per rimetterlo a nuovo e farne un impianto polifunzionale, da destinare alla cittadinanza e non solo per fare sport ma anche per manifestazioni culturali e di spettacolo: «Siamo pronti ad ogni soluzione». È venuta nuovamente fuori l'idea della demolizione, mah. Se i tempi sono quelli soliti, stiamo freschi. Gigi Riva, uno che dello stadio è stato uno dei protagonisti assoluti per anni, non l'ha mai mandata a dire: «Lo stadio deve essere recuperato, Cellino fa il suo lavoro ma il Comune deve fare il suo. Il Sant'Elia era nato come l'Olimpico della Sardegna, perché non ripensarlo in quei termini?». La preoccupazione è che ogni cosa sarà rimandata alla prossima amministrazione ma che difficilmente - quando il Cagliari se ne sarà andato - sarà fatto qualcosa. L'usura del tempo sta distruggendo il Sant'Elia e non è mai stato messo un soldo per evitare il crollo. L'ipotesi che diventi un rudere come l'ospedale Marino è vicina.
Antonello Deidda



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L'UNIONE SARDA.it
Mercoledì 16 febbraio 2011

Ieri la discussione in Consiglio sulla riduzione di 84 posti di lavoro
Taglio dei netturbini, nessuna soluzione

Il prossimo 28 febbraio rimarranno senza lavoro: «E si tratta di 84 persone che hanno lavorato per la De Vizia negli ultimi 8 anni, con contratti a termine», spiega sotto i portici del municipio Sergio Melis, segretario provinciale dell'Ugl. Insieme a lui decine di impiegati nell'appalto di raccolta dei rifiuti, che ieri hanno assistito alla seduta di Consiglio comunale dove in programma c'era proprio il dibattito sulla loro sorte. Qualcuno aveva anche ipotizzato un ordine del giorno che mirasse a “salvare” gli 84 lavoratori - questa la proposta del presidente della Commissione alla Pianificazione dei servizi Edoardo Tocco - utilizzando i quasi 3 milioni di euro risparmiati grazie al 7 per cento di ribasso dell'appalto aggiudicato alla De Vizia. Una soluzione che però è apparsa «giuridicamente impercorribile», per utilizzare le parole del sindaco Emilio Floris. L'assessore Gianni Giagoni ha ricordato che la riduzione del personale faceva parte degli indirizzi espressi proprio dall'aula di via Roma. Gli altri: «Riduzione dei costi e blocco del turn over. Non solo: si è detto che lo spazzamento doveva essere regolamentato in maniera diversa rispetto a oggi. Ed è quello che è successo. Questo progetto secondo noi va bene». Giagoni ha anche annunciato che la raccolta differenziata ha raggiunto quota 36 per cento. Se Massimiliano Tavolacci (Udc) ha sostanzialmente difeso i criteri del nuovo appalto («va bene così com'è»), le critiche maggiori sono arrivate dall'opposizione, per bocca dei consiglieri Ninni Depau, Claudio Cugusi e Massimo Zedda. «Si dica che il progetto non va bene e deve essere modificato», ha detto Depau. Oggi il Consiglio si riunirà di nuovo alle 18.30. ( m.r. )



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Domenica 13 febbraio 2011

Porto. Il deputato del Pd presenta un'interrogazione al ministro Matteoli
Fadda: «Bloccare la recinzione della Capitaneria»

I lavori dell'ennesima servitù militare cittadina sono iniziati il 14 settembre dell'anno scorso ma le proteste, a opera quasi ultimata, si sono levate solo a partire da tre settimane fa. L'ultima in ordine di tempo è quella del deputato del Pd Paolo Fadda che ieri, in un'interrogazione al ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, tuona: «La realizzazione della recinzione al porto di Cagliari deve essere subito bloccata», riferendosi alla costruzione in muratura e rete metallica che circonda la sede della Capitaneria e che di fatto impedirà il collegamento tra il molo Ichnusa e piazza Darsena, progettato dal Comune dal 2003.
L'ACCUSA «Nel porto storico del capoluogo - scrive il parlamentare del Pd - è in fase avanzata di realizzazione una pesante recinzione in cemento armato che interrompe la continuità e le fruibilità del lungomare». Fadda nell'interrogazione spiega che il cantiere «non risulterebbe avere le necessarie autorizzazioni» e ricorda il vasto movimento d'opinione che ha portato «all'abbattimento di tutte le barriere che nei decenni precedenti avevano interrotto il collegamento della città col lungomare».
SOLUZIONE Per l'esponente dei Democratici è inaccettabile «la chiusura della banchina e dello spazio antistante alla sede di rappresentanza della Capitaneria». Dunque ci sarebbe solo una cosa da fare: «Bloccare la realizzazione di un'opera così penalizzante per la comunità cagliaritana e assolutamente non necessaria».
BIPARTISAN Quella contro la recinzione della Capitaneria è un'opposizione che, seppur tardiva, unisce in un fronte comune centrodestra e centrosinistra. Tre settimane fa i consiglieri comunali Alessandro Serra (An) e Massimiliano Tavolacci (Udc) avevano espresso il loro disappunto contro un intervento che giudicano «intollerabile» e «inaccettabile» e avevano ricordato «i piani dell'amministrazione comunale che prevedono la realizzazione di un grande lungomare che, attraversando la città, unisca Giorgino al Poetto».
Alla loro protesta si è aggiunta l'interrogazione al sindaco presentata dai consiglieri del centrosinistra Marco Espa, Claudio Cugusi, Andrea Scano e Ninni Depau.
LA SERVITÙ Il progetto «è stato predisposto circa quattro anni fa dal ministero delle Infrastrutture», spiega Giuliano Martinez, responsabile della Centrale operativa della Capitaneria. I lavori, iniziati a settembre, si sarebbero dovuti concludere l'11 gennaio ma, a causa di problemi alle fondamenta, la data di consegna è slittata di due mesi.
MARIO GOTTARDI



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Sabato 12 febbraio 2011

Piano particolareggiato. Il documento approvato dal Consiglio dà il via libera ai frazionamenti nei vecchi quartieri
Centro storico, vuoti urbani cancellati
Si potranno ricostruire i palazzi bombardati nel 1943

Il Piano particolareggiato approvato mercoledì dal Consiglio comunale prima di diventare operativo dovrà completare un percorso fatto di eccezioni e possibili modifiche. Saranno le «cellule staminali della città», come dice l'assessore all'Urbanistica Gianni Campus. Immagine che rende bene l'idea delle potenzialità dei vuoti urbani - ricordo delle bombe del '43 -, a cui il Piano particolareggiato del centro storico rende una nuova vita. Via Fara, il convento di San Francesco in via Mameli, via Palabanda, via La Marmora. O via Tristani, dove in un'area incolta nel cuore di Villanova potrà trovar spazio sia un complesso edilizio, sia una base per dei «collegamenti meccanizzati tra il quartiere e il Terrapieno» o addirittura con «la fossa di San Guglielmo, dove c'è la Clinica Aresu».
PERCORSI MECCANIZZATI Secondo Campus la zona compresa tra piazza Yenne e l'ospedale Civile potrà essere collegata con San Benedetto proprio grazie a questo «vuoto urbano strategico». Un'idea già elaborata negli anni '60 (quando si ipotizzò un tunnel carrabile) rivista e corretta: «Penso, tanto per capirci, a qualcosa di simile a un ascensore orizzontale, una navetta che unisca questi due punti della città».
Il Piano particolareggiato approvato mercoledì dal Consiglio comunale prima di diventare operativo dovrà completare un percorso fatto di eccezioni e possibili modifiche. «I cittadini devono cercare di dare il massimo contributo a questo documento, che per essere perfezionato ha bisogno del loro apporto. Un piano non partecipato sarebbe incompleto. È uno strumento strategico, dobbiamo considerare gli spazi liberi non come zone deboli, ma come cardini, spazi forti da cui si deve partire per ridisegnare esecutivamente la città».
Dal punto di vista pratico, il Piano consentirà di ottenere direttamente le concessioni edilizie senza bisogno dei singoli piani attuativi e del via libera, progetto per progetto, da parte del Consiglio comunale.
FRAZIONAMENTI Ma un'altra novità importante riguarda i frazionamenti, fino a oggi vietati nel centro storico. Una volta adottato definitivamente, lo strumento urbanistico consentirà invece di dividere le abitazioni dei vecchi quartieri, senza la «monetizzazione» dei parcheggi: per frazionare un appartamento è necessario avere un posto auto disponibile nelle vicinanze o pagare una sorta di “penale” al Comune, che dovrebbe -in linea teorica - poi pensare a realizzarli. Questo invece non sarà necessario per il centro storico dove i parcheggi si scontrerebbero con la volontà di trasformare quei rioni in una grande isola pedonale. «Nell'ottica della pedonalizzazione, sarebbe un controsenso parlare di parcheggi nel centro», dice il presidente della Commissione urbanistica Massimiliano Tavolacci (Udc), che evidenzia i meriti del nuovo Piano: «Questo documento sblocca ciò che è stato bloccato per anni dal Piano paesaggistico regionale. Poter frazionare gli immobili consentirà un'opera di risanamento importante. Ora gran parte dei quartieri sono abitati da immigrati, perché sono gli unici disposti ad abitare in certe condizioni. Dividendo gli appartamenti, che nel centro storico hanno dimensioni lontane dagli standard attuali, si potrà invertire questa tendenza».
I PROGETTI Ma cosa cambierà? In via Fara, nell'area sterrata che per decenni è stata utilizzata come parcheggio, verranno realizzati nuovi edifici. Lo stesso succederà in via La Marmora, dove verrà ricostruito il Portico Vivaldi Pasqua e il palazzo che lo sovrastava, prima di essere abbattuto dalle bombe della seconda Guerra mondiale. Un discorso identico in via Palabanda: l'arco verrà probabilmente raddoppiato, per realizzare due portici (uno potrebbe essere riservato ai pedoni), insieme alla ricostruzione del palazzo che si affacciava su Corso Vittorio Emanuele. Due importanti recuperi sono previsti invece per il convento di San Francesco e nella chiesa di Santa Lucia. Il primo spazio, in via Mameli, potrebbe essere acquisito dal Comune per circa 2 milioni di euro: l'obiettivo è quello di recuperare il chiostro, realizzare una piccola piazza e dei servizi commerciali nel cuore di Stampace. Un destino molto simile a quello della struttura di via Sardegna.
In via San Domenico, il vuoto lasciato dal palazzo abbattuto di fronte alla chiesa, non verrà invece riempito da nuove costruzioni: nell'area il Piano particolareggiato prevede una piccola piazza, già realizzata durante i lavori di riqualificazione di Villanova.
MICHELE RUFFI



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LA NUOVA SARDEGNA
01 febbraio 2011


Una nuova lottizzazione tra viale Marconi e il parco Terramaini

CAGLIARI. Quasi 210mila metri cubi di cui 145mila per residenze: questo il progetto presentato per l'area che va dal parco di Terramaini a viale Marconi in un triangolo che arriva sino allo stabile dei Vigili del fuoco per circa ventotto ettari. Il piano, presentato al Comune dai proprietari («eredi Marini e ed eredi Mannatzu, più altri») interessa una delle tre grandi aree ancora lottizzabili (assieme a Su Stagioni-San Lorenzo e Fangario) e su questa il Puc prevede limiti chiari. Il progetto. La proposta è passata in Giunta alla fine del 2010 come ipotesi di delibera per il Consiglio e in questi giorni è arrivata nella commissione all'Urbanistica e ambiente. L'area prevede un «intervento coordinato»: essendo diversi i proprietari, l'operazione è possibile se un certo numero di titolari sono d'accordo. Una norma, questa, per impedire che vi siano progetti scollegati tra di loro e stimolare un qualcosa di unitario. Dei 145mila metri cubi (con costruzioni di dodici metri di altezza), 29mila dovrebbero essere di «edilizia convenzionata», anche se «non c'è alcuna garanzia che questi alloggi vengano realizzati visto che non dovranno essere costruiti dai proponenti del progetto», informa Andrea Scano (Pd, vice presidente della commissione Urbanistica). Poi vi sono 41mila metri cubi per servizi connessi alle residenze e 21mila per altri pubblici, da cedere al Comune. I servizi. In termini di aree: poco più di otto ettari saranno dati al Comune per realizzare verde pubblico e impianti sportivi. In particolare si tatta dei terreni più vicini al canale di Terramaini dove non è possibile (per la continuità con l'area umida) alcuna lottizzazione. In questo comparto è previsto un campo di tiro con l'arco, uno di baseball e uno di football americano (da costruire a carico dei proprietari del terreno). Altri cinque ettari e quattromila metri quadrati sarano utilizzati per i parcheggi (venticinque metri quadrati per ogni nuovo abitante). Inoltre è prevista una raccolta differenziata dei rifiuti con dei bocchettoni collegati ai contenitori delle varie tipologie, che con un sistema pneumatico spedisce direttamente a una centrale-rifiuti.
Le deroghe. L'area comprende zone «C» (intervento coordinato) e «GS» (verde e servizi sportivi). L'attuale piano regolatore (Puc) prevede la realizzazione di servizi sportivi per il 50 per cento degli interventi e altrettanto per le lottizzazioni; nella richiesta si domanda di portare al 35 per cento il primo settore e al 65 per cento le possibilità di edificazione edilizia. Inoltre il Puc ipotizza per l'area la costruzione di 0,50 metri cubi per ogni metro quadrato di terreno. Mentre i richiedenti vogliono una deroga: lo 0,75 per cento per metro quadrato. Passando in questo modo da 140mila a quasi 210mila metri cubi. La popolazione. Secondo il progetto l'insediamento dovrebbe permettere abitazioni per circa 2.500 abitanti. Un numero che potrebbe essere superato solo dalle future lottizzazioni di Su Stangioni e San Lorenzo, dove l'amministrazione comunale ha ipotizzato un piano di zona capace di un incremento edilizio per diecimila persone. Ma il problema resta sempre lo stesso e riguarda i costi delle residenze. Negli ultimi 25 anni Cagliari è diminuita di circa quarantamila abitanti mentre l'hinterland è aumentato e Quartu ha raggiunto gli ottantamila abitanti. La speculazione. «Si tratta di una delle grandi aree ancora disponibili in città», precisa Scano. «Ma per come si presenta, sembra una importante operazione di speculazione da parte dei privati. Con questo intervento il prezzo delle aree crescerà moltissimo, senza, di fatto, ricadute apprezzabili per la città nel suo complesso. Inoltre non vedo alcun intervento adeguato per venire incontro alla richiesta di abiatazioni a costi accettabili». In effetti la commissione, spiega Massimiliano Tavolacci, Udc e presidente della commissione all'Urbanistica, «ne sta discutendo con molta attenzione perchè si tratta di una zona molto sensibile e che ha grossi riflessi anche per la viabilità».




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LA NUOVA SARDEGNA
26 gennaio 2011


«Un bel regalo a chi verrà dopo»
Tavolacci (Udc) sul piano particolareggiato

CAGLIARI. Come si tutela il centro storico di una grande città? Secondo la giunta comunale e gli uffici che hanno redatto la bozza di piano particolareggiato, con il riempimento di quasi tutti i vuoti disponibili, 30 su 32 impegnando le risorse dei privati per rendere omogeneo il cuore di Cagliari. È tutta qui la filosofia del piano, che ha visto il contrIbuto dell'Università e che ha recepito, come naturale, le indicazioni provenienti sia dalla commissione urbanistica che dalla stessa aula consiliare. Sul piano e sulle sue prospettive parla il presidente della commissione urbanistica, Massimiliano Tavolacci, secondo il quale l'intero documento potrebbe andare in aula la prima settimana di febbraio. «In questi giorni stiamo verificando se le linee indicate dal consiglio siano state recepite, al di là dei dettagli; riteniamo che il lavoro fatto sia rispondente a quanto già discusso in commissione urbanistica prima e poi in aula. Se dovessi usare un solo concetto per presentarlo direi che è un piano senza particolari innovazioni, per scelta, non per mancanza di idee. Vogliamo un piano che funzionasse non un elenco di desideri». Sui tempi Tavolacci si sbilancia, ma per confermare le perplessità dell'opposizione sulla sua approvazione prima dello scioglimento del consiglio. «Credo che riusciremo ad adottarlo, ma non ad approvarlo. Diventerà il miglior regalo di programmazione urbanistica che la giunta Floris lascerà a chi le succederà». Il presidente della commissione urbanistica ritiene corretta la scelta di coinvolgere i privati e di convertire la loro disponibilità a realizzare servizi in cambio di cubatura. «Questo intervento non può essere svolto solo con fondi pubblici, sia perché è sbagliato, sia perché le risorse non ci sono. Ma non vogliamo cementificare un bel nulla. A differenza di altri centri di matrice temporale similare, il nostro è uno di quelli più verdi, con la fascia degli orti: per questo vogliamo mettere a sistema diverse zone, e utilizzare l'area di via Tristani per una funzione di collegamento con l'area della nuova piazza del Teatro e con Castello. Abbiamo bisogno di soluzioni che temperino gli interessi dei privati con la volontà del pubblico, senza svendere le aree, ma valorizzandole in chiave pubblica. Faccio un esempio: a Castello vorremo fare lo studentato diffuso ma quali edifici può mettere in campo l'amministrazione se non coinvolgendo il privato?».(g.cen.)



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L'UNIONE SARDA.it
Lunedì 24 gennaio 2011

L'interrogazione dei consiglieri Alessandro Serra e Massimiliano Tavolacci
«Basta a muri e barriere tra il porto e la città»

No a muri e barriere che dividano il porto dal resto della città: qualsiasi intervento di questo tipo è «intollerabile» e «inaccettabile». I consiglieri comunali Alessandro Serra (An) e Massimiliano Tavolacci (Udc) prendono posizione sulla recinzione della sede della Capitaneria realizzata nei giorni scorsi sulla passeggiata di via Roma.
«I piani dell'amministrazione comunale prevedono la realizzazione di un grande lungomare che, attraversando la città, unisca Giorgino con il Poetto. É un processo avviato con l'abbattimento dell'orrenda barriera che separava il porto dalla via Roma negli anni della Giunta Delogu, proseguito con l'abbattimento del muro del molo Ichnusa con la giunta guidata da Emilio Floris nella precedente consiliatura». Quello dell'unione tra città e porto «è un processo che deve essere portato avanti con la massima coerenza e con uno spirito di collaborazione istituzionale tra tutti i soggetti chiamati a gestire la città ed il litorale. É un percorso che deve portare alla definitiva ricucitura del rapporto tra la città e il suo lungomare, anche attraverso la realizzazione del tunnel e del parcheggio sotterraneo, che permetterebbe finalmente di liberare il waterfront dal traffico veicolare e consentirebbe la realizzazione dell'auspicata piazza sul mare».
Quella del lungomare di Cagliari «é un'idea che deve essere realizzata senza ripensamenti e che deve essere rilanciata con vigore e celerità, affinché sia restituito quanto prima ai cagliaritani anche il tratto di fronte al rione di Sant'Elia. Per questo risultano inaccettabili e intollerabili interventi che non vadano in questa direzione, portati avanti in maniera unilaterale e senza il coinvolgimento dell'assemblea civica».
Ecco perché Serra e Tavolacci chiederanno «al sindaco di Cagliari un intervento deciso affinché, in un quadro di piena condivisione della azioni da realizzare, non si compia alcuna deviazione rispetto al percorso già intrapreso per il recupero del waterfront della città».



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Venerdì 21 gennaio 2011

L'assessore al Patrimonio Patrizio Mulas: «Siamo disposti a rinnovarle fino al 2015»
Poetto, chioschetti salvi per un anno
Approvata la proroga delle concessioni per tutto il 2011 Critico il presidente della Commissione urbanistica Massimiliano Tavolacci: «È solo una toppa».

Salvi, almeno per un anno. E all'ultimo minuto: i titolari delle concessioni demaniali sulla spiaggia del Poetto hanno ricevuto la proroga che mette al riparo le loro attività proprio nelle ultime ore del 2010. «Gli uffici comunali hanno rinnovato tutti i canoni, al cento per cento dei concessionari», spiega l'assessore al Patrimonio Patrizio Mulas. Una mossa per niente scontata, visto che il Municipio fino a metà dicembre aveva deciso di non accogliere le disposizioni del decreto Milleproroghe del governo nazionale, che prolunga la durata degli affidamenti fino al 2015.
RINNOVO CORTO I proprietari dei chioschetti sul litorale però potranno stare tranquilli sono per un anno: «Il nostro indirizzo è quello di concedere la proroga solo per il 2011. Ma questa scelta è stata fatta per tutelare gli imprenditori. Quella in vigore è una legge in deroga alle norme comunitarie: e se nei prossimi mesi l'Unione europea dicesse che è da annullare? I titolari degli stabilimenti si troverebbero in una situazione di difficile risoluzione. Ecco perché è meglio concedere il rinnovo di un anno», dice Mulas, che aggiunge: «Da parte nostra c'è tutta la volontà di dare il rinnovo sino al 2015. Nel frattempo aspettiamo che arrivi il nuovo Pul, che taglierebbe di netto tutti i problemi».
IL PIANO DEL LITORALE Già, il Pul. Per ora la bozza del Piano di utilizzo del litorale non è ancora stata discussa dal Consiglio comunale. Nonostante i tecnici dell'assessorato all'Urbanistica abbiano consegnato alla giunta la nuova versione, aggiornata e modificata in base alle richieste dell'aula di via Roma, a settembre.
«È SOLO UNA TOPPA» Il presidente della commissione Urbanistica Massimiliano Tavolacci ricorda di essersi già espresso in maniera negativa a riguardo della proroga di un anno: «È solo una toppa, tra un anno si potrebbe riproporre lo stesso problema. Mi chiedo: quale imprenditore sarà disposto a investire nell'adeguamento degli stabilimenti senza certezze a lunga scadenza?».
Sul Pul Tavolacci è chiaro: «La volontà del Consiglio è di portarlo in aula quanto prima, per avviare in fretta la discussione e approvarlo. Gli uffici hanno terminato il documento a settembre, non si capisce perché non sia ancora stato fatto esaminare dal Consiglio». La votazione sul Pul, per ora lontanissima, potrebbe essere una svolta: «Con la sua approvazione si potrebbe poi dare il via alle procedure per l'assegnazione delle nuove concessioni». Le aree demaniali infatti dovranno essere affidate con un bando internazionale. Che però, ragionevolmente, non potrà vedere la luce prima del 2015. «Il rinnovo per un anno, comunque la si veda, non va bene. Io credo che debba essere garantita la funzionalità della spiaggia, senza abbattimenti e senza rinnovi corti che non danno garanzie. Non credo che qualcuno intervenga per mettere in regola il proprio chiosco se la sua concessione scadrà alla fine dell'anno e rischia di non vederla rinnovata». E le perplessità di Tavolacci aumentano se si confronta la situazione cagliaritana a quella dell'Isola: «Solo Villasimius ha allungato le concessioni di un anno, tutti gli altri Comuni costieri della Sardegna le hanno prorogate fino al 2015. Perché Cagliari ha fatto diversamente?».
MICHELE RUFFI



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Mercoledì 12 gennaio 2011

Giandomenico Sabiu ha annunciato che oggi presenterà le dimissioni
Dal Consiglio solidarietà a Ugo Storelli

Piena solidarietà a Ugo Storelli, dopo l'attentato di venerdì scorso: anche il Consiglio comunale ieri sera si è stretto attorno al direttore sanitario della Asl 8, capogruppo di Forza Italia.
«Solidarietà a Storelli. È stato vittima di un atto terribile, ancora di più se si pensa che queste cose non sono mai accadute nella nostra città», ha detto il presidente Sandro Corsini, prima di dare la parola al sindaco.
Emilio Floris ha perfezionato il ragionamento: «Chiunque svolga un'attività politica o amministrativa deve essere sereno. Queste intimidazioni, per giunta nel proprio domicilio, sono inaccettabili». Attestati di solidarietà anche da Claudio Cugusi, Giorgio Angius e dal capogruppo del Pd Ninni Depau che ha parlato di «atto criminale».
Quello di ieri sera è stato anche l'ultimo consiglio di Giandomenico Sabiu, da tempo nominato capo di Gabinetto del presidente della Regione Ugo Cappellacci. Sabiu ha annunciato che oggi presenterà «le dimissioni irrevocabili» e ha ricordato: «Ho trascorso quasi 17 anni in quest'aula, voglio ringraziare tutti, da chi non c'è più (come Ghigo Solinas, ndr) a Mariano Delogu oltre ovviamente al sindaco attuale». E rivolgendosi a Floris ha detto: «È grazie a lei se ho vissuto un'esperienza politica di un certo livello. Con lei sono cresciuto». Nel frattempo la Commissione urbanistica ha approvato la delibera sull'Housing sociale, che permetterà alla città di avere «tra i 400 e i 500 nuovi appartamenti», come spiega il presidente Massimiliano Tavolacci.
Il consiglio ieri ha approvato anche alcune pratiche urbanistiche. ( m.r. )



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Domenica 02 gennaio 2011

Cagliari fa festa, fiume di gente
Mango in via Roma, concerti alla Marina e in Castello

“Mango, tu sei la vera vita”. Lei, giovanissima fan del cantante di Lagonegro, è arrivata in via Roma verso le quattro del pomeriggio: vuole essere in prima fila per poter sventolare il suo ingenuo e artigianale mini cartellone (le lettere sono scritte in maniera approssimativa). Verso le 22,30, ha il sospetto di essersi presentata troppo in anticipo: la folla radunata davanti al palco arriva, a malapena, all'ingresso della Rinascente.
L'INIZIO Che la scelta dell'autore di “Bella d'estate” e “Oro” sia stata una scommessa troppo azzardata? A poco più di un'ora dall'arrivo del 2011, sembrano, invece, sbancare gli altri palchi: in tanti sono in piazza Savoia per ascoltare gli Istentales e molti seguono, nel bastione di Santa Croce, lo spettacolo di flamenco. Quando Matteo Bruni sale sul palco per presentare la serata (e strappare applausi convinti nel momento in cui dedica la festa “a chi ha perso il lavoro e ai giovani che lo cercano”), la folla è aumentata. Ma ancora il largo Carlo Felice ha tanti vuoti. E non sembra riempirsi neanche quando, alle 22,58, Mango sale sul palco. L'esordio è da shock: lui, cantante melodico, parte con “Teardrop”, pezzo della band trip hop britannica Massive Attack.
I NUMERI L'impressione negativa scompare dopo qualche minuto (e alcune hit di Mango come “Lei verrà”). Il Largo si riempie. E, quando ormai la mezzanotte sta per scoccare, la folla arriva sino alla statua di Carlo Felice. «Sono in 30 mila», dice qualcuno sul palco. «Allora per la questura sono 5 mila», risponde ironicamente un addetto alla sicurezza. Mango non se ne preoccupa e propone i suoi pezzi alternandoli con cover (da “Love” di John Lennon a “La stagione dell'amore” di Franco Battiato).
IL COMUNE Il palco principale si riempie. Il Municipio dove tradizionalmente si riuniscono consiglieri comunali e assessori, invece, è poco affollato. Fuori dai cancelli si parla di cena luculliana a base di porchetto e altre leccornie. Una leggenda metropolitana: nella sala dei matrimoni, ci sono le benauguranti lenticchie e panettone. Politici? Un solo assessore, Raffaele Lorrai, due consiglieri della maggioranza, Claudio Tumatis e Massimiliano Tavolacci, uno dell'opposizione, Giorgio Cugusi, e il presidente della Circoscrizione 1, Gianfranco Carboni. Difficile rendersi conto che il Comune è amministrato dal centrodestra: gli unici discorsi politici sono tra Cugusi e Carboni che parlano delle prossime primarie del centrosinistra, riflettendo sulle candidature di Antonello Cabras e Massimo Zedda (gli altri competitori? Outsider che non vengono considerati).
LA SCELTA Le assenze degli amministratori creano problemi anche nel palco. A mezzanotte meno venti, arriva un messaggero dal Palazzo: afferma che, forse, saliranno a brindare il sindaco Emilio Floris e il presidente del Consiglio comunale Sandro Corsini. Ma i due non si vedono. E, nella sala, si cerca un “sostituto”. Carboni declina l'invito, altri pure. Alla fine, si avviano verso il palco Tumatis e il dirigente Alessandro Cossa.
I LAVORATORI Problemi che nessuno tra il pubblico intuisce. Loro, gli spettatori, sono più interessati al concerto e ai pon pon che piovono dal tetto del Municipio. Lo spettacolo che arriva da lì è suggestivo: lo spazio è illuminato da fari rossi piazzati verso le macchine sparafumo. E chi non ha la testa in alto, cerca di attrezzarsi per il brindisi. Gli alberi di Natale (così sono stati ribattezzati i venditori di cianfrusaglie luminose del Bangladesh) fanno affari; e non va male neanche ai rosari : le rose sono ancora trendy , almeno a Capodanno. La comunità asiatica non è l'unica a lavorare: solo i cinesi sono confusi tra la folla a festeggiare (anche se faranno festa il 2 febbraio, quando comincerà l'anno del coniglio). Alcuni senegalesi, invece, vendono birra, acqua e, a beneficio di qualche smemorato, anche lo spumante. Lavorano anche i ristoranti, i venditori di kebab e, nel Largo, qualche bar. Resta solo da capire dove hanno trovato la pizza alcuni giovani che, pochi minuti prima di mezzanotte, aprono il contenitori per mangiare il popolare cibo.
I PREPARATIVI Il 2011 è ormai alle porte. In piazza Savoia, il gruppo pugliese Municipalità Balcanica riesce, finalmente, a “sfrattare” i nuoresi Istentales. A Santa Croce, invece, si ferma lo spettacolo di flamenco. E, in Municipio, mentre gli addetti preparano le bottiglie per il brindisi, quasi tutti gli ospiti vanno nei balconi e alle finestre per osservare quello che accade nel palco.
IL BRINDISI È mezzanotte, il momento del brindisi. E dei botti. Che, tutto sommato, non creano molti problemi: giusto a metà del Largo si crea un buco dovuto ai petardi e ai gavettoni di spumante. Niente di rilevante, comunque. Gli immancabili auguri. E, alle 24,15, torna sul palco Mango. Il primo pezzo del 2011? Bella d'estate. Gianfranco De Francisci, l'organizzatore del Capodanno, e i suoi collaboratori, da Roby Massa a Laura Grasso, continuano a girare indaffarati nel backstage . Per loro, il 2011 inizia solo quando lo spettacolo è finito.
LA FINE E Mango va avanti. Proponendo tutto il suo repertorio, compreso un pezzo che forse finirà nei libri d'aforismi del futuro, “Gli amori sono finestre”: cuore e infissi, il nuovo binomio della musica italiana? Il cantante (forse perché non tutti lo volevano) liscia il pubblico: «Siete bellissimi». E continua a cantare sino all'una, prima di cedere il palco a Mimmo Epifani & Epifani Barbers. Via Roma, pian piano, si svuota. In tanti, si spostano dove la festa continua, in piazza Savoia e in Castello. E c'è anche chi lavora: il 2011 è appena arrivato ma le apixedde della nettezza urbana sono già al lavoro. E, finito lo spettacolo in via Roma, gli operai cominciano a smontare il palco. Primo gennaio, ore 14: la festa è finita da poco ma pare che a Cagliari non sia successo nulla la notte precedente. «La città, l'amministrazione ha dato una bella prova di sé», è il primo consuntivo dell'assessore al Turismo Gianni Giagoni. «Sotto tutti i punti di vista: splendidi i cittadini, grandi i dipendenti che hanno lavorato, ottima l'organizzazione. Bello, davvero bello».
MARCELLO COCCO



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L'UNIONE SARDA.it
Domenica 14 novembre 2010

Verso le elezioni. Prime indiscrezioni sugli aspiranti consiglieri: saranno 32 e per un posto serviranno circa 800 voti
Comunali, è partita la caccia al seggio
Floris: «Vorrebbero ricandidarmi, ma punto al Senato»

A cinque mesi dalle elezioni comunali, ecco i possibili candidati che cercheranno di entrare in Consiglio nel quinquennio 2011-2016. I voti? Ne serviranno almeno 7-800.S i parte da una certezza: questa volta per diventare consiglieri comunali sarà guerra vera, all'ultimo voto, e per essere sicuri di conquistare una delle poltrone di palazzo Bacaredda bisognerà portare a casa almeno 7-800 voti, e non i 500 (ma in alcuni casi, a seconda della lista, anche la metà) che sono serviti agli attuali inquilini del Municipio. Effetto della riduzione dei posti disponibili: da 40 a 32 seggi, un dimagrimento obbligatorio (stabilito dall'ultima Finanziaria) che renderà decisamente più impegnativa la competizione elettorale. E che le prossime comunali non si possano improvvisare è dimostrato dal fatto che nel Pdl in molti stiano cercando di convincere Emilio Floris a ricandidarsi, anche se non per lo scranno più alto. «Me lo hanno chiesto in tanti, ma non credo lo farò: dopo dieci anni da sindaco non credo riuscirei a vestire i panni del consigliere e non vorrei creare problemi al futuro primo cittadino». Il futuro? In Senato: «Mi piacerebbe fare un'esperienza a Roma, ma spero sia fra tre anni e non subito. L'autorità portuale? Son cose che si dicono ma il mio desiderio è un altro».
I CONSIGLIERI USCENTI Dunque sarà difficile vederlo in aula per la consiliatura che dovrebbe governare Cagliari fino al 2016. Non ci sarà anche Nanni Floris , fino a qualche mese fa assessore allo Sport, è destinato - come aveva annunciato quando uscì dalla giunta - alla pensione. Anche se in politica non si può mai sapere. Come non è ancora sicura la partecipazione attiva alla campagna elettorale del capogruppo di Forza Italia Ugo Storelli : la sua scelta è legata alla funzione di direttore sanitario della Asl 8, ruolo che ricoprirà fino alla fine del commissariamento, che scadrà il 31 dicembre. E se rimarrà nell'azienda sanitaria locale probabilmente rinuncerà al Consiglio. Rimarranno lontani da Palazzo Bacaredda anche gli eletti in Consiglio regionale sulla sponda del centrosinistra: Marco Espa (che però è ancora tra i papabili per la corsa a sindaco), Massimo Zedda , Radhouan Ben Amara e Claudia Zuncheddu .
NEL CENTRODESTRA Chi invece non vorrebbe lasciare il suo posto in Comune è Edoardo Tocco , re delle preferenze a Sant'Avedrace: il suo destino è legato a quello del senatore Piergiorgio Massidda , ancora in bilico tra Pdl e Futuro e libertà. Si presenteranno alle prossime comunali anche Alessandro Serra (col Pdl, dopo l'ultima consiliatura trascorsa nel gruppo di An) e Claudio Tumatis . È probabile che anche il presidente del Consiglio Sandro Corsini decida di ricandidarsi, seguito da un altro gruppo di pidiellini: Salvatore Mereu , Anselmo Piras e Maurizio Porcelli . Sicuro anche l'impegno del neo coordinatore provinciale Edoardo Usai . Stesso discorso anche per i quattro Riformatori Giorgio Angius , Alessio Mereu , Sandro Vargiu e Lino Bistrussu . Tre conferme sicure anche in area Pd: il capogruppo Ninni Depau si ripresenterà alle urne insieme a Claudio Cugusi e Andrea Scano . Ancora un po' di indecisione in casa Udc - la prossima settimana ci sarà una riunione con i vertici - anche se è probabile una riconferma di Efisio Pireddu , Massimiliano Tavolacci , Ettore Businco e Nanda Loche , oltre all'assessore Paolo Carta . Probabile che Francesco Fiori e Antonello Floris vengano attirati dalla seconda consiliatura consecutiva, così come l'assessore Aurelio Lai .
CHI CI (RI)PROVA È certo che alle elezioni di aprile tornerà in campo anche Gianni Chessa , macchina da voti targata Is Mirrionis e dintorni. Il partito? «Se l'Udc mi darà la possibilità... Altrimenti con una lista civica». Tra i giovani del Pdl si ripresenterà di sicuro il consigliere uscente Stefano Schirru , alter nos durante l'ultima festa di Sant'Efisio, mentre proverà l'ingresso in consiglio anche Fausto Massacci : avvocato trentenne, esponente del coordinamento provinciale del Pdl. Nel centrodestra è probabile anche un impegno - forse con una lista civica - dell'architetto Maria Sias e di Anna Rita Sechi , dell'associazione “Cagliari e futuro”, molto vicina a Piergiorgio Massidda. Nella lista di Futuro e libertà potrebbero entrare anche due giovani come Luigi Cosentino e Nicola Montixi , attualmente consiglieri circoscrizionali. Ma tra i finiani al momento la situazione è molto fluida e nessuno ha ancora ufficializzato il salto. Dalle Circoscrizioni - che verranno cancellate nel quinquennio 2011-2016 - , arriverà sicuramente un piccolo esercito di aspiranti consiglieri comunali. Nel centro storico ci proverà sicuramente Gianfranco Carboni , del Pd.
VOLTI NUOVI A proposito di Partito democratico: qui o nella galassia delle liste collegate potrebbe trovar posto il chirurgo estetico Anna Mereu . Poi Roberta Gennari , funzionario di banca, e Massimo Carracoi , informatico.
Il segretario del circolo del Pd di via Leopardi Marco Murgia tenterà probabilmente il grande salto. Quello che riproverà sicuramente Fabrizio Rodin , avvocato che ha sfiorato l'elezione nel 2006. Un altro tentativo probabilmente pure per Sabina Contu , così come Marco Betzu , avvocato che si è già presentato alle scorse provinciali. È quasi certa la partecipazione alle elezioni del medico desulese Giuseppe Frau - vicino a Paolo Fadda , candidato in consiglio provinciale -, di Pierandrea Costa e Carlo Mannoni , figlio di Franco, socialista, ex assessore regionale alla Programmazione. Nell'Idv pare si stia preparando anche il segretario cittadino Giovanni Dore (figlio di Carlo, ex consigliere regionale). I Riformatori sardi, a parte i consiglieri uscenti, potrebbero candidare l'avvocato Roberto Porrà e il dirigente dell'Enel Andrea Santucci .
LISTE CIVICHE Nel mondo delle liste civiche e dei movimenti, l'elenco di chi parteciperà alle prossime comunali è in continua evoluzione. Il Polo civico di Antonello Gregorini , candiderà una bella fetta di giovani. Innazitutto Alessandro Serra , ventitreenne laureando in Architettura e vicepresidente dell'Urban center. Poi il ventunenne Marco Cannella , studente di Odontoiatria, gli ingegneri Noemi Migliavacca , Luciano Biggio e Paolo Zedda . Ancora: Marco Uda , imprenditore che guida gli impianti di monitoraggio dell'aria, l'avvocato Paolo Orrù , il neurochirurgo Mattia Bellinzona e Galileo Concas , laureato in ingegneria e fondatore della pizzeria Mitico. Nell'altra lista civica già ufficializzata, ovvero il Patto per Cagliari, si dovrebbero presentare quasi certamente Massimo Demontis , commerciante, Gianni Masala , titolare di alcune case di riposo, Pierluigi Mannino , proprietario del negozio Paul&Shark, Gianni Corda , ingegnere, e il ristoratore Luigi Cardia .
MICHELE RUFFI



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L'UNIONE SARDA.it
Domenica 31 ottobre 2010

Comune. L'ufficio di via Sauro ha quasi 9000 richieste da esaminare
Edilizia privata: 14 assunzioni per smaltire le pratiche arretrate

Sono entrati in servizio mercoledì mattina nel palazzo dell'assessorato all'Urbanistica di via Sauro i 14 precari che dovranno contribuire a smaltire le oltre ottomila pratiche edilizie arretrate e le oltre ottocento richieste di accesso agli atti inoltrate dai cagliaritani all'ufficio edilizia privata.
Si tratta di ingegneri, ragionieri e geometri che per nove mesi, questa è la durata del contratto, dovranno mettere mano ai faldoni che contengono richieste di sanatoria inevase, alcune dal primo condono edilizio del 1985, e contribuire a dare risposte in tempi possibilmente ragionevoli a chi richiede copie di progetti per ristrutturare o vendere casa e oggi non le ottiene prima di sei mesi.
UFFICI NEL CAOS Oggi gli uffici dell'edilizia privata sono nel caos. Una vera e propria emergenza causata da una mancanza di personale che si è aggravata negli ultimi tre anni nel corso dei quali l'ufficio ha perso 20 dipendenti che non sono stati sostituiti a causa del blocco del turn over.
Da un anno tutti i partiti politici in consiglio comunale sollecitano il sindaco a intervenire. «Una situazione scandalosa», l'ha definita il Pd Claudio Cugusi. «Un'emergenza evidente a cui nessuno ha posto rimedio», ha sostenuto l'Udc Massimiliano Tavolacci, presidente della commissione urbanistica. «C'è un solo geometra che deve gestire tutte le pratiche di Pirri, è una follia», ha rincarato il Riformatore Alessio Mereu.
Le assunzioni sono state fatte attraverso un cantiere di lavoro che costerà alle casse comunali 400 mila euro.
Purtroppo, per quanto possano lavorare celermente (prima devono essere formati), i precari in nove mesi smaltiranno solo una parte dell'enorme arretrato. Dunque tra nove mesi tutto rischia di impantanarsi di nuovo. «Bisogna esternalizzare il servizio, come hanno fatto altri Comuni», ha più volte suggerito l'assessore al Personale e Affari legali Giuseppe Farris, «e lasciare ai nostri uffici solo l'atto amministrativo finale». (f.ma.)



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Venerdì 15 ottobre 2010

Il governatore Cappellacci corre ai ripari: cercheremo di fermare l'appalto. Floris: non ci può essere un ripensamento
Betile, buttato un milione di euro
Il progetto bloccato dalla Giunta ma la spesa continua

Si torna a parlare di Betile e riesplodono le polemiche sul museo progettato dall'archistar Zaha Hadid e costato già oltre un milione di euro anche se la Giunta Cappellacci ha bocciato il progetto.Mentre la Sardegna attraversa una crisi dai contorni ancora incerti e non passa giorno che via Roma non sia bloccata da pastori, agricoltori e operai, la burocrazia regionale non accenna a levarsi la benda. E, in nome di un museo (quello del Betile) che non vedrà mai la luce, getta dalla finestra 350 mila euro, per una valutazione documentale che sarà inutile. Così l'assessorato regionale alla Cultura (con tanti saluti ai ricercatori universitari e al personale del teatro Lirico, che protestano per riforme e tagli) ha aggiudicato nei giorni scorsi l'appalto, previsto nel capitolato d'affido dell'incarico di progettazione all'archistar anglo-iraniana Zaha Hadid (assegnato dalla giunta Soru), per verificare la compatibilità dell'elaborato con le leggi regionali e statali.
LA REGIONE Uno scandalo, considerato che la Regione ha da tempo cancellato il finanziamento al museo dell'arte e della civiltà nuragica (sarebbe dovuto nascere sul litorale di Sant'Elia), il Comune l'ha tolto dal suo piano strategico e dal governo non è mai arrivato nemmeno un cenno di assenso sull'assegnazione di finanziamenti. Tanto che il presidente della Regione Ugo Cappellacci è sobbalzato sulla sedia quando ha letto sul giornale la notizia della gara: «Si tratta, evidentemente, di un atto che contrasta con quelli che sono gli indirizzi della mia Giunta», assicura il governatore, «abbiamo da subito detto che quella maxi-opera non solo non è strategica ma sarebbe anzi dannosa, in quella parte della città. Il borgo di Sant'Elia va riqualificato mettendo al centro dei progetti la qualità della vita dei suoi abitanti, non certo edificando dei mostri urbanistici». In queste ore gli uffici stanno verificando se è possibile annullare l'appalto (ipotesi poco probabile), già aggiudicato alla società bresciana Siciv: «Le procedure sono partite tre anni fa e dal servizio Beni culturali ribadiscono si sia trattato di un atto dovuto», conclude il presidente, «le nostre verifiche andranno comunque avanti, alla ricerca di una possibile soluzione».
FLORIS Comunque, indietro non si torna. E lo conferma anche il sindaco Emilio Floris: «Rimaniamo spiazzati, ritenevamo la questione ormai archiviata. Ora mi confronterò con la giunta regionale. Non c'è e non ci può essere un ripensamento sul Betile. Concordo sul fatto che Sant'Elia dev'essere riqualificato al più presto: si approvino i progetti per il lungomare, il porticciolo e si ripensi l'edilizia abitativa. Se ne sta parlando nel tavolo tecnico Regione-Comune». Eppure ancora nei giorni scorsi c'era chi, dai banchi della minoranza, rimpiangeva i tempi delle archistar. È il caso del consigliere comunale e regionale Marco Espa (Pd), che faceva notare che un'altra opera progettata da Zaha Hadid (il Maxxi, di Roma) si era aggiudicata un premio a livello internazionale. Dalla Sardegna l'architetto ha portato via solo i 700 mila euro per la progettazione, lasciandosi alle spalle polemiche (molte) e rimpianti (pochi).
LE POLEMICHE A ricordarlo è Massimiliano Tavolacci, presidente della commissione comunale Urbanistica, da sempre critico sul Betile: «Mentre da tutta la Sardegna arrivano grida di dolore, 350 mila euro che andranno “sprecati” per verificare la fattibilità di un progetto che non verrà mai realizzato. Il Betile, bandiera di chi pensava di costruire le proprie icone di potere mentre la malattia della crisi si diffondeva e distruggeva piano ma inesorabilmente il tessuto produttivo della nostra regione, ritorna sulle pagine di cronaca per essere fonte di un ulteriore danno alle casse regionali. Si parla di un procedimento che non poteva essere fermato, neanche fosse lo spegnimento di una centrale nucleare». Sarà che la burocrazia ha le sue perle. Ma resta misterioso il perché si stia valutando la fattibilità di un progetto che non ha nessuna autorizzazione, che non poteva essere realizzato per la mancanza di fondi e di accordi tra i soggetti titolati a decidere. Oltre che di compatibilità urbanistica, visto che sarebbe stata necessaria una variante che non è mai stata autorizzata. «Non era già tutto abbastanza chiaro e lampante dall'aprile del 2008?», si chiede Tavolacci. E non meno duro è Alessandro Serra, capogruppo di An in Consiglio comunale: «Siamo sempre stati contrari a un'opera faraonica, che sarebbe stata un'incompiuta sulla costa di Cagliari, della quale ha fatto la sua bandiera una politica preoccupata soprattutto di farsi pubblicità a buon mercato, senza pensare troppo agli interessi primari dei cittadini».
ANTHONY MURONI



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Mercoledì 06 ottobre 2010

Comune
Mozioni d'annata e assenze in Giunta, rinviata la seduta di Consiglio

Mozioni d'annata, delibere da votare ma ritirate all'ultimo momento, pratiche urbanistiche rinviate per mancanza dell'assessore competente. È il riassunto della seduta di Consiglio comunale di ieri, la prima a cui ha assistito il nuovo segretario generale Renzo Serra. Un'assemblea durata meno di un'ora, che ha avuto però pochi risultati: l'approvazione del progetto che prevede il tour del centro a bordo di un'Ape calessino è stata rinviata. Il motivo: sta per essere varato il nuovo regolamento del noleggio con conducente, dunque è meglio che l'idea stia in ghiacciaia.
Nel cestino sono finite invece una serie di mozioni presentate nel 2008: quella «finalizzata a contrastare il carovita in città» (dei consiglieri Serra e Fiori), così come quelle per «intitolare il Parco della Musica a Fabrizio De Andrè» (di Claudio Cugusi), che sono state ritirate con una discreta dose di polemiche per il ritardo.
Non si è neanche parlato delle modifiche al piano di risanamento urbanistico di Barracca Manna. Come ha fatto notare Massimiliano Tavolacci, l'assessore Gianni Campus era assente. La seduta è stata sospesa e rinviata a oggi.



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Giovedì 23 settembre 2010

Poetto. Ma sui punti fondamentali del regolamento Tavolacci (Udc) annuncia battaglia
Pul: sì ai casotti, in forse la ristorazione
Nuova bozza del Piano: i baretti avranno un disegno “retrò”

La nuova bozza del Pul è in contraddizione con i baretti in via di approvazione.L 'ultimo paradosso all'ombra della Sella del Diavolo è più o meno questo: mentre il Municipio si appresta a discutere il nuovo Piano di utilizzo dei litorali, che prevede - architettonicamente parlando - un modello uniforme di chioschetti al Poetto, molto simile ai casotti, il Suap si prepara invece ad approvare (il 7 e 8 ottobre) il progetto di otto baretti che poco hanno a che fare con quello stile retrò e leggero scomparso negli anni Ottanta. Si darà il via libera, semmai, a un edificio in legno molto squadrato su cui Comune e Regione hanno chiesto altre due settimane di tempo per poter esaminare l'impatto paesaggistico.
Contraddizioni di un sistema che l'assessore all'Urbanistica Gianni Campus definisce «potenzialmente schizofrenico», ma contro il quale «si può fare ben poco, visto che il Suap agisce in base alle norme vigenti e queste dicono che si può andare avanti così».
LA NUOVA BOZZA Peccato che l'esponente della Giunta comunale abbia sul proprio tavolo dal 13 settembre una bozza di Pul - elaborata dall'ufficio tecnico sulla base delle linee guida regionali - che dice cose molto diverse da quelle su cui si basa lo Sportello unico per le attività produttive. La nuova versione del Piano verrà probabilmente esaminata dalla commissione Urbanistica nei prossimi giorni (questa l'intenzione di Campus, annunciata martedì in Consiglio), poi dalla Giunta. L'assessore ha già chiesto una modifica, che riguarda l'ospedale Marino: «Bisogna segnalare che in quell'area c'è una gara bandita dalla Regione, di cui bisogna tener conto».
I NODI Le novità principali sono due. La prima è che saranno ridisegnate, anche se parzialmente, le concessioni demaniali. Questo significa che qualche stabilimento verrà spostato, in nome della «distribuzione omogenea delle attività. Non dobbiamo dimenticarci che gli imprenditori offrono un servizio alla cittadinanza, dunque devono essere distribuiti lungo tutto l'arenile». Stop, dunque, all'affollamento della prima fermata.
RISTORANTI Punto numero due. Sulla ristorazione, un argomento su cui il Consiglio comunale si è espresso favorevolmente in maniera chiara, Campus dice: «La premessa è che questa è solo una bozza e potrà essere modificata, è per questo che voglio che venga esaminata dalla Commissione prima della Giunta. Per ora, posso dire che in alcuni casi le dimensioni dei chioschetti consentiranno iniziative di questo tipo, abbastanza “complesse”. Diciamo che dipenderà dagli spazi a disposizione e dalla compatibilità con le altre norme».
LO SCONTRO Il presidente della commissione Urbanistica Massimiliano Tavolacci (Udc), annuncia battaglia sull'argomento: «Le scelte devono essere ben definite, perché quello che non ha funzionato al Poetto in questi anni è proprio che le regole fossero poco chiare. Il Consiglio si è espresso senza possibilità di fraintendimento: nei baretti si deve poter fare ristorazione. Su questo ci sarà una battaglia. Perché su questo punto, la Giunta a livello politico si gioca molto». E che sul punto si preannunci uno scontro lo si capisce anche dall'interrogazione discussa martedì sera in Consiglio: un documento bipartisan - firmato da Tavolacci, Alessio Mereu e Giorgio Angius dei Riformatori, Claudio Cugusi (Pd) Giorgio Cugusi (La città promessa), Salvatore Mereu (Fi) e Antonello Floris (Libero) - che parte proprio dal paradosso burocratico che sta passando in questi giorni dagli uffici del Suap.
MICHELE RUFFI



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Martedì 21 settembre 2010

Ma il via ai cantieri di lavoro non placa le polemiche
Edilizia privata, 11 assunzioni per gestire il caos-pratiche
Per Giuseppe Farris, assessore al personale, la soluzione non è il cantiere di lavoro. «Bisogna esternalizzare il servizio, come hanno fatto altri Comuni, e lasciare ai nostri uffici solo l'atto finale».

«Faremo accertamenti negli uffici per verificare l'entità del problema e trovare le eventuali soluzioni». Era il 16 luglio del 2008 quando, rispondendo a una pioggia interrogazioni da parte di maggioranza e opposizione, il sindaco si impegnò ad affrontare e risolvere il problema delle migliaia di pratiche in giacenza all'ufficio edilizia privata. Sono passati ventisei mesi e nulla è cambiato: il caos non solo non si è attenuato ma è aumentato.
Caos vero: ci sono 8000 richieste di sanatoria inoltrate dai cittadini ferme dall'85, serve mediamente un anno per ottenere una concessione edilizia e sei mesi per una qualsiasi richiesta di accesso agli atti. Significa, ad esempio, che chi vuole ristrutturare un appartamento o usufruire dei benefici del Piano casa non può farlo. Ergo: non tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge.
UNO SCANDALO «Una situazione scandalosa», l'ha definita il Pd Claudio Cugusi. «L'emergenza c'è e nessuno ha posto rimedio», spiega l'Udc Massimiliano Tavolacci, presidente della commissione urbanistica. «C'è un solo geometra che deve gestire tutte le pratiche di Pirri, una follia», rincara Alessio Mereu. «In quel settore nel 2003 c'erano 67 dipendenti, oggi sono venti di meno», ha esemplificato tempo fa Ninni Depau (Pd).
Paolo Zoccheddu, numero uno dell'edilizia privata, ha già chiarito di avere le mani legate: «Non c'è personale, ho chiesto tre assunzioni con un cantiere di lavoro e sto aspettando che lo attivino».
Mario Mossa, ex numero uno dell'edilizia privata, oggi a capo del servizio cantieri di lavoro, informa che saranno assunte 11 persone e che tra 15 giorni i nuovi impiegati saranno al loro posto. Paolo Carta, assessore ai cantieri, conferma: «Abbiamo speso 400 mila euro». Qualcosa si sblocca, ma in grave ritardo. E provvisoriamente perché i contratti dureranno otto mesi. «Il progetto del cantiere l'hanno approvato a giugno, noi l'abbiamo avviato subito», spiega Mossa. Considerato che per smaltire l'arretrato occorreranno anni, che cosa accadrà alla scadenmza dei contratti?
FARRIS Giuseppe Farris, assessore al personale, l'ha detto tre anni fa: «Pensare di risolvere il problema con personale interno è una follia: sarebbe come sperare di guarire un tumore con un'aspirina». E la soluzione, per Farris, non è nemmeno il cantiere di lavoro. «Bisogna esternalizzare il servizio, come hanno fatto altri Comuni, e lasciare ai nostri uffici solo l'atto amministrativo finale».
F.MA.



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Sabato 18 settembre 2010

Poetto. Appello rivolto dalla commissione urbanistica alla Giunta comunale
«Sui nuovi baretti non si può escludere il Consiglio»

«Non è ammissibile che il Consiglio comunale sia tagliato fuori dalle decisioni sui nuovi baretti». Massimiliano Tavolacci, presidente della Commissione urbanistica, è uno tra i consiglieri comunali più attivi sul versante del Poetto.
Per questo a due settimane dalle nuove conferenze dei servizi (il 7 e 8 ottobre) che potrebbero dare il via libera definitivo ai nuovi chioschi, ieri ha riunito la commissione e non ha avuto difficoltà a coinvolgere i colleghi in una rivendicazione forte sull'argomento. Alla fine è scaturita una interrogazione bipartisan che sarà presentata martedì, alla prossima seduta del Consiglio: «La commissione urbanistica chiede urgentemente al sindaco e alla Giunta di informare il Consiglio comunale sullo stato di avanzamento delle istanze presentate dai soggetti privati al Suap (Sportello unico per le attività produttive) per la realizzazione di manufatti insistenti sulla spiaggia del Poetto, al fine di evitare che tale procedimento possa concludersi con provvedimenti che siano in contrapposizione con gli indirizzi forniti dal Consiglio stesso in relazione alla predisposizione del Piano di utilizzo del litorale. Chiede inoltre di informare il Consiglio sullo stato di avanzamento del procedimento di approvazione del Pul». L'interrogazione è firmata da consiglieri di tutti i partiti: lo stesso Tavolacci (Udc), Alessio Mereu e Giorgio Angius dei Riformatori, Claudio Cugusi (Pd) Giorgio Cugusi (La città promessa), Salvatore Mereu (Fi) e Antonello Floris (Libero).
Il paradosso è che se il Suap darà il via libera, i gestori dei chioschi potrebbero ricostruirli ed essere costretti a demolirli poco dopo se il Piano del litorale approvato dal Consiglio dovesse prevedere tipologie differenti. «Leggo sulla stampa che si sta per approvare un progetto che ignoro», aggiunge Tavolacci, «ed è una follia. Così come è inammissibile che si bocci un progetto strategico come quello dell'ospedale Marino all'insaputa del Consiglio».
Per Claudio Cugusi «anche questo episodio evidenzia la differenza tra i bisogni della città e la capacità della macchina amministrativa di stare al passo» e chiede «una sessione straordinaria del Consiglio per approvare il Piano del litorale prima che il Suap dica sì ai nuovi chioschi». Per Alessandro Serra (An) «ogni decisione sul Poetto deve essere prima politica poi tecnica e prevedere ciò che i cagliaritani chiedono a chiare lettere: ristorazione, possibilità di acquistare prodotti da mare, musica». Di tutto questo, nei progetti in via di approvazione, non c'è traccia. (f.ma.)



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Venerdì 17 settembre 2010

Dalla festa del partito a Cagliari un ponte verso la manifestazione del 25. Oggi si parla di federalismo e Comuni: ma Chiamparino non ci sarà
«Entrate, il Pd a Oristano coi sindacati»

Passato Bersani ritorna il vento, alla festa del Pd, spazzando via la voglia di molti militanti di onorare l'appuntamento. E portando con sé anche il prossimo ospite illustre: Sergio Chiamparino, che oggi a Cagliari avrebbe dovuto animare il dibattito sul federalismo municipale. Il sindaco di Torino ha fatto sapere agli organizzatori che non potrà esserci. L'incontro si farà ugualmente, alle 19, coi sindaci di Cagliari (Emilio Floris), Sassari (Gianfranco Ganau) e Nuoro (Alessandro Bianchi), il presidente dell'Anci Tore Cherchi e il senatore del Pd Antonello Cabras.
SVILUPPO E RISORSE I democratici sardi comunque guardano avanti, anche al di là della festa che li ha visti monopolizzare a lungo il Bastione Saint Remy. L'attenzione è già rivolta verso la manifestazione del 25 settembre a Oristano, la mobilitazione voluta da sindacati ed enti locali sui temi della vertenza entrate e del confronto Stato-Regione. Il Pd, col suo segretario regionale Silvio Lai, ha già dato piena adesione all'iniziativa: e ieri il dibattito su “Impresa e lavoro nel tempo della crisi” ha confermato il legame con la giornata del 25. È possibile, tra l'altro, che la prossima settimana si riuniscano nuovamente tutti i leader dei partiti di centrosinistra, proprio in vista della manifestazione di Oristano.
Nel dibattito, cui hanno partecipato politici, sindacalisti ed esponenti del mondo delle imprese, è stato il vicecapogruppo democratico in Consiglio regionale, Giampaolo Diana, a ribadire che il suo partito «sarà al fianco dei sindacati e degli enti locali, in questo sforzo di richiamare l'attenzione di una Giunta regionale che non si rende conto della crisi». Oriana Putzolu, della segreteria regionale della Cisl, aveva appena finito di spiegare che «la scelta di manifestare a Oristano in piazza Eleonora serve anzitutto a dare la sveglia alla politica, perché in Sardegna sono 350mila le persone con redditi al di sotto della soglia di povertà».
Putzolu ha ricordato che il tema centrale saranno le risorse che spettano alla Sardegna, e che devono servire a fronteggiare la crisi. Tra queste anche i Fas, come ha ricordato il presidente di Legacoop Antonio Carta. Secondo il numero uno di Confindustria, Massimo Putzu, «la Regione dovrà trovare il modo di rapportarsi col Governo, per risolvere la questione entro l'anno». Il deputato Siro Marrocu ha chiesto al Pd una conferenza programmatica per definire un suo modello di sviluppo, e ha invocato un piano per l'occupazione ma anche per le imprese. Il punto di vista di un imprenditore che tiene nonostante la crisi («la nostra forza è da sempre la ricerca») lo ha espresso Romano Mambrini.
«Il punto - ha insistito Alessandra Giudici, presidente della Provincia di Sassari - è che bisogna smetterla di negare la crisi. La chimica sta crollando in tutta Italia, e neppure abbiamo il ministro dello Sviluppo economico». Senza contare che «oltre ai Fas spariscono anche i fondi Cipe, che sono dedicati a progetti specifici. E la nuova legge 488 per le imprese sarà gestita solo on line: sento puzza di bruciato».
L'URBANISTICA Un altro dibattito ha messo a confronto opinioni diverse sullo sviluppo urbanistico di Cagliari: «Città senza periferie» nella visione dell'assessore comunale Gianni Campus, «città che declina e che sembra solo voler tirare a campare», ha obiettato l'ingegner Aldo Vanini.
Massimiliano Tavolacci, presidente della commissione Urbanistica del Consiglio comunale, e Andrea Scano, consigliere Pd, hanno puntato il dito sul problema dello spopolamento del centro: «E sono soprattutto i giovani a lasciare Cagliari, per l'impraticabilità dei prezzi delle case». «Manca una visione strategica e la compartecipazione nelle scelte», ha detto un altro consigliere democratico, Giuseppe Macciotta: «Ne sono esempio il caso Tuvixeddu, e la scellerata scelta di rinunciare al museo Betile solo per disconoscere la paternità dell'idea alla precedente Giunta regionale».



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Giovedì 16 settembre 2010

Progetti fermi negli uffici comunali per problemi di interpretazione della legge. Professionisti e Ance protestano
Piano casa, decollo bloccato in città
Campus: bisogna prima risolvere il nodo dei parcheggi

I problemi legati all'applicazione del piano casa a Cagliari, le difficoltà dei professionisti e l'urgenza di intervenire per migliorare la legge. Ecco perché nel capoluogo sardo non è ancora cambiato nulla. Nella città capoluogo della Sardegna il Piano casa non decolla. A quasi un anno dalla legge approvata dal Consiglio regionale poco o nulla si è mosso nonostante le aspettative create dal provvedimento per uscire dalla crisi dell'edilizia e negli stessi cittadini per migliorare il loro alloggio. Anche a Cagliari non c'è stato un boom di richieste né per ingrandire le abitazioni né per demolirle e ricostruirle di sana pianta. I numeri sono piuttosto modesti, anche se la Sardegna è, assieme al Veneto, la regione che registra il maggior successo con le sue 532 istanze.
Sono ancora poche le famiglie che ricorrono al piano casa e la maggior parte è interessata a interventi di piccolo calibro: negli uffici dell'assessorato cagliaritano all'Urbanistica sono passate in tutto 124 domande, ma 101 sono semplicemente “dichiarazioni di inizio attività” per piccoli interventi (come la chiusura di un balcone) che non richiedono un'istruttoria ma solo una dichiarazione, appunto, da parte del progettista che certifica che i lavori sono conformi a leggi e regolamenti.
I DATI Sono le restanti 23 domande quelle che dovrebbero dare impulso al mercato e piena applicazione al piano: sono tutte richieste di concessione edilizia che per la maggior parte prevedono un ampliamento degli ultimi piani dei palazzi (per costruire ad esempio un superattico) o la trasformazione dei sottotetti per renderli abitabili, secondo il dettato dell'articolo 15 della legge regionale. Appena tre le richieste di concessione per interventi di demolizione e ricostruzione integrale, con incremento della volumetria consentito. Un solo progetto, invece, per le strutture commerciali e industriali, a riprova che sono le residenze private quelle più interessate. Quante di queste domande sono state evase? Il dirigente del servizio Edilizia privata, Paolo Zoccheddu, si limita a dire che «alcune sono evase, altre no», ma non fa numeri. Ammette però che non è stato un successo: «Ce ne aspettavamo di più». Ma tante bastano per capire che le cose non stanno funzionando, come avrebbero dovuto, neppure negli uffici. «Purtroppo stiamo scontando una grave carenza di personale che non ci ha consentito di dare risposte in tempi brevi: c'è stato un aggravio di lavoro negli uffici, sommersi da migliaia di richieste da parte di persone che chiedono copie della documentazione legata al piano casa. Tutto questo unito alle difficoltà di interpretare correttamente la nuova normativa».
TROPPE INCOGNITE Problemi che l'assessore comunale Gianni Campus conosce bene, tanto che più volte ha sollecitato i suoi uffici ad andare incontro alle esigenze dei cittadini. Ma a mettere un freno al decollo del piano casa in città sono soprattutto i problemi interpretativi che pone la legge, primo fra tutti quello legato ai posti auto. La legge infatti impone un metro quadrato di parcheggio ogni 10 metri cubi nuovi. «È il principale impedimento all'applicazione del piano casa a Cagliari - ammette Campus - quando quasi un anno fa avevo fatto emergere la questione la Regione, recependo le mie perplessità, aveva fatto una proposta di legge che consentiva, col pagamento di una cifra al Comune, di liberare il privato da questa incombenza lasciando all'amministrazione il compito di costruire il parcheggio. Il Consiglio però l'ha bocciata. Solo un provvedimento analogo potrebbe risolvere il problema o un intervento sulla legge per superare il vincolo». Lo chiede anche il presidente della commissione Urbanistica Massimiliano Tavolacci: «Sarei più preoccupato degli aspetti paesaggistici ed architettonici piuttosto che dei parcheggi visto che non stiamo insediando più abitanti in una zona ma si agisce su abitazioni esistenti. Ci auguriamo che si decida e non si lasci passare altro tempo: il piano casa è stato creato per rendere più snelli e veloci gli interventi di ristrutturazione, piccoli ampliamenti e modifiche dell'abitazione esistente incentivando i proprietari a investire qualche soldo nell'edilizia che è un settore sofferente. Invece si è incartato nei comuni, visti i tanti aspetti poco chiari». Tirando le somme, conclude Tavolacci, «non abbiamo certo brillato per soluzioni intelligenti e non possiamo che dolercene».
I PROFESSIONISTI A chiedere alla Regione «un'interpretazione univoca» della legge è il presidente dell'Ordine degli ingegneri di Cagliari, Gianni Massa. «È imprescindibile per cittadini e professionisti che vedono i loro progetti bloccati dai Comuni. Serve snellezza burocratica per poter riuscire ad applicare il piano casa e raggiungere l'obiettivo di rilanciare l'economia sarda: sono tanti i problemi che ci vengono segnalati dai professionisti e siamo disponibili a collaborare con le istituzioni per migliorare la procedura». Anche l'Ance Sardegna chiede un intervento negli uffici: «La legge sarda sul piano casa è tra le migliori - afferma il presidente Maurizio De Pascale - ma la sua applicazione deve sottostare a mille adempimenti, bisogna passare sotto le forche caudine degli uffici comunali che hanno un atteggiamento molto rigoroso. Non vengono più rilasciate concessioni, ci vogliono due anni solo per un cambio di destinazione d'uso e intanto l'assenza del piano particolareggiato del centro storico, mai portato in giunta, sta bloccando Cagliari: non è possibile mettere neppure una tenda fuori da un bar». Intasamento confermato anche dall'assessore e spesso dovuto alla complessità delle norme e alla poca chiarezza interpretativa: «Nel Comune di Cagliari ci sono ottomila pratiche di abusi inevase: potenzialmente ognuna di queste rappresenta un problema interpretativo».
SCADENZA Corsa contro il tempo: il piano casa vale per tre anni, quindi entro il 2012 le opere devono essere comunque ultimate. «I lavori devono iniziare entro un anno e mezzo dalla legge - ricorda Campus - ma viste le difficoltà di decollo mi auguro che la Regione conceda una proroga. Raccomando però ai cittadini di darsi da fare e di non contare su uno slittamento dei tempi: io intanto solleciterò ancora gli uffici perché si superi l'empasse e possa trionfare l'obiettivo della legge: dare ai cittadini la possibilità di migliorare il loro patrimonio all'interno di un'ottica che porti ricadute su tutta la collettività, senza interventi della parte pubblica».
CARLA RAGGIO



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Martedì 17 agosto 2010

L'assessore comunale accoglie la proposta dei consiglieri Serra e Tavolacci
Giagoni: «A settembre il Piano per il turismo»

Entro l'autunno Cagliari avrà un Piano per il turismo. «Ne ho già parlato con Stefano Schirru, presidente della commissione comunale. Mi piacerebbe un programma e un'organizzazione condivisa dal consiglio e dalla giunta», spiega l'assessore Gianni Giagoni, che parla di «ottimi numeri» per quanto riguarda le presenze di turisti in città. Le statistiche ufficiali si avranno solo a settembre. «Pensare a un piano organico, che abbracci l'organizzazione di tutte le attività legate alle vacanze e al tempo libero è un'ottima idea. Non serve solo un calendario degli appuntamenti: dobbiamo pensare ad ampliare le isole pedonali, perché ai turisti non piace girare per le strade in mezzo alle auto, e creare servizi per chi visita la città».
L'idea di un documento unico, proposta dai consiglieri Alessandro Serra e Massimiliano Tavolacci, dovrà comprendere anche un regolamento per la movida: «Chiederemo alla gente la propria opinione. Gli orari, comunque, sono solo una piccola parte del problema. È più importante che il Poetto diventi isola pedonale. Guardate come è cambiata la Marina con i tavolini in strada. È un sistema che funziona, è in quella direzione che dobbiamo puntare». ( m.r. )



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Domenica 15 agosto 2010

I consiglieri Serra e Tavolacci chiedono regole organiche per le attività legate al tempo libero
«Serve un piano per il turismo in città»

Un piano per il turismo in città. A chiederlo sono i consiglieri comunali Alessandro Serra (An) e Massimiliano Tavolacci (Udc), dopo le polemiche per gli orari di stop alla musica nei baretti del Poetto e quelle dei residenti di Castello dopo la festa di San Lorenzo.
I due esponenti della maggioranza prendono spunto dal Ferragosto, che porterà in città migliaia (oltre 90 mila, secondo le previsioni della Sogaer) di turisti e vedrà rimanere nel capoluogo molti cagliaritani. «Se pensiamo a come Cagliari, solo cinque o dieci anni, si svuotava nei mesi estivi, possiamo farci un'idea nemmeno tanto approssimativa del fenomeno. È l'effetto della crisi. Ma da un aspetto negativo, tuttavia, si possono trarre vantaggi: le maggiori presenze di cagliaritani», è l'opinione dei due, «sommandosi a quelle dei turisti, possono dare la possibilità alle imprese commerciali, in particolare a quelle legate al tempo libero, di realizzare maggiori introiti».
Servirebbe però un Piano che organizzi e dia una struttura al turismo in città: «Oggi queste prospettive sono compresse da strumenti di pianificazione obsoleti e da ordinanze anacronistiche e inadeguate a rispondere alle esigenze dei cittadini. Il Poetto e il centro storico appartengono alla città e quindi anche ai più giovani, anche a coloro che non possono permettersi di acquistare una casa e per questo sono costretti ad andare a vivere nell'hinterland. Le regole attuali non vanno bene: non consentono agli imprenditori (piccoli, medi o grandi che siano) di investire nelle attività legate al turismo in modo competitivo con le altre realtà».
Per questo c'è la necessità di «rompere con il passato e con le rendite di posizione che frenano lo sviluppo». Non solo: «Occorre per uscire dall'improvvisazione, superando i luoghi comuni come “a Cagliari non c'è niente da fare” o “Cagliari sarà sempre così”. Bisogna cambiare le regole con uno sguardo verso il futuro. Crediamo sia improrogabile approvare il Pul e predisporre un Piano organico per le politiche turistiche».



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Martedì 10 agosto 2010

Iniziativa dei consiglieri L'opinione di Tavolacci e Serra
«Accelerare sul Pul, serve un piano preciso»

Non c'è solo la discussione sugli orari della movida estiva. Sul tavolo c'è anche la questione del Piano di utilizzo delle spiagge: «Le vicende degli ultimi giorni ci portano inevitabilmente a chiedere un'accelerazione da parte della Giunta nell'affrontare i problemi legati alla pianificazione del litorale», scrivono in un comunicato i consiglieri Massimiliano Tavolacci (Udc) e Alessandro Serra (An). Il rischio è quello di dare a Cagliari un volto poco attraente: «È evidente l'inadeguatezza della normativa vigente che, purtroppo, incide negativamente sulla visione di una città turistica, moderna, aperta e attrattiva, che deve riuscire a conciliare le esigenze della cittadinanza con quelle dell'imprenditoria locale e del settore turistico». Per ora il varo del Pul è ancora lontano, esiste solo una bozza, ecco perché i due componenti del consiglio comunale chiedono «un'immediata accelerazione nella predisposizione del Piano di Utilizzo del litorale, in modo da poter affrontare già all'inizio di settembre il confronto in aula per l'approvazione delle nuove linee guida».
L'esempio da seguire è quello delle altre città che hanno «valorizzato il settore turistico con successo, condividendolo, oltre che tra le forze politiche, anche con la cittadinanza e il tessuto produttivo locale. Lo riteniamo indispensabile, condividendo in pieno il programma del sindaco, per riempire di contenuti lo slogan di “Cagliari città turistica e capitale nel Mediterraneo”». ( m.r. )



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Sabato 07 agosto 2010

La manutenzione del vecchio Sant'Elia costa al Comune almeno 250 mila euro all'anno
«Stadio a Elmas? Soluzione obbligata»
Massimo Cellino ha concluso l'acquisto dei terreni ad aprile

Preoccupazione per il Sant'Elia, che rischia di diventare una cattedrale nel deserto.I n fondo Elmas è dietro l'angolo: pochi minuti di auto per raggiungere il nuovo stadio si possono mettere in conto, soprattutto dopo la progressiva trasformazione del Sant'Elia in un rudere con vista su un campo di calcio. E pazienza per i bei discorsi sul legame del Cagliari con la sua città. È la summa dei pareri sulla decisione - pare definitiva - del presidente Massimo Cellino di costruire la nuova arena sui terreni di Santa Caterina, a poca distanza dall'aeroporto. Ventiduemila metri quadri che Cellino ha acquistato lo scorso 10 aprile, dopo aver abbandonato definitivamente l'idea della Karalis arena nel capoluogo.
LE REAZIONI Per Massimiliano Tavolacci, consigliere comunale Udc e presidente della commissione Urbanistica, quella dello stadio «poteva essere una fiaba a lieto fine, invece ci siamo trovati davanti a una conclusione triste». Ma nonostante l'amarezza per l'occasione persa, aggiunge: «Capisco le ragioni del presidente rossoblù, che si è scontrato con una totale incapacità amministrativa. Il Consiglio si è espresso per tempo, il bando per la costruzione dell'impianto doveva essere pubblicato a dicembre, mentre ancora non c'è traccia. Tutte le promesse sono state disattese. Dal punto di vista urbanistico non cambierà niente. Certo, a risentirne sarà l'immagine della città». Che rischia di trovarsi nel patrimonio uno stadio vecchio di quarant'anni, da mantenere senza uno scopo preciso. Per ora la manutenzione straordinaria - a carico del Municipio - è costata in media 250 mila euro all'anno. A parte i fuori programma più costosi, come i due milioni e mezzo di euro necessari per rifare le gradinate in cemento armato, altri due e mezzo per gli adeguamenti alla sicurezza e i 350 mila per il terreno di gioco.
Il senatore Mariano Delogu parla da tifoso: «Un posto vale l'altro, l'importante è fare uno stadio moderno, comodo e accessibile. Altrimenti la gente continuerà a guardarsi la partita in tv». Da politico però osserva: «Bisognava trovare un'intesa sul Sant'Elia. Ovvio, la mia è una valutazione fatta dall'esterno. Ma sicuramente è un peccato: non credo sia un bene avere uno stadio che rischia di rimanere inutilizzato».
I TIFOSI Anche tra i gruppi di tifosi l'opinione è identica. Francesco Manca, coordinatore del Cagliari club di Monte Urpinu, dedicato a Enzo Francescoli, dice che «il Sant'Elia è un simbolo, ma tutti questi disguidi politici hanno obbligato Cellino a trovare un altro posto dove costruirlo. Noi vogliamo uno stadio comodo per andare a vedere la partita. Elmas? Purché si faccia, e presto, va bene dovunque. Molti dei miei amici hanno smesso di seguire il campionato perché il Sant'Elia è diventato lo stadio più brutto d'Italia». Roberto Sotgia, ex presidente del club “Mauro Esposito” di Is Mirrionis, è sulla stessa lunghezza d'onda: «Cellino fa bene, a Cagliari non gli hanno dato la possibilità di migliorare il Sant'Elia e ora sta cadendo a pezzi».
IN CONSIGLIO Il consigliere comunale Alessandro Serra (An) è preoccupato per il futuro del Sant'Elia e di tutta l'area circostante: «Potrebbero risvegliarsi gli appetiti di chi vorrebbe cementificare la zona. Già in passato qualcuno propose di spostare lo stadio e approvare un accordo di programma, che avrebbe consentito di colare il cemento in una delle poche aree rimaste libere in città. Il rischio è che lo stadio di Cagliari col passare degli anni diventi un rudere e che qualcuno ne approfitti». Edoardo Tocco, consigliere regionale (Pdl), si dice «amareggiato» e «contrario» al fatto che il Cagliari vada a giocare a Elmas, ma trova che «questa sia, ormai, l'unica soluzione possibile. L'unico aspetto positivo è che l'impianto verrà costruito nell'ambito metropolitano».
MICHELE RUFFI



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Venerdì 06 agosto 2010

Dopo l'ok della Regione si riapre la partita sull'insediamento edilizio vicino alla 554
Su Stangioni, primo round sui 19 ettari
Previsti 300 mila metri cubi di volumetrie per 2600 abitanti

Si riaccendono i riflettori sul progetto urbanistico di Su Stangioni sulla 554.I l progetto di Su Stangioni fa un decisivo passo avanti. Con il pronunciamento della Regione non ci sono più dubbi sulla legittimità dell'operazione fatta dal Comune: la variante al Piano urbanistico che era stata approvata dall'assemblea di via Roma per sbloccare i 19 ettari edificabili dell'area a ridosso della piana di San Lorenzo, vicino alla 554, è in coerenza con la normativa del Piano paesaggistico regionale. È un sostanziale via libera ai progetti dell'amministrazione che, in quell'area dietro la Motorizzazione, vorrebbe costruire un quartiere ultra moderno, che soddisfi le esigenze abitative di tanti cagliaritani in cerca di una casa a prezzi accessibili. Tutto ciò in sintonia con i propositi manifestati più volte dal sindaco Emilio Floris di riportare a Cagliari una grossa fetta di abitanti emigrati nell'hinterland proprio per l'impossibilità di riuscire a soddisfare le loro esigenze in città. Contemporaneamente viene risanata e attrezzata un'area fino a oggi abbandonata e che potrebbe diventare un'alternativa a tante soluzioni abitative.
LA VICENDA È dal 2005 che si parla di Su Stangioni con i primi atti dell'amministrazione comunale. A dare la svolta è proprio la variante che ha il merito di suddividere i bacini di intervento, frazionando i progetti che in precedenza erano stati pianificati su tutta l'area di oltre 200 ettari. Il lotto su cui dovrebbe sorgere il nuovo quartiere sarebbe in grado di ospitare 2600 abitanti: 19 ettari dietro la Motorizzazione dove costruire volumetrie per 300 mila metri cubi, circa 36 mila per i servizi generali (alberghi, uffici), 65 mila di verde, 115 mila di edilizia sociale pubblica e 144 mila di residenze private (rispettivamente il 40 e il 60% del totale, così come stabilito nella delibera di giunta sulle tipologie abitative), con circa 750 appartamenti. Un quartiere misto, con case popolari accanto a quelle private, proprio per scongiurare il rischio di un quartiere-ghetto e per abbassare i prezzi delle nuove abitazioni. Un insediamento destinato a giovani coppie e famiglie del ceto medio che, a causa dei costi delle case, scelgono oggi di spostarsi nelle periferie dei centri più vicini aggravando il fenomeno del pendolarismo e i disagi che ne derivano. Il progetto è seguito da tre cooperative, che riuniscono i 150 proprietari dei terreni inseriti nell'area dei 19 ettari (“Bithia”, ”Siria” e “13 gennaio”). Inoltre sono interessati altri privati cittadini, piccoli proprietari a Su Stangioni.
IL COMUNE Quali saranno i prossimi passaggi? «La variante è ora esecutiva e si potranno presentare i progetti - spiega il presidente della commissione Urbanistica Massimiliano Tavolacci - vediamo quali saranno le proposte degli imprenditori che peraltro abbiamo già indirizzato con il Piano generale di assetto, nel quale l'amministrazione ha esplicitato la sua volontà sull'area. L'atto della Regione, che era un passaggio che aspettavamo con una certa trepidazione, ci conforta e ci consente di accelerare su una cosa dove c'è una convergenza delle forze politiche». Una vicenda seguita passo passo dall'assessore comunale all'Urbanistica, Nanni Campus, a cui preme far capire la filosofia del progetto, base di partenza - ricorda - per il più grosso intervento di housing sociale. «Si vuole realizzare un luogo dove la residenza sia appetibile dal punto di vista ambientale, economico e funzionale: non si tratta di costruire un'altra periferia ma di ribaltare il meccanismo che è prevalso in situazioni ormai ben conosciute, vedi Santa Teresa. Abbiamo scelto un luogo molto accessibile, tra la 554, la 131 e la 131 bis, che potrebbe diventare una tipologia di città-laboratorio con case, uffici, negozi, centri commerciali, infrastrutture e centri di aggregazione tali da non dover dipendere dal centro di Cagliari. Qui si vivrà in un modo diverso da quello tradizionale».
CARLA RAGGIO



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Giovedì 05 agosto 2010

Il caso. Singolare protesta all'Oasi Cafè dopo il blitz di martedì con i sequestri di mixer in tre baretti
Giovani e turisti dichiarano guerra al silenzio
Serra (Pdl) e Tavolacci (Udc): «Nuovi orari per la musica al Poetto»

Si è svolta ieri notte alla Quarta fermata, davanti all'Oasi Cafè, la prima manifestazione “Tutti in strada in silenzio contro il silenzio”.Tutti in strada in silenzio contro il silenzio . Il titolare dell'Oasi Cafè, Luciano Spiga, attraverso facebook ha lanciato l'idea di una manifestazione “silenziosa” nella guerra dei decibel al Poetto. La prima protesta pacifica contro il blitz di martedì sera e il sequestro di mixer e casse acustiche nei baretti si è svolta ieri alle 22, con il sostegno di molti giovani e turisti. Verrà riproposta anche oggi e nel fine settimana. Un'iniziativa per contestare l'ordinanza comunale che ha imposto limitazioni definite rigide per le serate musicali. E anche nella maggioranza che governa la città di Cagliari si parla di rivedere l'ordinanza: i consiglieri Alessandro Serra e Massimiliano Tavolacci invocano nuovi limiti e orari per «una città che deve essere viva e vivibile anche per i giovani».
L'INIZIATIVA I sequestri e le denunce ai gestori dell'Oasi Cafè, del Palm Beach e del Nilo hanno creato un fronte comune tra i giovani in difesa della musica e del divertimento al Poetto. Per questo Luciano Spiga ieri notte ha dato appuntamento a clienti e amici davanti al suo baretto. «Un'iniziativa in silenzio contro il silenzio. E se dovesse servire ci ritroveremo anche nei prossimi giorni, compreso il weekend». I titolari dei chioschi chiedono di poter lavorare: «Se non offriamo serate di musica», hanno ripetuto Spiga e Maria Assunta Cabras, proprietaria del Palm Beach, «possiamo dimenticarci la clientela giovane, quella che viene al Poetto di notte, e i turisti. In questo modo lavoriamo di meno e saremo costretti a licenziare una buona parte dei nostri dipendenti». C'è di più. «La musica», secondo il gestore dell'Oasi Cafè, «può essere diffusa tutto il giorno e tutta la notte nel rispetto dei decibel. Il dj invece, secondo l'ordinanza comunale, può lavorare durante la settimana, tranne il lunedì, dalle 21 alle 24, e il fine settimana con una proroga di un'ora. Non capisco perché la licenza per la musica dal vivo preveda un intrattenimento fino all'1, mentre con un semplice contratto Siae ed un lettore di cd originali si possono mantenere sempre gli stessi volumi previsti per legge durante tutto il giorno e tutta la notte».
IL TURISMO Nonostante non abbia competenze dirette sul litorale e sull'ordinanza, Gianni Giagoni è l'assessore al Turismo. E il Poetto è una delle attrazioni principali. Senza dichiararsi apertamente contrario all'ordinanza, Giagoni avanza comunque alcune perplessità: «Se si vuole puntare sul turismo una città deve offrire servizi passando per un sacrificio dei cittadini. Un esempio è la decisione di chiudere al traffico Castello: i residenti non hanno fatto salti di gioia, ma è stata una scelta vincente dal punto di vista turistico. La stessa cosa è avvenuta alla Marina. Chi vive in questi quartieri ha comunque un vantaggio: la zona diventa pregiata e le loro abitazioni acquistano un maggiore valore commerciale». Il ragionamento può essere esteso al Poetto: «Chi svolge un'attività ricreativa con la musica», prosegue Giagoni, «disturba. Questo è innegabile. Si tratta di capire se si vuole affrontare la sfida con le altre città europee. Prendiamo il caso di Barcellona: la città è viva tutta la notte, nel centro e nel litorale».
SUBITO IL PUL Il “caso Poetto” torna così d'attualità nell'agenda politica cagliaritana. Prima del blitz nei baretti, era toccato ai venditori di ricci, passando poi per l'abbattimento dei chioschi e la chiusura dei campi di beach volley e beach tennis nella spiaggia. «Sono tutti segnali», commentano i consiglieri comunali di centrodestra, Serra e Tavolacci, «che una parte della politica e dell'amministrazione devono ancora adeguarsi all'idea che i cittadini e i turisti hanno della nostra spiaggia. Se vogliamo che Cagliari sia una città turistica e che offra opportunità dobbiamo cambiare e dobbiamo farlo subito». Per questo i due consiglieri chiedono che il Consiglio comunale «venga messo nelle condizioni di discutere e approvare il nuovo piano del litorale in base agli indirizzi che da tempo ha già fornito alla giunta». Ma l'idea è un'altra: «Occorre adeguare limiti e orari permettendo alla città di essere viva e vivibile anche per i più giovani, sia in termini occupazionali sia in termini di offerta ricreativa. Questo nel rispetto dei diritti di tutti, di regole precise e trasparenti e del valore ambientale della spiaggia».
MATTEO VERCELLI



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Mercoledì 28 luglio 2010

Cugusi del Pd: ritardi scandalosi. Tavolacci (Udc): uffici in difficoltà perché manca il personale
Condono edilizio, un fiume di arretrati

Ottomila richieste di condono bloccate: i numeri delle pratiche congelate fotografano ancora una volta il collasso degli uffici dell'edilizia privata del Comune. Una situazione che ieri, nel corso di un duro intervento in aula, il Pd Claudio Cugusi ha definito scandalosa. Nemmeno in maggioranza fanno finta di nulla: «L'emergenza c'è e nessuno ha posto rimedio», spiega l'Udc Massimiliano Tavolacci, presidente della commissione urbanistica.
IL PARADOSSO Il paradosso è che il condono è stato voluto dai governi di centrodestra come il piano casa i cui benefici per migliaia di persone diventano di fatto inaccessibili perché, come evidenzia Cugusi, «il rilascio della concessione in sanatoria è il presupposto per la presentazione dell'istanza di ampliamento prevista dal piano casa» da presentare entro il primo maggio 2011. Ma i problemi riguardano anche chi vuole vendere casa, ristrutturarla, costruirla.
LE CAUSE DEL COLLASSO Le cause del collasso sono banali: manca il personale. «Quelle del condono sono pratiche che si sono accumulate per 25 anni per una serie di ragioni», spiega Tavolacci. «Di solito sono state istruite, ci sono state richieste di integrazione, carteggi tra amministrazione e cittadini. Ma sono troppe e si sono bloccate a causa della mancanza di personale, che lavora duro tentando di coprire l'emergenza del quotidiano e non ha più tempo per quelle».
«COLPA DEL PPR» «Quanto a concessioni e autorizzazioni», aggiunge l'esponente dell'Udc, «molte pratiche si sono accumulate a causa dell'incertezza normativa nei tre anni di vigenza del ppr. Gli uffici le hanno bloccate perché non capivano che cosa dovessero fare e così ora ce ne sono migliaia arretrate».
CANTIERI DI LAVORO Cugusi attacca: «Se mi trovassi nella condizione di chi attende l'esito di una pratica diffiderei con raccomandata il Comune di Cagliari all'adempimento, minacciando l'azione per il risarcimento del danno».
Poi propone una soluzione: «I cantieri di lavoro a termine, come quello che il Comune di Quartu ha allestito per evadere, grazie a professionisti esterni, tutto l'arretrato dei condoni».



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Mercoledì 28 luglio 2010

Comune
Via libera alla variante di Santa Gilla

C 'erano pochi dubbi sul fatto che la votazione su una variante, di per sé banale, all'intervento edilizio sull'area dell'ex cementeria di via Santa Gilla avrebbe avuto una forte connotazione politica. E così è stato. Con il centrosinistra sulle barricate, anche sulla presunta rapidità dell'iter della pratica, e il centrodestra che sottolinea i «benefici per la città, anche grazie alle cessioni (un asilo, parcheggi) che l'imprenditore (la società ImmobiliarEuropea che fa capo all'editore dell'Unione Sarda Sergio Zuncheddu) fa al Comune a costo zero».
Alla fine la variante «non sostanziale», che riguarda in sintesi la ridistribuzione di volumi e il ritorno a una delle destinazioni previste originariamente nel progetto, cioè un cinema multisala da 1300 posti, passa con 20 voti a favore e 4 contrari. Con un giallo finale: l'assenza dall'aula al momento del voto di Nanda Loche (Udc) il cui sì, però, risultava regolarmente registrato. Significa che se i consiglieri d'opposizione fossero usciti dall'aula sarebbe mancato il numero legale e il Consiglio sarebbe dovuto essere riconvocato a domicilio per una nuova votazione. Non è accaduto perché la segnalazione fatta dal Pd Claudio Cugusi è avvenuta a voto registrato. «Se vuole potrà fare ricorso», ha suggerito il presidente del Consiglio Corsini.
Annotazioni a margine di una seduta che, a parte alcune interrogazioni e il sì al programma di ripartizione dei fondi per le chiese, ha riguardato tre pratiche urbanistiche approvate il 14 luglio scorso dalla Giunta comunale ed esaminate nei giorni successivi dalla commissione urbanistica. Per Goffredo Depau (Pd) si è trattato di tempi troppo rapidi. Per Tavolacci è l'iter normale di una pratica burocratica: la variante è stata presentata nel novembre del 2009 su richiesta dell'Ufficio della direzione patrimonio e, dopo numerosi passaggi, è stata esitata dalla giunta a metà luglio per poi passare in commissione e in aula assieme ad altre tre pratiche. «In via Santa Gilla c'era un rudere, un cancro della città, ora c'è un complesso che rappresenta un momento di crescita della città». Per Depau, che ha chiesto un rinvio del voto per approfondire la pratica, «è stata modificata la skyline della città ed è necessario valutare meglio l'impatto sulla viabilità del multisala».
Al termine della seduta il sindaco ha spiegato che «la partecipazione del capitale privato è fondamentale per la crescita della città e l'intervento di via Santa Gilla è un esempio di come Cagliari si può riqualificare e può migliorare. Anzi», ha detto Floris, «con i vincoli di oggi lì ci sarebbe ancora il rudere di una cementeria». (f. ma.)



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Domenica 11 luglio 2010

Ecco che cosa cambierà con le nuove linee guida del Piano di utilizzo dei litorali approvate dalla Giunta regionale
Nuovi baretti, sì alla ristorazione
Concessioni più lunghe. I gestori: finalmente chiarezza

La svolta è stata possibile soprattutto grazie a un elemento decisivo: la classificazione del Poetto come spiaggia urbana. In precedenza era assimilata a tutti gli altri litorali. Sino al 30 giugno i titolari dei baretti avevano poche certezze. Tre su tutte: le nuove strutture dovevano essere montate a maggio e smontate a settembre, la concessione demaniale doveva essere richiesta ogni anno senza garanzia di rinnovo e non potevano fare ristorazione.
Dal primo luglio non potranno dire di avere certezze assolute, ma di certo le loro prospettive cambiano: le strutture potranno aprire, come oggi, tutto l'anno, le concessioni saranno commisurate all'investimento effettuato, non ci sarà preclusione alla ristorazione.
Le novità sono contenute nelle “Linee guida per la predisposizione dei Piani di utilizzo dei litorali” approvate dalla Giunta regionale il primo luglio scorso. Linee guida che dovrebbero mettere fine all'incertezza normativa che ha fatto sì che dal 1986, anno di demolizione dei casotti, il litorale cagliaritano non abbia avuto un quadro normativo certo dentro il quale svilupparsi. Non a caso i gestori dei baretti, sorti proprio in quegli anni in sostituzione dei casotti, hanno adeguato spazi e attività «alle esigenze dei cagliaritani» in assenza di concessioni edilizie (mai rilasciate) commettendo gli abusi che li obbligheranno, a fine estate, a demolire i manufatti e ricostruirli secondo nuovi criteri.
LE NOVITÀ La svolta è stata possibile soprattutto grazie a un elemento decisivo: la classificazione del Poetto come spiaggia urbana. Secondo le norme in vigore in precedenza, emanate della Giunta Soru, tutti i litorali dovevano sottostare alle stesse regole: nessuna differenza tra la spiaggia di Costa Rey e quella del Poetto, che pure è un quartiere della città. Ecco perché tutto doveva essere provvisorio. «Ora grazie alla concertazione tra Regione e Conferenza degli enti locali, è stato licenziato un provvedimento che riconosce le specificità delle spiagge urbane, riconosce la legittimità di molte richieste degli operatori e dà ai Comuni ampi margini di manovra», commenta Massimiliano Tavolacci, presidente della commissione urbanistica del Consiglio comunale.
CHE COSA CAMBIA Una novità importante riguarda l'ampiezza delle concessioni. Le linee guida non dicono, come oggi, se un baretto deve avere 332 metri di concessione di cui 50 di manufatto, ma solo che il Comune può concedere aree sino al 25% della superficie totale dell'arenile. Considerato che la spiaggia del Poetto è ampia 40 ettari, che 14 sono occupati dagli stabilimenti civili e militari e uno dal vecchio ospedale Marino, rimarrebbero da concedere 6,25 ettari, cioè il 25% di 25. Che divisi tra gli attuali venti concessionari farebbe poco più di 300 metri a testa, più o meno come ora. Ma secondo alcuni potrebbe arrivare a 5000. Quanto alla tipologia dei manufatti, non si fa riferimento ai vecchi casotti, come in precedenza, ma all'armonia con il contesto. Si chiarisce solo che l'altezza non deve essere superiore ai quattro metri e mezzo e che i colori devono essere «tenui».
Sergio Mascia, presidente della Poetto service, la cooperativa che riunisce 12 dei 20 chioschi del litorale, auspica che il Comune sposi l'architettura dei chioschi che saranno ricostruiti dopo l'estate. «Perché altrimenti dovremmo demolirli di nuovo tra un anno». E non è il massimo, considerato che ogni gestore investirà mediamente 150 mila euro.
CONCESSIONI Un'altra novità riguarda il luogo della concessione. Secondo la vecchia norma il proprietario di un baretto che avesse rinnovato la concessione avrebbe dovuto spostare la sua attività. «Questa delibera dice ai Comuni di tenere conto delle vecchie concessioni, come chiedevamo», commenta Mascia. «Un altro elemento positivo è che si fa chiarezza sulle competenze: prima, secondo l'interpretazione del Comune, era sufficiente approvare il Pul in Consiglio comunale senza passare poi per la Regione, ora si chiarisce che prima dell'entrata in vigore ci deve essere l'autorizzazione di viale Trento». Questo pasticcio, per capire, è quello che ha fatto sì che la Regione rilasciasse nuove concessioni edilizie ad alcuni chioschi (l'Emerson ad esempio) mentre tutti gli altri, che le chiedevano, non le hanno ottenute dal Comune col risultato che sono abusivi e devono demolire.
IL PERCORSO Che cosa accadrà ora? Il Comune, che solo sei mesi fa ha approvato il Piano di utilizzo del litorale sulla base dei vecchi criteri, dovrà approvare un nuovo Pul. Gli uffici dell'assessorato all'Urbanistica dovranno redigere la nuova norma (sulla base delle nuove linee guida) che deve poi essere approvata in Giunta, in Commissione urbanistica, in Consiglio comunale e infine passare al vaglio della Regione. «Spero che già nella prossima stagione si sia ricostruito tutto», auspica Tavolacci. Ipotesi ottimistica. A meno che, considerato che l'anno prossimo si voterà per il nuovo sindaco, la maggioranza non abbia uno scatto d'orgoglio e produca il miracolo regalando alla città sia il Pul che il nuovo lungomare, pianificato nel 2001, finanziato e bloccato da nove anni.
FABIO MANCA



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Sabato 10 luglio 2010

La vertenza. La Regione ha modificato il 1° luglio le linee guida per il Piano dei litorali
Poetto, nuove regole per i chioschetti
Massimiliano Tavolacci: accolte le richieste del Comune

Cambiano le linee guida della Regione per i Piani dei litorali. E così anche i baretti potranno garantire una serie di servizi ai propri clienti. Baretti aperti tutto l'anno e pronti a garantire numerosi servizi ai clienti, a iniziare dalla ristorazione. La Giunta regionale ha finalmente modificato le linee guida a cui si devono attenere i Comuni per predisporre il Piano di utilizzo dei litorali. E così per i chioschetti del Poetto arriva una buona notizia. Ora si attende la seconda: lo stop definitivo alle demolizioni.
LA NOVITÀ Nei giorni scorsi, in Consiglio comunale è stato approvato un ordine del giorno per impegnare l'esecutivo guidato da Emilio Floris a predisporre iniziative volte a «garantire la fruibilità della spiaggia». Il Poetto è la spiaggia di cui i cagliaritani non possono fare a meno e quindi l'amministrazione comunale si sta spendendo per potenziare i servizi nell'arenile. Ma fino ad ora ha trovato un ostacolo non da poco nella norma regionale, voluta dalla Giunta Soru, che limitava le attività dei baretti che operano sul litorale.
L'esecutivo guidato da Ugo Cappellacci ha rimosso una serie di ostacoli, come spiega il presidente della Commissione urbanistica del Comune Massimiliano Tavolacci, dando il via libera alla possibilità di riorganizzare le attività economiche sulla spiaggia.
COSA CAMBIA Le nuove linee guida del Piano dei litorali sono state approvate dalla Regione il 1° luglio. «Con questo provvedimento», afferma Tavolacci, «che ha abrogato finalmente una serie di delibere predisposte dalla Giunta Soru che hanno portato all'impasse per la gestione della spiaggia cagliaritana, vengono riconosciute diverse istanze che, come Commissione urbanistica prima e Consiglio comunale poi, abbiamo rivendicato in questi anni». Il punto più importante è il riconoscimento della specificità dei litorali urbani, «cioè quelli inseriti o prossimi a grandi centri e caratterizzati da un'alta frequentazione per tutto l'anno, specificità che Cagliari aveva difeso contro la “normalizzazione” voluta dalla precedente Giunta orientata ad “omogeneizzare” tutte le spiagge dell'isola», osserva il presidente della Commissione urbanistica. Con questa svolta, sarà possibile pianificare, oltre alla gestione degli stabilimenti balneari, anche i servizi di ristorazione e somministrazione di cibi e bevande, ma anche le attività ricreative, sportive e di spettacolo. In altre parole, i chioschetti potranno fornire, ad esempio, servizi di ristorazione ai clienti, ma allo stesso tempo, tutte le attività dovranno avere un unico obiettivo: la conservazione e la tutela dell'ecosistema costiero, garantendo uno sviluppo sostenibile del territorio. ( red. cro. )



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Mercoledì 28 luglio 2010

Cugusi del Pd: ritardi scandalosi. Tavolacci (Udc): uffici in difficoltà perché manca il personale
Condono edilizio, un fiume di arretrati

Ottomila richieste di condono bloccate: i numeri delle pratiche congelate fotografano ancora una volta il collasso degli uffici dell'edilizia privata del Comune. Una situazione che ieri, nel corso di un duro intervento in aula, il Pd Claudio Cugusi ha definito scandalosa. Nemmeno in maggioranza fanno finta di nulla: «L'emergenza c'è e nessuno ha posto rimedio», spiega l'Udc Massimiliano Tavolacci, presidente della commissione urbanistica.
IL PARADOSSO Il paradosso è che il condono è stato voluto dai governi di centrodestra come il piano casa i cui benefici per migliaia di persone diventano di fatto inaccessibili perché, come evidenzia Cugusi, «il rilascio della concessione in sanatoria è il presupposto per la presentazione dell'istanza di ampliamento prevista dal piano casa» da presentare entro il primo maggio 2011. Ma i problemi riguardano anche chi vuole vendere casa, ristrutturarla, costruirla.
LE CAUSE DEL COLLASSO Le cause del collasso sono banali: manca il personale. «Quelle del condono sono pratiche che si sono accumulate per 25 anni per una serie di ragioni», spiega Tavolacci. «Di solito sono state istruite, ci sono state richieste di integrazione, carteggi tra amministrazione e cittadini. Ma sono troppe e si sono bloccate a causa della mancanza di personale, che lavora duro tentando di coprire l'emergenza del quotidiano e non ha più tempo per quelle».
«COLPA DEL PPR» «Quanto a concessioni e autorizzazioni», aggiunge l'esponente dell'Udc, «molte pratiche si sono accumulate a causa dell'incertezza normativa nei tre anni di vigenza del ppr. Gli uffici le hanno bloccate perché non capivano che cosa dovessero fare e così ora ce ne sono migliaia arretrate».
CANTIERI DI LAVORO Cugusi attacca: «Se mi trovassi nella condizione di chi attende l'esito di una pratica diffiderei con raccomandata il Comune di Cagliari all'adempimento, minacciando l'azione per il risarcimento del danno».
Poi propone una soluzione: «I cantieri di lavoro a termine, come quello che il Comune di Quartu ha allestito per evadere, grazie a professionisti esterni, tutto l'arretrato dei condoni».



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Lunedì 14 giugno 2010

Stampace. «Il Comune proponga ai proprietari una permuta di volumetrie»
Le idee dell'Urban center per la zona di via Fara

L 'abbandono di via Fara, nel quartiere di Stampace, iniziò con i bombardamenti della seconda guerra mondiale e proseguì con la demolizione dei ruderi, ordinata nel 1994 dal sindaco Mariano Delogu, dopo l'approvazione di un accordo di programma con i proprietari degli edifici in rovina. Da allora lo sterrato che si affaccia su viale Santa Margherita è un vuoto urbano: del suo futuro si è discusso nel corso di un incontro organizzato nei giorni scorsi dall'Urban Center.
I PROGETTI Caterina Giannattasio, della facoltà di Architettura, ha illustrato una sua ricerca sull'area, mettendo in evidenza le situazioni di degrado, l'impatto dell'edilizia recente e dell'abusivismo nel quartiere di matrice medioevale: «Bisogna far dialogare l'urbanistica con l'architettura, in un incontro fra antico e nuovo». Tante le proposte dei ragazzi di Urban Center: la permuta con volumetrie in altre zone di Cagliari, da proporre ai proprietari dell'area, la costruzione di parcheggi, spazi di aggregazione, verde.
Fra i ragazzi, anche una giovane olbiese che sta preparando la tesi di laurea proprio su quel “vuoto strategico”, come lo definiscono le linee guida del piano particolareggiato, approvate dal consiglio comunale nel 2000. L'assemblea civica ha previsto, oltre a case e negozi, servizi sociali per il turismo e la mobilità, con l'obiettivo di far diventare l'area un trait d'union con il quartiere di Castello. Secondo l'associazione guidata da Antonello Gregorini, il piano sarebbe solo la fotocopia di ciò che c'era in via Fara prima della demolizione.
LA COMMISSIONE A riportare alla realtà le ipotesi dei ragazzi di Urban Center ci ha pensato Massimiliano Tavolacci, presidente della commissione consiliare Urbanistica, che ha elencato tre ostacoli: «Su quell'area, fin dal 1994, c'è un vincolo paesaggistico ministeriale. In più, non è pubblica (l'impresa Puddu ne possiede circa l'ottanta per cento), e ci sono decine di proprietari che non si mettono d'accordo fra loro. Infine, è un'area di interesse archeologico».
FRANCESCO FUGGETTA



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Giovedì 06 maggio 2010

Interrogazione
«Un sistema di ascensori per salire a Castello»

Un sistema di ascensori intorno alle mura di Castello per evitare l'isolamento del quartiere. Lo chiedono, in un'interrogazione al sindaco e alla giunta, i consiglieri comunali di centrodestra, Alessandro Serra, Massimiliano Tavolacci e Claudio Tumatis.
«Castello», scrivono i consiglieri, «ha necessità di collegamenti con il resto della città in alternativa al traffico automobilistico. Nei mesi scorsi anche privati cittadini hanno proposto la realizzazione di un ascensore a loro spese». Per questo, concludono,«chiediamo al sindaco e alla giunta quali azioni sono in programma per assicurare il collegamento tra Castello e gli altri quartieri».



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Sabato 17 aprile 2010

Comune
Tavolacci resta nell'Udc: «Ma mi dissocio da certi metodi»

«Dalla data della sua costituzione ho aderito all'Udc perché ne condividevo e continuo a condividerne i valori ispiratori e le solide radici politiche. In questo ho fondato la mia attività politica che mi ha portato, oltre ad essere eletto come consigliere comunale, anche a diventare dirigente provinciale del partito. Oggi, confermando questa mia posizione, prendo atto della improvvida comunicazione inviata al presidente del Consiglio comunale dai segretari regionale e provinciale del partito relativamente all'utilizzo del nome e del simbolo in Municipio». Così il presidente della commissione Urbanistica Massimiliano Tavolacci, che conferma il suo impegno all'interno dello scudo crociato, anche all'indomani della “sconfessione” del gruppo da lui costituito (assieme ad altri due colleghi) nell'assemblea civica: «Da dirigente dell'Udc continuo a sostenerne le idee, ritenendo comunque di essere una voce qualificata a rappresentare iscritti e simpatizzanti, e confermo il mio sostegno all'attuale amministrazione».
Tavolacci assicura anche un sostegno, seppur critico, alla Giunta: «I problemi e i bisogni dei cittadini devono essere il motore dell'azione politica, si deve pensare a loro e non alle “proprie cose” - conclude - più che utilizzare nomi e simboli, ritengo sia più importante utilizzare cuore, cervello, idee e consenso. Continuerò a operare, come ho fatto in questi anni, sia per l'Udc che per una politica forte e trasparente, capace di ascoltare e rispondere alle esigenze e alle necessità della nostra città».



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Sabato 10 aprile 2010

Con una lettera i dirigenti del partito riconoscono solo i consiglieri Efisio Pireddu e Fernanda Loche
Udc, il simbolo va al gruppo dei dissidenti

L 'utilizzo del simbolo dell'Udc spetta al nuovo gruppo formato dai consiglieri Efisio Pireddu e Fernanda Loche. A mettere nero su bianco la decisione, senza nemmeno fare troppi giri di parole, sono il responsabile regionale del partito, Giorgio Oppi, e quello provinciale Nello Cappai che nelle scorse ore hanno fatto arrivare una lettera al presidente dell'Assemblea civica, Sandro Corsini.
LA LETTERA Ieri pomeriggio è stato proprio il numero uno del Consiglio comunale a confermare l'arrivo in Municipio della missiva che interviene sulla polemica di queste settimane nata dalla scissione del gruppo consiliare del partito di Casini e la costituzioni di due formazioni. Da una parte Paolo Casu, Ettore Businco e Massimiliano Tavolacci, dall'altro per l'appunto Efisio Pireddu e Fernanda Loche. «Non sappiamo nulla - ha detto più tardi Massimiliano Tavolacci - e nelle prossime ore contatteremo i vertici del partito per chiedere chiarimenti. Da dirigente non sono stato sentito prima che venisse emanato questo provvedimento, dunque aspetto di saperne di più. Ma la questione è comunque chiarissima: noi siamo rimasti al nostro posto, mentre gli altri due consiglieri sono usciti dal gruppo formandone uno nuovo».
IL NUOVO GRUPPO E se prima la condizione era praticamente quella dei separati in casa, un mese fa è nato formalmente il secondo gruppo consiliare dell'Udc chiamato “Udc, Libertas, Unione di Centro”. Una settimana prima c'era stata l'assemblea provinciale dell'Udc nella quale era stata chiesta la sospensione dei consiglieri Businco e Tavolacci, ma alla fine nessun provvedimento era stato preso, tanto che in Consiglio comunale si è formata la situazione, quasi paradossale, di due formazioni riconducibili allo stesso partito. «Di fatto non è vero che noi siamo andati via - chiarisce Efisio Pireddu, - siamo sempre rimasti al nostro posto. C'è stata una prova di forza sbagliata dei tre consiglieri di nominare un altro capogruppo, nonostante la posizione ufficiale del partito. Noi abbiamo seguito le direttive, rispettosi dei ruoli di ciascuno».
IL PARADOSSO Due anime di uno stesso partito, ma divise su molti temi. Paolo Casu, eletto coi Riformatori e poi transitato sotto lo scudo crociato, è stato eletto solo di recente capogruppo con i voti di Businco e Tavolacci (spesso critici verso la maggioranza di centrodestra e nei confronti del sindaco Emilio Floris), senza però l'appoggio di Efisio Pireddu e Fernanda Loche.
FRANCESCO PINNA



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Mercoledì 24 marzo 2010

Costituiti due gruppi, attesa per le indicazioni del partito. Approvato il programma per i cantieri della 37
Udc, lite sul simbolo in Consiglio comunale

L'Udc si spacca e l'elezione del nuovo capogruppo Paolo Casu (tra l'altro appena arrivato dal Misto) ottiene l'effetto di favorire una scissione. La notizia ufficiale è arrivata ieri sera, all'inizio del Consiglio comunale: il presidente Sandro Corsini ha letto una comunicazione del nuovo capogruppo, che notificava la sua recente elezione. Le cronache dicono che a favorirla sia stata il voto (oltre al suo) dei consiglieri Massimiliano Tavolacci ed Ettore Businco, mentre fedele al precedente responsabile (appena defenestrato) Efisio Pireddu è rimasta solo la compagna di partito Fernanda Loche. Così questi ultimi due esponenti dello scudo crociato hanno scelto di far gruppo da soli: «Comunichiamo formalmente di avere costituito una nuova formazione consiliare, che si chiamerà Udc Libertas - ha detto Pireddu - riteniamo di poter continuare a rappresentare il partito col quale siamo stati eletti in Consiglio».
Per sapere chi ha ragione occorrerà attendere di conoscere le indicazioni che arriveranno dalla segreteria regionale del partito. Così ha sostenuto il presidente del Consiglio comunale Sandro Corsini: «In base al regolamento la costituzione del nuovo gruppo è regolare - ha fatto sapere - mentre per quel che riguarda la rappresentatività del partito per qualche giorno tutto resterà in stand-by, in attesa di comunicazioni ufficiali. In assenza di indicazioni diverse credo che la rappresentatività sia in capo alla formazione presieduta da Paolo Casu».
CANTIERI LAVORO La seduta dell'assemblea civica di ieri è stata in gran parte dedicata al piano per i cantieri di lavoro previsti dalla legge 37. L'assessore alle Attività produttive Paolo Carta ha parlato delle iniziative messe a punto dalla Giunta: posti per lavoratori saltuari sono stati riservati nei settori della sorveglianza attiva, della informazione turistica e della digitalizzazione dell'archivio comunale, senza scordare quello del controllo delle attività di igiene pubblica. Gran parte della discussione è stata incentrata sui lavoratori atipici da mesi accampati davanti al Municipio di via Roma. Un emendamento proposto dai consiglieri di centrosinistra (primo firmatario Claudio Cugusi) prevedeva di riservare il 10 per cento del piano per il lavoro agli indigenti e del 20 ai lavoratori che abbiano fin qui maturato 30 mesi di lavoro nei cantieri.
LA VOTAZIONE Provvedimento che aveva ottenuto il parere favorevole del dirigente competente ma che è stato respinto dall'aula. Il centrodestra ha votato contro, su indicazione del sindaco: «Si tratta di un emendamento inutile, visto che serve una dichiarazione di indigenza che dovrebbe essere rilasciata dai Servizi sociali. Certificazione che non può essere rilasciata, in quanto chi protesta è sprovvisto dei requisiti necessari». ( a. mur. )



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Sabato 20 marzo 2010

La regione
«Internet gratis in porti e aeroporti»

Incontro decisivo per l'avvio di “Surf In Sardinia”, il progetto che prevede centri d'accesso gratuiti a internet in porti e aeroporti sardi. L'assessorato regionale degli Affari generali, rappresentato dal capo di gabinetto Massimiliano Tavolacci e dallo staff della Direzione generale, ha presentato ieri le opportunità dell'iniziativa al presidente della Rete dei porti sardi, Franco Cuccureddu, ai rappresentanti delle società di gestione dei porti e ad alcuni amministratori locali. Unanime il favore dimostrato per l'iniziativa e per i tempi di esecuzione.
IL PIANO Il progetto, di concerto con l'assessorato regionale dei Trasporti, prevede la realizzazione di punti d'accesso gratuiti a internet in stazioni portuali e aeroportuali e nei luoghi di maggiore afflusso turistico. Gli “hotspot wifi” saranno fruibili tramite registrazione on line (via cellulare) e off line (nei chioschi informativi attrezzati). Il servizio sarà attivo tutto l'anno. Gli “hot spot” del progetto “Surf in Sardinia” saranno il primo punto di contatto per chi visita l'Isola, che avrà la possibilità di accedere gratuitamente a servizi informativi legati alla mobilità e al turismo. Chi viaggia e sbarca nei porti e negli aeroporti della Sardegna può registrarsi al sistema e avere a disposizione un “pacchetto” di ore gratuito per navigare su internet, avere informazioni sulle località nelle vicinanze e programmare itinerari.
TEMPI L'avvio di “Surf in Sardinia” è previsto entro la stagione estiva. Entro il 22 marzo dovranno essere presentate le offerte di gara. Dopo la firma del contratto, la società che si aggiudicherà l'appalto avrà a disposizione 30 giorni per attivare i primi 20 hot spot, si prevede entro giugno. Il piano stabilisce poi la realizzazione di altri 50 punti d'accesso prima della fine dell'estate.



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Martedì 16 marzo 2010

Ieri in municipio un convegno sulle ricette per salvare la città vecchia dal degrado
«Salviamo i negozi del centro storico»

«Il centro storico deve riprendere la funzione per cui è nato, ovvero quello di cuore pulsante, di motore della città. Ora è come se fosse un cuore ibernato in attesa che lo si scaldi». Auspicio e considerazione sono state espresse da Massimiliano Tavolacci, presidente della commissione Urbanistica del consiglio comunale, durante il convegno “Dalla parte del Centro storico”, organizzato dall'Urban Center Cagliari.
Naturalmente uno dei problemi da affrontare è come il cuore andrebbe scaldato ed è stato proprio questo uno dei temi centrali dell'incontro, a cui hanno partecipato anche Gianfranco Carboni, presidente della circoscrizione Centro storico, e Gianni Agnesa, ingegnere del Formez. Intanto ci sono state le indicazioni politiche, ovvero il principio secondo cui «è fondamentale rendere alla cittadinanza il centro storico», se possibile cercando di realizzare una collaborazione tra istituzioni e soggetti interessati provando a mediare tra valutazioni (a volte) contrapposte sul destino dei vari quartieri. In questo senso l'invito di Tavolacci è stato proprio quello di «riprendere la capacità dialettica e riuscire ad avere la capacità di sintetizzare le necessità di tutti». Nello specifico poi le tematiche si sono addentrate sui temi di attualità, come il recupero dei vuoti urbani, il progetto su via Fara o quello di pedonalizzazione di alcune strade di Villanova. «È una decisione positiva se gestita bene, ma bisognerebbe anche capire l'impatto sui cittadini», spiega Carboni. «Per i parcheggi, certo, ma anche per la socialità nel quartiere. Se noi facciamo morire i negozi di vicinato, anche tutto il resto muore. Una decisione del genere si assume considerando anche le criticità e predisponendo gli strumenti adeguati per affrontarle».
Secondo Agnesa invece il tema del Centro storico è cruciale anche perché risponde ad alcune tematiche generali: «È il luogo principale del turismo, insieme ai colli e al Poetto, ed è il luogo in cui si riconoscono i cagliaritani. Oggi si trova in uno stato di crisi generalizzata e occorre che tutti, non solo il Comune, facciano la loro parte». (a.t.)




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Sabato 13 marzo 2010

«Via per sempre i signori del vento»
Annuncio di Cappellacci: diffida alle Capitanerie e azioni legali


Una diffida alle Capitanerie di porto di Cagliari e Oristano, il mandato all'ufficio legale della Regione per opporsi in ogni sede all'ipotesi di realizzazione di parchi eolici nel mare dell'Isola, blocco di tutte le autorizzazioni per costruire parchi eolici, fatti salvi i diritti acquisiti di chi ha già espletato tutte le procedure. Ad annunciare le misure, contenute in altrettante delibere assunte ieri, è stato lo stesso presidente Cappellacci.
I PUNTI FORTI Parlando davanti alla Giunta, schierata al completo, il governatore ha anche annunciato il varo di un disegno di legge attraverso il quale verrà costituita un'agenzia (si chiamerà Sardegna energia) che realizzerà e gestirà per conto della Regione i nuovi impianti di energia eolica, termica, fotovoltaica e da biomasse. Non solo: il governatore ha svelato di essere stato contattato da Cesare Trevisani (numero due di Confindustria e patron della società Trevi Energy di Cesena, l'unica ancora in campo per un progetto di parco off-shore al largo di Cagliari) per un appuntamento ai primi della settimana prossima. «Ho risposto che sarò ben lieto di incontrarlo - ha detto Cappellacci - naturalmente ho chiarito che il mio assenso era subordinato al ritiro del progetto». E la risposta? «Ha confermato la sua presenza all'appuntamento». Segno che l'ipotesi di una marcia indietro è tutt'altro che remota.
OFF-SHORE «Ringrazio tutti quegli imprenditori che volevano investire in Sardegna sull'eolico, ma pensiamo di poter fare da soli». Così il presidente Cappellacci, all'inizio della conferenza stampa che si è svolta in viale Trento, ha sintetizzato i provvedimenti approvati dalla Giunta che riguardano le autorizzazioni per la produzione di energia rinnovabile dal vento sul territorio isolano e off-shore: «Gestire gli interventi in proprio è l'unica strada per sganciarci dall'assalto dei cosiddetti signori del vento e far sì che le risorse e i benefici restino nelle tasche dei sardi e dei territori dell'Isola - ha spiegato - tutti i progetti potranno essere realizzati nelle aree industriali, rispettando l'ambiente, il paesaggio e le ricchezze della Sardegna».
L'ASSESSORE A Gabriele Asunis, titolare dell'assessorato all'Urbanistica e agli Enti locali, è toccato spiegare il fondamento giuridico dell'opposizione: «Nel corso dell'approvazione della legge 4, nota come “Piano casa”, abbiamo stabilito che non si possono toccare i banchi di poseidonia presenti sui fondali, così come che è necessaria l'autorizzazione dell'Ufficio tutela del paesaggio per superare il vincolo di bene identitario che abbiamo esteso ai nostri mari. Abbiamo anche la certezza che il parco eolico disturberebbe le rotte dei traghetti in ingresso e in uscita dal porto di Cagliari e dubbi abbiamo anche in merito alle rotte aeree di decollo e atterraggio».
PILI (PDL) «La mobilitazione popolare e istituzionale ha respinto il nuovo assalto eolico sulle coste della Sardegna ma ora occorre eliminare una volte per tutte il pericolo di nuove invasioni». Così il deputato del Pdl Mauro Pili, dopo la decisione della Regione di impugnare gli atti della Capitaneria di porto e di contrastare gli impianti off-shore sulla costa della Sardegna. «La positiva decisione della Regione va nella direzione della grande mobilitazione che negli ultimi dieci giorni ha letteralmente respinto il tentativo di novelli invasori di occupare a suon di pale eoliche il mare della Sardegna», ha detto il parlamentare, «ora serve un pronunciamento costituzionale che, partendo proprio dall'atto della Capitaneria di porto, possa fare chiarezza, attraverso un conflitto di attribuzioni, sulla materia paesaggistico demaniale. Sarebbe sbagliato non cogliere questa occasione per prevenire nuove incursioni anche in altri campi. Un conflitto di attribuzioni davanti all'Alta Corte segnerebbe un passo decisivo nella piena affermazione dell'autonomia regionale».
PORCU (PD) «Sull'eolico selvaggio, non bastano le rassicurazioni fornite dal presidente Cappellacci. La diffida non è sufficiente, la Regione deve impugnare la procedura di autorizzazione avviata dalla Capitaneria di porto», dice il consigliere regionale del Pd Chicco Porcu, «il presidente della Giunta deve salvaguardare le prerogative della nostra Regione in materia di urbanistica e tutela del paesaggio, come riaffermato con la legge 3 del 2009. La nostra mobilitazione continuerà fino a quando la Trevi Energy non ritirerà il suo progetto nel golfo di Cagliari». Il comitato per il no all'eolico off-shore organizza per lunedì alle 18.30 (al THotel) un incontro al quale interverranno Efisio Demuru, Chicco Porcu, Giulio Steri, Giulio Calvisi, Claudio Cugusi e Massimiliano Tavolacci.



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Giovedì 11 marzo 2010

Tre consiglieri centristi sfiduciano il capogruppo Pireddu, ma la procedura è irregolare
Udc e stadio, spine per la maggioranza
S. Elia, bordate dall'Uds: «Chi critica il sindaco ha interessi»


L'affondo di Aurelio Lai (Uds): «Serra e Tavolacci lavorano in Regione, la smettano di delegittimare il sindaco Floris».
Tanto tuonò che alla fine si scatenò un uragano. I nodi per la maggioranza di centrodestra che governa il Comune stanno arrivando al pettine in questa fine d'inverno. Come se non bastassero le tensioni sulla mancata costituzione del gruppo Pdl (il vertice programmato per ieri sera fra FI, An e liste civiche è stato rinviato), esplodono anche la questione dello stadio e la lotta interna al gruppo Udc. Con riflessi che, a meno di una nuova mediazione del sindaco Emilio Floris, rischiano di riverberarsi sull'attività della Giunta.
STADIO A riaccendere le polveri è il capogruppo dell'Uds Aurelio Lai: «I cinque consiglieri della maggioranza che propongono di passare la palla alla Regione per gestire la questione-stadio si rendono protagonisti di un involontario scherzo di carnevale, ormai fuori stagione», attacca, «sindaco e Comune devono invece rivendicare con orgoglio le proprie prerogative, respingendo questa delegittimazione». Subito dopo una coda “velenosa”: «I colleghi Tavolacci e Serra (rispettivamente capo di gabinetto dell'assessore Corona e portavoce del presidente Cappellacci) risolvano il loro conflitto di interessi e rivendichino l'autonomia del Municipio». Ce n'è anche per Tocco e Storelli: il primo è anche consigliere regionale, mentre l'altro è stato nominato direttore generale dell'Asl: «Dicano da che parte stanno: si sentono ancora consiglieri comunali e vogliono onorare l'impegno preso coi cittadini o vogliono privilegiare la Regione?». Immediata la replica di Alessandro Serra: «Chi ha scritto quel comunicato ignora il significato di conflitto d'interessi, visto che le persone citate hanno una collaborazione con la Regione in un ruolo non politico - precisa - abbiamo portato avanti le nostre opinioni con coerenza, dicendo oggi le stesse cose che affermavamo quando la Giunta regionale era di altro colore politico. Lai, inoltre, non può scordare che il suo partito ha espresso l'assessore allo Sport». Telegrafico Tavolacci: «Da cha parte sto? Siccome mi risulta che Cappellacci e Floris siano della stessa idea, sono sempre d'accordo con entrambi».
UDC Tensioni anche nel gruppo scudo crociato: i consiglieri Businco, Tavolacci e Casu hanno scritto al presidente del Consiglio Sandro Corsini, sfiduciando il capogruppo Efisio Pireddu, che può invece ancora contare sul sostegno del consigliere Fernanda Loche. Una sfiducia che per ora non sembra avere valore formale: dagli uffici della Presidenza fanno sapere che la comunicazione dei tre non è sufficiente a far decadere l'attuale capogruppo, in quanto non esistono atti ufficiali assunti in una riunione regolarmente convocata. Intanto anche il segretario provinciale Nello Cappai ha fatto sentire la sua voce: «Dopo gli ultimi attacchi al sindaco da parte di esponenti del nostro gruppo, voglio chiarire che queste posizioni non riflettono quelle della dirigenza regionale e provinciale del partito». ( a. mur. )



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Mercoledì 10 marzo 2010

Mario Bruno chiede a Cappellacci di bloccare la demolizione, in sette accusano Soru
È ancora guerra sul nuovo stadio
Gigi Riva contesta il progetto, litigano Pd e centrodestra


I sette consiglieri ricordano che il progetto di Master-plan voluto dall'ex presidente della Regione prevedeva la demolizione.
Gigi Riva prosegue la sua battaglia per dire no alla demolizione del Sant'Elia e, senza volerlo, innesca una battaglia politica che vede protagonisti il capogruppo del Pd in Regione Mario Bruno e sette consiglieri comunali di centrodestra.
L'EX CAMPIONE Nel corso della registrazione di una trasmissione di RadioRai, i cui contenuti sono stati anticipati dall'Ansa, Gigi Riva ha ribadito il suo già noto pensiero: «Non riesco a capire il perchè della demolizione del Sant'Elia, uno stadio fra i più giovani, se non il più giovane, di tutta la serie A», ha detto, «la società può farsi il suo stadio da un'altra parte, sempre a Cagliari, e soddisfare le esigenze del signor Cellino. Mi sembra davvero sbagliata l'idea di demolire uno stadio nuovo che, dopo la ristrutturazione del 1990, ha solo 19 anni di vita».
IL PD La dichiarazione ha scatenato un duro botta e risposta a distanza. Il capogruppo del Pd Mario Bruno ha chiesto al presidente del Consiglio regionale di inserire all'ordine del giorno l'interpellanza, di cui è primo firmatario, che ha come oggetto l'ipotesi di demolire lo stadio Sant'Elia per costruirne poi uno nuovo di zecca. Nell'interpellanza, firmata da venti consiglieri del centrosinistra, al di là dell'autonoma scelta del Comune sulla realizzazione di un nuovo impianto, si chiede al presidente della Regione di sapere «se non ritenga di dover agire al fine di evitare l'ingiustificata demolizione del Sant'Elia. Si possono studiare ipotesi di utilizzo alternativo, in grado di garantire non solo eventi calcistici ma di poter offrire alla Sardegna un'arena dotata di impianti accessori, spazi attrezzati per concerti, servizi per il pubblico nell'ambito di grandi eventi sociali, culturali e sportivi e una estensione d'ambito di impiego comunque di livello regionale».
IL CENTRODESTRA A stretto giro di posta è arrivata la replica dei consiglieri comunali Ugo Storelli, Edoardo Tocco, Franco Masia (Forza Italia), Alessandro Serra, Francesco Fiori (An), Massimiliano Tavolacci (Udc) e Claudio Tumatis (Lavoro&Quartieri): «Il centrosinistra, che oggi strumentalizza le parole di Gigi Riva, voleva abbattere lo stadio Sant'Elia per realizzare palazzi - ricordano - il Master-plan di Rem Koolhaas, commissionato dall'allora presidente Soru e caldeggiato dai consiglieri comunali dell'opposizione, prevedeva l'abbattimento dell'impianto per compiere una colata di cemento che in alcune delle quattro ipotesi formulate, avrebbe coperto anche l'area in cui Riva voleva realizzare una scuola calcio». Un punto di partenza che spinge i consiglieri a parlare di ipocrisia, riferendosi ai colleghi del Pd: «La realizzazione di un nuovo stadio, adeguato alle esigenze della squadra, dei tifosi e della città, rappresenta anche una garanzia che quell'area resti destinata a servizi e verde pubblico e non diventi preda di operazioni speculative».
ANTHONY MURONI



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Martedì 09 marzo 2010

Ieri il sopralluogo sul colle della commissione presieduta da Maurizio Porcelli
Consiglieri comunali alla ricerca di nuove tombe

«Vorremmo sapere dove sono i nuovi ritrovamenti che ha segnalato la Soprintendenza e per i quali, a quanto pare, sarebbero già stati stanziati altri 900 mila euro. Per il momento in Comune non è arrivato nulla, dunque ora vedremo di approfondire la questione». Le parole sono del presidente Maurizio Porcelli che, ieri mattina, ha visitato una parte del colle di Tuvixeddu assieme ai componenti della commissione Cultura, convocata direttamente davanti a uno degli accessi alla necropoli punica. Ma subito c'è stato il primo imprevisto. Impossibile entrare dalla scalinata di vico secondo Sant'Avendrace: l'ingresso è sbarrato con una rete metallica arrugginita che separa il vicoletto da una foresta di erbacce incolte e rovi.
LA VISITA Completato l'appello, i commissari non si sono potuti avvicinare al costone dove è presente il maggior numero di tombe, ripiegando per un fuori programma. «L'unico modo», dice Porcelli, «è passare dal cantiere di Coimpresa». È nel trasferimento da viale Sant'Avendrace a via Is Maglias, dove stanno crescendo i palazzi del gruppo Cualbu, che una parte dei commissari si è persa, mentre il resto della truppa, accompagnata dal dirigente comunale del settore Cultura, Gerolamo Solina, ha iniziato la visita vera e propria al colle ammirando il plastico che l'impresa ha realizzato per far comprendere il progetto definitivo frutto dell'accordo di programma. «Sono previsti anche 41 mila metri cubi per il Comune», ha spiegato Giuseppe Cualbu, figlio del costruttore Gualtiero e amministratore di Coimpresa, «trentamila sono destinati a servizi, mentre i restanti diecimila metri cubi sono residenziali». A rispondere all'appello della segretaria Nadia Starvaggi ieri mattina a Tuvixeddu sono stati i commissari Gian Mario Selis, Ugo Storelli, Paolo Casu, Ettore Businco, Salvatore Mereu, Alessandro Serra, Massimiliano Tavolacci e Gianni Floris, ma l'idea iniziale di provare a capire quali fossero i nuovi ritrovamenti segnalati dalla Sopritendenza è naufragata quasi subito.
NESSUNA NOTIFICA Impossibile accedere alla zona delle tombe, se non vedendo il parco archeologico dall'alto. Il dirigente di settore Gerolamo Solina ha poi chiarito che in Comune non sono arrivate notifiche di nuovi rinvenimenti. L'interrogativo, dunque, resta aperto. Bisognerà chiarire, insomma, se esistono nuove sepolture dopo quelle già indicate nei vincoli, ma soprattutto se queste siano all'esterno dei dieci ettari di costone-sud già tutelati all'interno dei confini del parco. ( fr. pi. )



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Sabato 06 marzo 2010

Stadio Sant'Elia. Allarme da Roma dopo le critiche di cinque consiglieri “ribelli”
La Figc: «Il Comune spieghi i ritardi»
Dubbi sul bando per la cessione dell'area. Europei a rischio


Il sindaco ha parlato di rallentamenti dovuti a questioni procedurali e ha chiarito: «Siamo pronti ad andare fino in fondo, evitando possibili ricorsi e annullamenti del bando di gara».
Anche a Roma, nella sede Figc di via Po, leggono i giornali isolani. Leggono e si preoccupano. Perché apprendere che l'iter per l'assegnazione del diritto di superficie dello stadio Sant'Elia ha subito un rallentamento preoccupa parecchio chi sul capoluogo isolano ha investito, inserendolo nel dossier presentato all'Uefa per ottenere l'organizzazione degli Europei di calcio 2016.
LA LETTERA E così, già nella giornata di ieri, il dirigente federale Michele Uva ha scritto una preoccupata lettera al sindaco Emilio Floris: «Abbiamo appreso dall'articolo apparso su L'Unione sarda di oggi ( ieri ndr. ) che cinque consiglieri di maggioranza denunciano il fatto che non sono stati rispettati i tempi per la definizione del bando di gara per l'assegnazione del diritto di superficie - è scritto nella lettera partita dalla Figc - se confermata questa è una circostanza che mette a rischio gli impegni presi dalla vostra amministrazione con la Federazione, a proposito della candidatura italiana all'organizzazione di Euro 2016. A questo proposito chiediamo la trasmissione degli atti fin qui assunti e una relazione sulle prossime determinazioni che la Giunta intende assumere».
Una lettera ufficiale che suona come campanello d'allarme circa una possibile esclusione di Cagliari dalla partita degli Europei di calcio: una novità che saprebbe di beffa, visti i sacrifici fatti da Comune, Regione e Cagliari calcio per fornire tutta la documentazione richiesta per l'inserimento nel dossier.
LE CRITICHE La lettera partita da Roma si riferisce alle critiche che cinque consiglieri di maggioranza (i forzisti Storelli, Tocco e Masia, il capogruppo di An Alessandro Serre l'Udc Massimiliano Tavolacci) avevano rivolto all'amministrazione per il mancato rispetto del termine dei tre mesi (scaduti a fine febbraio) per la pubblicazione del bando di gara per l'assegnazione dell'area del Sant'Elia sul quale dovrebbe sorgere il nuovo stadio.
LA REPLICA Il sindaco Floris aveva replicato definendo «ingenerose» le critiche dei consiglieri di maggioranza e spiegando che «il rallentamento non è sinonimo di abbandono. Semplicemente stiamo facendo le cose per bene dal punto di vista amministrativo, patrimoniale e procedurale, per evitare possibili ricorsi e annullamenti».
ANTHONY MURONI



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Venerdì 05 marzo 2010

Manca il bando per la cessione del diritto di superficie. Floris: «Critiche ingenerose»
Maggioranza spaccata sullo stadio
Cinque consiglieri contro il sindaco: «Ritardi imperdonabili»


I cinque consiglieri chiamano in causa la Regione: «Prenda in mano la questione».
Un nuovo strappo, che questa volta ha il sapore aspro dell'ultimatum. A consumarlo cinque consiglieri della maggioranza (Edoardo Tocco, Franco Masia, il capogruppo di FI Ugo Storelli, Alessandro Serra di An e Massimiliano Tavolacci dell'Udc), che tornano all'attacco sulla questione-stadio e, oltre a stigmatizzare i ritardi della Giunta nella pubblicazione del bando per l'assegnazione del diritto di superficie, esaltano il ruolo fin qui svolto dalla giunta regionale e dal presidente Ugo Cappellacci. Una posizione che non contribuisce certo a rafforzare il sindaco Floris, che martedì dovrà incontrare il governatore per un confronto a tutto campo sui progetti di sviluppo da tempo avviati dal Comune.
LE ACCUSE «I ritardi accumulati nella definizione dell'iter per la pratica-stadio sono incomprensibili», scrivono i cinque, «sono passati venti mesi da quando il Consiglio ha dato mandato al sindaco di lavorare per dotare la città di uno stadio moderno, confortevole e adeguato allo spettacolo calcistico che il Cagliari sta offrendo. Eppure si è dovuto attendere il novembre scorso per ottenere qualcosa di concreto: forse a causa di molteplici passaggi a vuoto favoriti dall'azione di alcuni detrattori, contrari all'idea di realizzare un nuovo stadio e favorevoli a ristrutturare l'attuale Sant'Elia».
IL RIFERIMENTO È alla delibera di tre mesi fa, quando la Giunta prese l'impegno di varare la procedura per l'assegnazione del diritto di superficie nell'area dell'attuale stadio: «Grazie al possibile inserimento di Cagliari fra le città candidate a ospitare gli Europei 2016 e all'interessamento del presidente della Regione, che ha adottato una delibera con la quale l'area è stata resa disponibile per la cessione, la situazione sembrava essersi sbloccata», proseguono Tocco, Masia, Storelli, Serra e Tavolacci, «ora tutto sembra essersi inspiegabilmente fermato. All'origine ci saranno anche ragioni tecnico-procedurali ma il sindaco dovrebbe lavorare per rimuovere gli ostacoli ed evitare una nuova beffa agli sportivi sardi, ai tifosi e alla società».
La stoccata arriva nella chiusura del documento: «Se il Comune non è in grado di gestire questa partita abbia il coraggio di restituire l'area alla Regione, affidando la definizione della gara alla giunta Cappellacci».
LA REPLICA Emilio Floris non nasconde la sua amarezza nel registrare una così forte presa di posizione pubblica: «Lasciando da parte altre valutazioni, che contribuirebbero solo a rendere ancora più teso il clima, faccio notare solo che è facile rilasciare dichiarazioni essendo semplici consiglieri. Amministrare è un'altra cosa: si tratta di seguire tutte le procedure legali, amministrative e burocratiche. Sarebbe inutile accelerare per la fretta e rendersi conto che l'operazione potrebbe essere inficiata da una qualche irregolarità. Stiamo lavorando in silenzio ma in coscienza. Non temano né i cinque consiglieri, né il resto dell'assemblea, né il Cagliari calcio: ho già più volte detto pubblicamente che quella del nuovo stadio è un'esigenza per tutta la città, a prescindere dagli Europei. E su questo non torno indietro».
Un nuovo impegno, quindi, anche se il disagio è forte. «L'operazione che il Comune sta portando avanti per la cessione del diritto di superficie attraverso una procedura di evidenza pubblica rappresenta il primo esempio in Italia - conclude - spiace che tutte le parti in causa non si siano rese conto dello sforzo al quale siamo chiamati».
ANTHONY MURONI



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Giovedì 04 marzo 2010

Critiche dal gruppo Udc
Rifiuti e polemiche
Giagoni in Aula: «È tutto in regola»


Perché non si bandisce ancora la nuova gara per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, ma in questi anni sono state fatte continue proroghe alle ditte De Vizia, San Germano e Cns? Attorno a questa domanda, fulcro di un'interrogazione presentata da vari consiglieri, nell'aula consiliare ci sono state scintille tra l'assessore ai Servizi tecnologici Gianni Giagoni e vari consiglieri, sia d'opposizione che di maggioranza. Attacchi e frecciate nella seduta di martedì, poi sospesa, ripresi ieri pomeriggio quando l'esponente della Giunta ha iniziato a fornire le delucidazioni richieste.
L'ASSESSORE «Anzitutto non si è trattato di sette proroghe in tre anni - ha detto - c'è stata una proroga dirigenziale di un anno e le altre sono tutte ordinanze sindacali, tre di sei mesi ciascuna, nell'arco di un anno e mezzo. Non abbiamo niente da nascondere: siamo tranquilli e sereni. Per noi è tutto trasparente. Altre amministrazioni hanno appaltato il servizio senza passare per il Consiglio comunale, noi invece abbiamo ritenuto doveroso farlo». Proiettando alcune diapositive con documenti e date, l'assessore ha così scandito i tempi: l'appalto biennale alla De Vizia risale al 2005, ma nel 2007 è iniziato l'iter del nuovo progetto per la differenziata. Da allora sono passati tre anni: bandito il 24 maggio 2007, il contratto con la società vincitrice Azura è dell'11 marzo 2008, mentre la consegna del progetto risale al 16 gennaio 2009, seguita il 29 luglio dalla delibera di Consiglio che incarica la Giunta di renderlo operativo.
GLI UFFICI Ora, a quanto dice l'assessore, tutto sarebbe in mano agli uffici che starebbero per sfornare il bando: «Il sindaco, la Giunta e l'assessore - ha chiarito - non hanno interesse a fare altre ordinanze. Esaminate le direttive del Consiglio, abbiamo avviato la fase terminale dell'iter amministrativo che sta nelle mani dell'organo tecnico». Ma ieri in Aula il clima era incandescente, ereditato dal botta e risposta del giorno prima.
DIBATTITO Concessa una sospensione di dieci minuti, gli esponenti Udc Ettore Businco, Paolo Casu, Massimiliano Tavolacci hanno spiegato la ragione della polemica sollevata sui rifiuti: «L'Udc vuole alzare la testa - hanno detto - manca un anno e mezzo alle elezioni e siamo stanchi di una politica appiattita sulle posizioni di un sindaco e di una Giunta inerti, dove il Consiglio comunale perde ogni giorno il ruolo di indirizzo e controllo, avvilito nelle sue competenze istituzionali e viene ridotto a semplice spettatore».
FRANCESCO PINNA



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Lunedì 01 marzo 2010

Comune
Centro storico, stasera un convegno

Oggi alle 17.30, nel sottopiano del Palazzo civico, si terrà il convegno “Centro storico: la pianificazione urbanistica della parte storica integrata nella città metropolitana del turismo e dell'ambiente”. Un'analisi della crisi e delle potenzialità dei quartieri antichi: partecipano il presidente della commissione Urbanistica Massimiliano Tavolacci, il presidente della circoscrizione 1 Gianfranco Carboni e i tecnici Franco Frandoli e Gianni Agnesa. (f.fu.)



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Domenica 07 febbraio 2010

I commenti dopo la sentenza che ha annullato un nulla osta per costruire sul colle
Tiana: «Una svolta». Tavolacci: «No ai blocchi»


Gli ambientalisti esultano, al Comune frenano. La sentenza del Consiglio di Stato che annulla una delle autorizzazioni paesaggistiche concesse dal Comune per l'edificazione di uno dei comparti di Tuvixeddu e stabilisce la necessità di ottenere un nulla osta (adeguatamente motivato sul piano paesaggistico) per ogni singolo edificio ha suscitato, come era ovvio, reazioni contrastanti.
Per Legambiente la sentenza rappresenta «una svolta» e «conferma quanto Legambiente e la passata Giunta Regionale vanno dicendo da anni». Per questo, sostiene il presidente regionale Vincenzo Tiana, «appare oggi ancora più improvvida e azzardata la recente delibera della Giunta Regionale che ha confermato la volontà di dare attuazione all'accordo di programma stipulato con il Comune di Cagliari nel 2000, indifferente al Codice Urbani che del 2004 ha profondamente modificato la considerazione del bene ambientale, impassibile davanti all'opinione pubblica, incurante degli interventi di esperti e studiosi anche di fama internazionale a favore della salvaguardia del colle».
Legambiente Sardegna, ribadisce Vincenzo Tiana, sollecita nuovamente l'invito al Presidente della Regione per un confronto che permetta di illustrare i propri approfonditi studi sulla necessità di realizzare un grande parco archeologico-ambientale e sulle conseguenze negative del progetto in essere».
Diverso il parere di Massimiliano Tavolacci, presidente della commissione urbanistica del Consiglio comunale: «Non è detto che ciò che la soprintendenza sta facendo sia un bene per la collettività. E cito come esempio la presunta vittoria in sede amministrativa sull'ospedale Marino: che cosa hanno ottenuto dopo l'annullamento l'aggiudicazione della gara per la trasformazione del rudere in un centro benessere? Che resta un rudere. Ecco, se questo è il loro modello di sviluppo della Sardegna evidentemente non è una vittoria. La Regione», aggiunge l'esponente dell'Udc, «ha sancito che l'accordo di programma su Tuvixeddu è strategico per la Sardegna perché renderà fruibile un parco archeologico enorme e lo metterà a disposizione dei cittadini. L'alternativa, ciò che vuole la soprintendenza ai beni paesaggistici, è l'abbandono. Peraltro gli edifici, lo ribadisco, sono in un punto marginale che non crea problemi»
Per Roberto della Seta, senatore Pd da tempo impegnato in difesa del colle, «l'auspicio è che la Regione Sardegna e il Ministero dei Beni culturali agiscano fattivamente per creare un grande parco archeologico-ambientale».



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Sabato 06 febbraio 2010

Comune. Due distinte visite delle commissioni consiliari Sport e Urbanistica
Ippodromo e ospedale militare da valorizzare

Due distinte visite in due realtà diverse tra loro ma comunque ritenute centrali nello sviluppo futuro della città. Così, nei giorni scorsi, le commissioni consiliari Sport e Cultura hanno effettuato un sopralluogo all'ippodromo di viale Poetto e all'ospedale militare di Stampace. L'intento, che secondo i presidenti Stefano Schirru e Massimiliano Tavolacci è stato raggiunto, era quello di verificare le condizioni delle due strutture per proporre poi al Consiglio dei nuovi piani per il futuro.
IPPODROMO «Abbiamo trovato delle condizioni nettamente migliori rispetto a quelle di qualche mese fa - racconta Schirru - non ci sono più le macerie che erano abbandonate in un angolo dell'area, con vista sul viale Poetto. C'è una situazione che ci pare più accettabile». I commissari dello Sport riconducono i miglioramenti al lavoro effettuato dal nuovo Consiglio di amministrazione, nominato qualche mese fa dal sindaco Emilio Floris e presieduto da Mauro Ballero: «C'è la necessità di superare gli ostacoli che stanno ritardando il decollo di una struttura che può essere importante per lo sviluppo economico della città - conclude Schirru - ci auguriamo che il concorso ippico in programma per il prossimo mese di marzo possa costituire un buon trampolino di lancio».
OSPEDALE MILITARE È di giovedì scorso la visita della commissione Urbanistica all'ospedale militare: «Si tratta di una struttura che è stata ormai quasi completamente liberata dall'Esercito, che utilizza solo il piano terra - racconta il presidente Massimiliano Tavolacci - abbiamo visitato tutti i locali e ne abbiamo ricavato l'impressione che questa struttura possa rappresentare un elemento centrale nella localizzazione di un percorso naturalistico, storico e ambientale di quella zona della città. C'è la possibilità di inserirla in un circuito con l'orto botanico e l'orto dei Cappuccini».



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Venerdì 05 febbraio 2010

Poetto. Maggioranza e opposizione dicono sì alla ristorazione, per l'entrata in vigore del piano i tempi saranno lunghi
Il Pul non basta, rischi per i baretti
Passano le linee guida, negativo il parere dei tecnici

I tecnici del Comune hanno espresso parere negativo perché la normativa regionale vieterebbe il rilascio di autorizzazioni per la preparazione e la somministrazione di cibi nelle strutture sul litorale.
Punto primo: il Consiglio ha approvato dopo un anno il Piano di utilizzo del litorale varato dalla Giunta. Punto secondo: si tratta, come ha chiarito il sindaco, non del Pul definitivo ma delle linee guida. Per la sua entrata in vigore occorrerà attendere un ulteriore passaggio in aula. Punto terzo: maggioranza e minoranza hanno concordemente deciso di inserire un riferimento alla possibilità per il Comune di rilasciare nuove licenze edilizie e amministrativa, che prevedano sia la preparazione che la somministrazione di alimenti. Punto quarto: proprio a causa di quest'ultimo riferimento, la struttura tecnica dell'assessorato all'Urbanistica ha deciso di esprimere parere negativo.
DEMOLIZIONI In sostanza, l'approvazione dello strumento di indirizzo urbanistico non cambia per ora di una virgola la situazione dei baretti del Poetto sui quali pende la spada di Damocle delle ordinanze di demolizione emesse a novembre dal dirigente del servizio Edilizia privata.
LE ORDINANZE Così da domani (ed entro domenica) diventeranno esecutivi i 17 provvedimenti che intimano ai gestori di ripristinare lo stato dei luoghi prima dell'edificazione delle parti realizzate in difformità dalle autorizzazioni. Questo non significa che le ruspe già da lunedì si metteranno in moto verso il litorale, per abbattere le strutture. La procedura per l'esecuzione coattiva del provvedimento prevede prima l'emissione di una diffida formale e poi tutta una serie di altri passaggi tecnici. Questo significa, come si diceva ieri ai margini del Consiglio, che per scongiurare le demolizioni ci sono ancora circa tre mesi.
GLI EMENDAMENTI La seduta di ieri ha registrato la presentazione e l'approvazione unanime di due emendamenti, che hanno apportato modifiche sostanziali alla proposta di Pul della Giunta. La prima presentata dal sindaco Emilio Floris e la seconda dal presidente della commissione Urbanistica Massimiliano Tavolacci. Quello del primo cittadino prevede che «fino alla data dell'applicazione del nuovo assetto delle concessioni demaniali previste dal Pul, l'amministrazione potrà rilasciare specifiche autorizzazioni edilizie per la realizzazione di opere e impianti di facile rimozione e a carattere temporaneo, destinati alla preparazione e somministrazione di bevande e alimenti». Una proposta votata da tutti e 24 i consiglieri presenti, nonostante il parere tecnico negativo espresso dall'ingegnere Michele Casula. «Immagino che questo pronunciamento sia derivato dall'attuale difformità del nostro pronunciamento rispetto alla legge regionale di indirizzo - ha chiosato il sindaco - ma contiamo, entro un paio di mesi, di riuscire a ottenere dalla Regione un cambio di rotta».
PIÙ SERVIZI Unanime anche il via libera all'emendamento presentato da Tavolacci, che prevede il recepimento all'interno del Pul degli indirizzi arrivati dall'ordine del giorno (anch'esso unanime) approvato dall'assemblea lo scorso 20 gennaio. Un documento nel quale si faceva esplicito riferimento al rilascio di nuove concessioni edilizie per la ricostruzione, secondo criteri tecnologicamente nuovi e compatibili dal punto di vista ambientale, dei manufatti da demolire. E che faceva esplicito riferimento al servizio di ristorazione e a quelli da fornire in spiaggia.
L'APPROVAZIONE Alla fine le linee guida del Pul, per la soddisfazione dell'assessore all'Urbanistica Gianni Campus, sono state approvate dall'intera aula. Con i gestori dei baretti del Poetto, presenti tra il pubblico, che hanno tirato un primo sospiro di sollievo. Anche se l'incubo ruspe resta attuale.
CAMPO NOMADI Nella prima parte della seduta il Consiglio aveva respinto l'ordine del giorno presentato dal centrosinistra (primo firmatario Claudio Cugusi) sul campo nomadi sulla 554. Nell'ultima formulazione il documento impegnava la Giunta a rendere più vivibile il sito e faceva anche riferimento alla necessità di coinvolgere tutti i Comuni dell'area vasta nella “gestione” del problema. A favore hanno votato 7 consiglieri della minoranza (Claudio Cugusi, Depau, Perra, Selis, Cozzolino, Giorgio Cugusi e Scano) e tre della maggioranza (Casu, Loche e Vargiu), contro 11 della maggioranza (Adamo, Lai, Alessio Mereu, Petrini, Porcelli, Serra, Businco, Masia, Salvatore Mereu, Pireddu e Sabiu), mentre si sono astenuti il sindaco, il presidente del Consiglio Corsini e i consiglieri Bistrussu, Tavolacci e Tumatis.
ANTHONY MURONI



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Mercoledì 03 febbraio 2010

Comune. Cambio all'Edilizia privata: da lunedì Zoccheddu subentrerà a Mossa
Pul-salva baretti oggi in Consiglio
Ripresentato il progetto del 2009, tensione in maggioranza

Ordine del giorno unitario di solidarietà ai lavoratori che venerdì sfileranno a Cagliari per lo sciopero generale.

Quando si dice la passione per la zona Cesarini. L'amministrazione comunale, tre giorni prima della scadenza dei termini per la demolizioni dei chioschi abusivi sul litorale del Poetto, tira fuori dal cilindro una soluzione che da oltre un anno aveva accantonato.
OGGI IL PUL A comunicare che il sindaco ha chiesto, a dodici mesi esatti dalla discussione in Giunta, di inserire l'approvazione del Piano di utilizzo del litorale all'ordine del giorno è stato ieri il presidente del Consiglio comunale Sandro Corsini. Facile capirne il motivo: come ricordato nei giorni scorsi dall'assessore regionale Asunis, l'esecutivo non avrebbe potuto rilasciare nuove concessioni (e dunque permettere la ricostruzione subito dopo la demolizione, come prescritto dall'ordine del giorno approvato due settimane fa) prima dell'approvazione del Pul. Presto giustificato anche l'inserimento all'ordine del giorno nell'ultima seduta utile prima del fatidico 5 febbraio: il sindaco Floris si presenterà in aula per dire che non ci sono alternative all'approvazione, se non le demolizioni. Così i più riottosi all'interno della maggioranza (che più volte hanno denunciato l'inadeguatezza del Pul varato dalla Giunta) si ritroveranno con in mano un cerino acceso. La loro eventuale opposizione verrebbe, infatti, interpretata come un tacito assenso alle demolizioni.
LA PROTESTA Un'eventualità che sembra non spaventare il presidente della commissione Urbanistica Massimiliano Tavolacci: «La sostanza non cambia - ricorda - è da due anni che chiediamo che venga aperto un confronto con la Regione. Gli stessi che non lo hanno promosso, ora ci chiedono di votare uno strumento inadeguato, con la scusa della pressione dei gestori. A mio avviso il problema è solo destinato a crescere».
NUOVI DIRIGENTI Mentre la politica si confronta per cercare di disinnescare la bomba-Poetto, la macchina comunale registra importanti cambiamenti: da lunedì 8 febbraio, infatti, l'ingegner Paolo Zoccheddu (capo dell'Area per la gestione del territorio) diventerà anche responsabile del settore Edilizia privata (competente sulla questione-baretti), prendendo il posto del collega Mario Mossa. Quest'ultimo sovrintenderà ai settori Edilizia sportiva, Grandi opere e cantieri. Sarà dunque lui a occuparsi sia del bando di gara per l'affidamento del diritto di superficie sullo stadio Sant'Elia sia dell'appalto per il nuovo Palazzetto dello sport.
SCIOPERO GENERALE Ieri il Consiglio ha anche approvato un ordine del giorno unitario di sostegno ai lavoratori per lo sciopero generale dell'Isola, in programma venerdì. «Un sostegno doveroso», ha detto il sindaco, raccogliendo l'invito che gli era arrivato dal capogruppo del Pd Ninni Depau. ( a. mur. )



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Mercoledì 27 gennaio 2010

Autorizzazione paesaggistiche: il Comune perde la delega

Il Comune non potrà più rilasciare autorizzazioni paesaggistiche, che da ora in poi dovranno essere richieste solo alla Regione «con un aggravio di incombenze procedurali e un allungamento dei tempi di istruzione». Lo denuncia, con una interrogazione urgente all'assessore all'Urbanistica Gianni Campus, il presidente della commissione urbanistica Massimiliano Tavolacci.
L'esponente dell'Udc rileva che un decreto legislativo del 2004 (il numero 42) ha stabilito che i comuni delegati all'esercizio della funzione autorizzatoria dovessero disporre di strutture dotate di un adeguato livello di competenze tecnico-scientifiche e garantire la differenziazione tra tutela paesaggistica ed esercizio di funzioni in materia urbanistico-edilizia. Una delibera della Giunta regionale del luglio 2009 - aggiunge Tavolacci - ha stabilito i criteri per verificare i requisiti di organizzazione e di competenza. Ma «evidentemente il Comune non ha fatto ciò che doveva fare visto che il 31 dicembre 2009 la Regione ha pubblicato l'elenco dei 90 Comuni che hanno ottenuto la delega a esercitare la funzione autorizzatoria in materia di paesaggio e tra questi non compare Cagliari». Da qui lo stupore di Tavolacci e l'interrogazione all'assessore perché spieghi al Consiglio come mai il Comune ha perso la delega e perché gli uffici comunali non siano in possesso dei requisiti stabiliti dal decreto legislativo e perché dica quali saranno, da ora in poi, le incombenze che ricadranno sui cittadini. (f.ma.)




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Lunedì 25 gennaio 2010

Comune. Serra, Tavolacci e Tumatis ricordano i ritardi dell'esecutivo
Tre consiglieri: «La Giunta ponga rimedio»

Sulla situazione dei baretti c'è tensione all'interno della maggioranza di centrodestra. Tanto che i consiglieri Alessandro Serra, Massimiliano Tavolacci e Claudio Tumatis hanno affidato il loro disagio a un comunicato: «C'è un ordine del giorno unanime del Consiglio che impegna la Giunta a chiedere alla Regione nuovi indirizzi per la redazione di un Pul che sia adeguato alle esigenze e alle ambizioni turistiche della città - scrivono i tre - non si può far finta che nulla sia accaduto. Questo orientamento è stato anticipato dalla commissione già nel 2007. Ogni altro discorso per sminuire un atto approvato dall'assemblea civica, oltre a essere poco rispettoso della positiva dialettica democratica del Consiglio, sarebbe un'ulteriore perdita di tempo, che non ci possiamo permettere. Ora la parola passa alla Giunta».



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Lunedì 25 gennaio 2010

Il 5 febbraio scadranno le ordinanze di demolizione, corsa contro il tempo per evitarle
L'ordine del giorno non salva i baretti
L'assessore regionale Asunis: «Senza Pul niente licenze»

Il Consiglio ha approvato un documento che impegna la Giunta ad aprire un confronto con la Regione.

Il Consiglio comunale pensa di aver risolto la questione-demolizioni con l'ordine del giorno unitario approvato mercoledì? Una pia illusione.
Perché per poter procedere alla ricostruzione dei baretti (o di parti di essi) che dovranno essere demoliti entro la prima decade di febbraio occorrerà attendere che gli uffici siano messi in grado di rilasciare nuove concessioni edilizie. E questo non potrà avvenire prima che l'assemblea civica adotti il Piano di utilizzo del litorale.
LA REGIONE A sostenerlo è l'assessore regionale agli Enti locali e all'Urbanistica Gabriele Asunis, che smorza gli entusiasmi e gli equivoci nati a seguito del documento votato a metà settimana: «Non è sufficiente richiamarsi a delibere o regolamenti edilizi adottati nel 1999 o nel 2000 per superare la legge vigente - ricorda l'assessore - la Regione ha trasferito ai Comuni le competenze in materia di pianificazione e controllo urbanistico sui litorali, prescrivendo loro di adottare un Pul prima di rilasciare nuove concessioni. A oggi, non risulta che questo sia avvenuto. E dunque non c'è alcuna possibilità che i titolari di concessioni che hanno realizzato opere difformi, e che devono essere demolite, possano essere autorizzati a ricostruire, né contestualmente né in un secondo momento».
LE PROSPETTIVE L'unica speranza è legata al confronto tra Regione e Comune (chiesto proprio dai consiglieri attraverso lo strumento dell'ordine del giorno), che avverrà prima nel corso di una conferenza dei servizi in programma per la prossima settimana e poi in un incontro politico che il sindaco dovrà concordare con il governatore Cappellacci. «I margini di manovra non sono poi molti - fa sapere l'assessore Asunis - vediamo cosa hanno da proporci sia l'amministrazione che i rappresentanti dei concessionari. Ma occorre tornare a un regime di regole da rispettare, non si può pensare di demolire e ricostruire come se niente fosse successo».
SERVE IL PUL Del resto dall'assessore comunale all'Urbanistica Gianni Campus, che non è intervenuto nel corso del dibattito sull'ordine del giorno unitario, era già arrivato un allarme: «Senza il Pul non si può risolvere niente - aveva detto ai margini del dibattito consiliare - la Giunta ha approvato il Pul già un anno fa ma il Consiglio non lo ha mai approvato».
Per il presidente della commissione Urbanistica Massimiliano Tavolacci, «è innegabile che il documento unitario non ha un valore esecutivo ma di esclusivo indirizzo politico. Abbiamo delegato la Giunta ad aprire il confronto ma l'abbiamo unitariamente impegnata ad adottare un Pul che ripensi l'offerta turistica sul litorale: più nuove tecnologie, più servizi, più ristorazione».
Ma sarà possibile ricostruire entro l'estate? «Sappiamo tutti che sarà una corsa contro il tempo, ma mi pare che non ci siano soluzioni alternative. È per questo che, come la commissione Urbanistica sta ripetendo da mesi, non è più rinviabile l'avvio del confronto con la Regione».
I CONCESSIONARI I gestori degli stabilimenti e i responsabili del sindacato dei balneari attendono di sapere il da farsi: «Abbiamo fornito una consulenza tecnica e giuridica ai consiglieri che hanno lavorato per predisporre l'ordine del giorno approvato in Comune - racconta Alessandro Murgia, responsabile territoriale del Sib e gestore dell'Emerson - lavorando anche per unire le diverse istanze espresse dalla politica, in uno sforzo a favore delle attività produttive e della città. Ora si tratta di capire quale sarà il percorso che dovrà essere seguito».
LE PROCEDURE Il 5 febbraio scadranno le prime 13 ordinanze di demolizione e la legge prevede che siano gli stessi destinatari a eseguirle. In caso contrario, l'autorità pubblica dovrà verbalizzare l'inosservanza del provvedimento, inoltrandolo sia all'amministrazione che alla Procura della Repubblica. A quel punto i provvedimenti sarebbero ancora più severi: si potrebbe andare dal sequestro dei manufatti al ritiro della licenza commerciale. Fino alla demolizione, eseguita da una ditta incaricata dal Tribunale, a spese dei gestori. Il servizio Edilizia privata, se ci fossero le risorse economiche, si è detto pronto a far entrare in azione le ruspe sin da subito.
ANTHONY MURONI



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Sabato 23 gennaio 2010

Via Dei valenzani
Ville, palazzi, centro benessere
Sì al progetto della cooperativa Cento

A sei anni dalla presentazione del progetto e a tre dal primo parere preventivo del Consiglio comunale la cooperativa Cento incassa dalla commissione urbanistica il secondo sì al piano attuativo per la costruzione, tra via dei Valenzani e viale Ciusa, di 60 ville (20 a schiera e 40 bifamiliari), una palazzina di edilizia agevolata con 24 appartamenti, un centro benessere da 3500 metri quadri e un parco di due ettari.
Ieri la commissione presieduta dall'Udc Massimiliano Tavolacci ha adottato il piano, che ora sarà sottoposto all'attenzione del Consiglio comunale. Se passerà in Aula, sarà pubblicato per 90 giorni all'albo pretorio per le eventuali osservazioni, poi tornerà in commissione e infine in Consiglio per l'approvazione definitiva.
Il progetto prevede un investimento di oltre venti milioni di euro e la cessione al Comune di due aree dove saranno realizzati 24 appartamenti di edilizia agevolata.
Si tratta di una delle prime applicazioni della norma del Piano urbanistico che prevede un premio di cubatura del 30% per le imprese private che realizzano interventi di edilizia agevolata o convenzionata o cedano aree al Comune. «Questa adozione segna un ritorno alla normalità dopo anni di blocchi arbitrari e norme poco chiare», ha detto Tavolacci.
Più duro il commento di Antonio Sardu, direttore della cooperativa Cento. «Il progetto approvato è quello sul quale avevamo già ottenuto il parere preventivo nel 2006 e che è stato bloccato a causa delle norme confuse introdotte dalla Giunta Soru. Uno stop di oltre tre anni che ci è costato 4 milioni di euro di interessi passivi visto che nel 2006 prendemmo un finanziamento di 12 milioni di euro. C'è ancora da fare ma almeno ora, finalmente, c'è una strada aperta, prima c'era il baratro».



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Giovedì 21 gennaio 2010

Poetto. Ordine del giorno in Consiglio: «Ora serve il Pul»
Via libera al salva-chioschetti, il futuro è musica e ristoranti

Maggioranza e opposizione d'accordo dopo un confronto con il Sindacato italiano balneari: «Demolire e ricostruire subito».

Ventotto voti favorevoli, nessun astenuto e nessun contrario. Così il Consiglio comunale ha approvato l'ordine del giorno unitario (predisposto dopo un confronto con il Sindacato italiano balneari) che impegna la Giunta a definire un provvedimento che colleghi demolizione, ricostruzione e spostamento dei chioschetti costruiti al Poetto e sottoposti alle ingiunzioni di demolizione.
IL CONFRONTO Il primo passo sarà quello dell'attivazione di un tavolo di confronto con la Regione per la definizione di un indirizzo più adeguato alle esigenze urbane e turistiche della città. «Tra gli obiettivi fondamentali c'è quello della fruizione del Poetto come spiaggia urbana, per l'intero arco dell'anno, con una pianificazione che sia capace di generare nuova e stabile occupazione», ha detto il capogruppo di Forza Italia Ugo Storelli. Mentre il presidente della commissione Urbanistica Massimiliano Tavolacci ha puntato sulla «definizione della tipologia dei manufatti nel rispetto della compatibilità paesaggistica, della sostenibilità ambientale ed energetica, con la previsione di impianti tecnologici di adduzione e smaltimento di scarso impatto. È chiaro che occorrerà incentivare i concessionari ad adottare sistemi di produzione di energia rinnovabile». Il sindaco Floris, nel suo breve intervento, si è invece soffermato sull'importanza del Poetto «dal punto di vista economico, sociale e culturale».
L'OPPOSIZIONE Dal capogruppo del Pd Ninni Depau e dai consiglieri Andrea Scano e Claudio Cugusi è arrivato un richiamo alla necessità, per il futuro, «di rispettare le regole di salvaguardia» e la convinzione che al più presto «il Consiglio vari un Piano di utilizzo per il litorale, anche perché non deve passare il messaggio che l'ordine del giorno approvato in maniera unitaria sia esclusivamente salva-baretti».
LE NOVITÀ Il documento approvato ieri introduce la possibilità di modificare gli stabili per favorire un servizio di ristorazione innovativo (senza scordare la somministrazione di ricci) e compatibile con le norme sanitarie vigenti: «Ci sono servizi igienici da ricostruire, accanto ai manufatti, sotto la gestione dei concessionari - ha aggiunto Storelli - con l'individuazione di zone di spiaggia da destinare ad attività ludico-sportivo e ricreative e servizi come ombrelloni e docce collegati ai chioschi mediante passerelle». Come anticipato si parla anche di una possibile modifica al Puc per favorire lo sviluppo di attività ricettive (hotel di piccole dimensioni e B&B), oltre che un richiamo alla società Ippodromo per una migliore sistemazione degli spazi attualmente abbandonati.
I BALNEARI Da Alberto Bertolotti e Alessandro Murgia, del Sib, è arrivato un plauso alla decisione unanime del Consiglio: «Finalmente la risorsa balneare è vista nell'ottica della città turistica», hanno detto al termine della seduta. ( a. mur. )



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Mercoledì 20 gennaio 2010

I gestori dovranno demolire ma potranno immediatamente ricostruire nuove strutture
Niente Pul, chioschetti quasi salvi
Oggi in Consiglio un ordine del giorno unitario sul Poetto

Nella proposta di Forza Italia, che oggi la commissione farà propria, c'è anche un riferimento a nuove strutture ricettive sul litorale.

Ancora 24 ore di passione, anche se la soluzione per evitare le demolizioni dei chioschetti al Poetto sarebbe stata trovata. Il Consiglio ha deciso di non pronunciarsi sul nuovo Pul e di procedere a un approfondimento, nel tentativo di trovare una posizione unitaria, come già era successo in commissione Urbanistica. Si va verso un ordine del giorno che impegnerà la Giunta ad adottare provvedimenti che permetteranno agli attuali concessionari di ricostruire strutture amovibili già subito dopo la demolizione. Questo anche grazie alle proroghe delle concessioni demaniali, arrivate da Regione e Parlamento.
LA NOVITÀ Ieri il capogruppo di Forza Italia Ugo Storelli ha depositato una bozza che superava il precedente ordine del giorno adottato all'unanimità dalla commissione. Una proposta che ha suscitato le sarcastiche reazioni dei consiglieri del Pd che, nel corso del voto su alcune pratiche urbanistiche (tra queste una sull'accordo di programma per la costruzione del centro intermodale, tra piazza Matteotti e viale La Playa), non hanno mancato di ricordare la rottura dei patti. Alla fine la decisione di congelare il voto: «Facciamo nostro il buon contributo portato dai colleghi di Forza Italia - dice il presidente della commissione Massimiliano Tavolacci - ci sono particolari da limare, questo dovrà essere fatto con il contributo delle opposizioni».
L'IMPEGNO La maggioranza (ottenendo la sostanziale convergenza del gruppo Pd) ribadisce di voler salvaguardare le attività esistenti, «purché con un profilo in linea con le leggi e i regolamenti vigenti». È stata ottenuta la disponibilità da parte della gran parte delle aziende operanti sul litorale, per una immediata demolizione di tutte le strutture abusive: «Considerato che esiste un regolamento edilizio che permetterebbe ai concessionari di ricostruire strutture amovibili, dopo la demolizione delle opere non conformi - ricorda il capogruppo azzurro Storelli - ci sono le condizioni perché l'amministrazione adotti una procedura urgente che colleghi demolizione e ricostruzione».
LE MODIFICHE Nella proposta di ordine del giorno (che parla esplicitamente di un confronto da avviare con la Regione) si introducono altri principi innovativi: l'utilizzo del Poetto per l'intero arco dell'anno, l'adeguamento delle dimensioni della struttura, con possibile apertura di attività di ristorazione, la predisposizione di un adeguamento del Puc per favorire la nascita di attività ricettive, come hotel di piccole dimensioni e B&B. ( a. mur. )



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Martedì 19 gennaio 2010

Forza Italia propone un documento salva-chioschetti. L'opposizione: «Troppo tardi». I gestori ricorrono al capo dello Stato
Poetto, trattativa per evitare le ruspe
Tra due settimane scadrà l'ultimatum per la demolizione

Il consiglio comunale potrebbe discutere già oggi l'ordine del giorno proposto da Forza Italia. Probabile una fusione con il documento preparato dalla commissione urbanistica prima delle feste natalizie.

Tempo (quasi) scaduto: il calendario dice che tra poco più di due settimane le ordinanze di demolizione notificate all'inizio di novembre ai proprietari dei chioschi del Poetto potrebbero diventare realtà. E senza nessun atto politico salva-chioschetti a febbraio si metterebbe in moto la procedura di «demolizione coatta» degli abusi edilizi contestati dalla procura della Repubblica. Intanto a pochi giorni dal gong arriva la proposta di Forza Italia: un ordine del giorno che consenta di evitare la distruzione dei baretti fine a se stessa e serva per avviare una «procedura urgente» che colleghi «la demolizione, la ricostruzione e, laddove si rendesse necessaria, la traslazione delle aree delle attività interessate». Un documento che si aggiunge a quello già preparato dalla commissione urbanistica prima delle feste natalizie e mai votato dal consiglio comunale.
L'ATTO Il capogruppo azzurro Ugo Storelli spiega che il nuovo atto «sarà più chiaro nei confronti del sindaco e della giunta, soprattutto se si pensa alle trattative che dovranno essere aperte con la Regione per la revisione dei vincoli voluti dal governo Soru». Oltre a impegnare l'esecutivo Floris a salvare il salvabile (cioè i chioschetti e le concessioni demaniali, allungate recentemente dal decreto milleproroghe e dunque i servizi essenziali della spiaggia) il documento detta anche gli indirizzi per il Piano di utilizzo dei litorali. Primo: il Poetto deve vivere per 12 mesi all'anno e non solo per 9. Punto numero due, le concessioni dovranno essere adeguate: le dimensioni delle aree cedute ai privati dovranno avere «prevalente concezione turistica» e non si potranno limitare alla sola «produzione di servizi». Non solo: deve essere prevista una «turnazione annuale» dei concessionari. Quindi spazio alla ristorazione (anche se in modo «diversificato»), alle attività commerciali, ai bagni «da ricostruire» e affidare alla «custodia dei concessionari» e a zone di attività «ludico-sportive-ricreative».
OK DELLA MAGGIORANZA Un ordine del giorno che potrebbe ricevere il via libera della maggioranza già questa settimana: domani il centrodestra si riunirà prima della seduta di Consiglio per esaminare il testo e trovare una linea comune su Pul e demolizioni. Claudio Tumatis (Lavoro&Quartieri) parla di un documento «blindato» almeno nella parte che prevede il salvataggio dei chioschetti: «La spiaggia deve essere aperta anche alla ristorazione». Anche Alessandro Serra (An) è in linea con la proposta forzista, che consentirebbe di arrivare alla conferenza dei servizi indetta dal Suap (sportello unico per le attività produttive della Regione) per il 27 gennaio. Per il presidente della commissione urbanistica Massimiliano Tavolacci (Udc), l'atto è «buono per affrontare l'emergenza ma lascia un po' perplessi quando prevede una turnazione tra i gestori». È probabile che tra oggi e domani la maggioranza trovi l'accordo con una fusione dei due ordini del giorno (quello della commissione e quello di FI). Dall'opposizione però non arrivano buoni segnali: «Non ci sono le condizioni politiche per sostenere il documento di Forza Italia, che si sovrappone a un altro ordine del giorno mandato avanti dalla commissione urbanistica. Per noi c'è prima quello», annuncia Claudio Cugusi (Pd). Il collega Andrea Scano trova sorprendente che l' odg arrivi «a due settimane dalla scadenza delle ordinanze quando l'argomento è noto da molti mesi, anzi da anni». Ancora: «Ho il timore che dietro questa operazione ci sia la volontà di far scadere i termini e far abbattere i baretti».
LA MOSSA Nel frattempo, qualcosa si muove anche sul fronte legale: il consorzio Poetto service, dopo aver abbandonato l'ipotesi del ricorso al Tar per congelare le ordinanze di demolizione, si potrebbe rivolgere direttamente al capo dello Stato. Innanzitutto per una banale questione di scadenza dei termini: rivolgendosi direttamente al Quirinale, il tempo a disposizione per presentare l'impugnazione passerebbe da 60 a 120 giorni. In questo modo - spiega l'avvocato del consorzio Carlo Fanari - si potrebbe attendere un segnale da Palazzo Bacaredda. Che ci sia poco da scherzare lo si capisce dalle parole del dirigente comunale Mario Mossa, per il quale le ordinanze per i chioschetti sono «normali pratiche per abuso edilizio». Allo scadere dell'ultimatum, potrebbero arrivare i sigilli della Procura e dopo (ovvero con i non rapidissimi tempi della burocrazia) le ruspe. Salvo che il consiglio comunale non batta un colpo.
MICHELE RUFFI



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Mercoledì 13 gennaio 2010

Ieri l'inizio del dibattito, atteso il voto finale sugli adempimenti richiesti dalla Figc. La società di Cellino ha donato il progetto
Cagliari prende il treno degli Europei
Oggi i pronunciamenti di Consiglio e Giunta sul Sant'Elia

Ieri la prima parte del dibattito, con le critiche alla Giunta da parte dell'opposizione e del consigliere riformatore Lino Bistrussu. Dalla maggioranza un'apertura di credito al sindaco.

Un ordine del giorno del Consiglio comunale e una delibera di Giunta. Così, con la discussione avviata ieri nell'assemblea civica e gli atti formali che verranno assunti nelle riunioni in programma oggi al mattino (per l'esecutivo) e alla sera (il Consiglio), l'amministrazione arriva puntuale alla consegna del dossier per la candidatura agli Europei 2016. Entro lunedì, infatti, tutta la documentazione dovrà pervenire alla segreteria della Figc.
LA DISCUSSIONE È stata incardinata in Consiglio ieri, quando il presidente Corsini ha dato la parola ai consiglieri Franco Masia (FI) e Lino Bistrussu (Riformatori), che hanno presentato due distinte mozioni sulla questione. Il primo di sostegno al progetto dell'amministrazione sul nuovo stadio, il secondo (primo firmatario di un documento fatto proprio dalle opposizioni) profondamente critico. Subito dopo parola al sindaco: «Da tempo abbiamo assunto atti che documentano la necessità di dotare la città di un nuovo stadio», ha detto il primo cittadino. «L'attuale Sant'Elia è sprovvisto dei requisiti Uefa. L'avremmo fatto a prescindere, ma la possibilità di prendere il treno degli Europei ha velocizzato le cose».
LA NOVITÀ L'ordine del giorno verrà votato oggi dal Consiglio e recepirà le richieste della Figc, facendo propria la delibera di Giunta che nel novembre scorso ha fissato i termini per la cessione del diritto di superficie sull'area dello stadio Sant'Elia. La novità, richiesta esplicitamente dalla Federazione, è data dal fatto che il Comune assume la regia completa dell'iniziativa, diventando proprietaria del progetto di massima fatto redarre dal Cagliari calcio. La società ha ceduto il progetto preliminare a titolo collaborativo, impegnandosi a non accampare alcuna pretesa a seguito dello svolgimento della gara d'appalto e il costo di massima degli interventi di rifacimento dello stadio ammontano a 50 milioni di euro.
LA SPESA I costi sarebbero così cresciuti del 40 per cento (passando da 30 a 50 milioni) a seguito delle pretese Uefa e Figc di un progetto per un impianto dotato almeno di 33 mila posti a sedere, tribune stampa, Vip e Fan zone, parcheggi riservati all'interno. L'impegno che il Consiglio chiede alla Giunta, che dovrà riunirsi oggi, è quello di dar corso alle procedure tese a pervenire «alla selezione del soggetto che, previa assegnazione di diritto di superficie sulle aree dell'attuale stadio, opererà la riqualificazione dello stesso, assicurando il rispetto delle tempistiche indicate dalla Figc e dall'Uefa, sostenendo la candidatura dell'Italia quale nazione ospitante gli Europei 2016».
OPERE PUBBLICHE Un ulteriore adempimento sarà richiesto, nei prossimi giorni, all'esecutivo guidato da Emilio Floris: la Giunta dovrà inserire, entro i termini di legge, l'intervento di riqualificazione del nuovo stadio nel programma triennale delle opere pubbliche, specificando che gli interventi di ristrutturazione della struttura sportiva verranno integralmente finanziati, dal punto di vista economico, dal soggetto assegnatario del diritto di superficie.
IL DIBATTITO Gli interventi di ieri hanno ribadito posizioni già note: Lino Bistrussu, Paolo Casu, Ninni Depau, Claudio Cugusi hanno ribadito la loro contrarietà all'ipotesi-demolizione, criticando il sindaco e la maggioranza: «Avete alimentato il dibattito sulla stampa e in sedi diverse dal Consiglio», hanno detto tutti, «il Sant'Elia non deve essere demolito ma eventualmente impiegato per i grandi eventi musicali o per manifestazioni sportive extra-calcistiche». Dalla maggioranza Stefano Schirru, Alessio Mereu, Massimiliano Tavolacci, Aurelio Lai, Claudio Tumatis, Ugo Storelli e Sandro Vargiu hanno firmato un'apertura di credito nei confronti degli ultimi atti dell'amministrazione, ma nel corso dei loro interventi hanno chiesto «che il sindaco riferisca con completezza al Consiglio sulla situazione e sugli atti adottati nell'ultimo anno, sia in tema di nuovo stadio che di candidatura per gli Europei 2016». Gialeto Floris (Idv) ha chiesto più serenità: «Basta con i preconcetti, discutiamo finalmente nel merito». Il dibattito proseguirà stasera: al termine il sindaco ha annunciato di voler porre in votazione l'ordine del giorno di sostegno alla delibera che la Giunta sarà chiamata ad adottare stamattina.
ANTHONY MURONI



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Mercoledì 06 gennaio 2010

Comune. Interrogazione bipartisan al sindaco Floris firmata da sei consiglieri
«Chiarezza sull'appalto per la raccolta-rifiuti»

Tre consiglieri di maggioranza (Tavolacci, Businco e Casu) e tre di minoranza (Depau, Scano e Cugusi), uniti dalla necessità di chiarimenti sulla proroga dell'appalto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, firmata qualche giorno fa dal sindaco. «Il rischio di commissariamento da parte della Regione è stato fugato? - si chiedono i consiglieri - quali sono le cause del rinvio del progetto esecutivo per la gestione dei rifiuti e della gara d'appalto per l'affidamento del servizio, tenuto conto che il contratto con la società Azura Srl per la predisposizione del progetto è stato stipulato circa due anni fa?». Secondo i consiglieri l'ennesimo rinvio è stato determinato dalla situazione di caos politico e gestionale dell'amministrazione comunale: «Il Consiglio deve essere informato tempestivamente su tutte le problematiche che hanno portato all'ennesima proroga del servizio di raccolta dei rifiuti ed in particolare - aggiungono i sei - vogliamo saperne di più sul contratto di proroga, sull'evoluzione del rapporto di consulenza con la società Azura e sullo stato dell'arte del progetto esecutivo del nuovo servizio di gestione integrata dei rifiuti, a base della gara di affidamento, e sul disciplinare di gara per valutare le modalità di assegnazione».




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Sabato 02 gennaio 2010

Brindisi sotto una pioggia di auguri
Cagliari: in 30mila per Baglioni e l'Orchestra di Piazza Vittorio

Neanche la pioggia, arrivata prima della mezzanotte a “rinfrescare” i 30 mila ai piedi del grande palco di via Roma, ha rovinato il brindisi al 2010 celebrato in piazza seguendo i ritmi classici, malinconici e iper-glicemici di testi e musiche di Claudio Baglioni.
L'OK DEL PUBBLICO Ancora una volta la folla ha mostrato di gradirne la presenza, seppure in uno show che non passerà di certo allo storia per pathos e dialoghi diretti tra star e pubblico. In un certo senso, pur con un parterre notevolmente ridotto, è andata meglio dall'una di notte in poi, quando il sound dell'Orchestra di Piazza Vittorio ha veramente scatenato chi ha deciso di sfidare l'acquazzone che aumentava d'intensità ed è rimasto in piazza.
LA FESTA Chi si aspettava uno show rutilante non poteva che restare deluso. Ma, del resto, Baglioni non è Fiorello. Cantare, canta. Regalare emozioni antiche? Le regala. E la piazza applaude, salta e urla. Da “Avrai” (intonata alle 22.40) al saluto finale (30 minuti dopo mezzanotte) con “Questo piccolo grande amore” Claudio scalda i cuori, mettendo in campo il suo indubbio talento. Concede giusto un paio di carezze («Facciamo Cagliari capitale del Mediterraneo» e «Questa è un'isola stupenda») e poi brinda sul palco assieme all'assessore regionale Ketty Corona e a quello comunale Anselmo Piras. Il sindaco Emilio Floris non c'è (del resto aveva già vissuto intensamente il concerto di quest'estate all'Anfiteatro) ma Claudio non se ne accorge. Bacia l'assessore Corona (che confesserà di essere sempre stata una fan: «I suoi primi album sono stati la colonna sonora della mia adolescenza») e stappa le bottiglie insieme a Piras. Poi, con la scusa che lo spettacolo dei fuochi artificiali si svolge alle spalle del palco (dieci minuti di svolazzi pirotecnici, dall'indubbio effetto scenografico), a mezzanotte e cinque ha già ripreso a svolgere, nell'ultima parte davvero senza alcuno slancio, il suo copione. Ancora quattro o cinque canzoni, sotto una pioggia nel frattempo diventata battente, e poi il passaggio del testimone con l'Orchestra di Piazza Vittorio.
COMUNE Mentre il presentatore Matteo Bruni intrattiene il pubblico in attesa che il palco sia pronto per la nuova esibizione, nelle sale del palazzo del Municipio (addobbate a festa) si brinda al nuovo anno e si scaldano i muscoli in vista delle prossime battaglie politiche: con l'assessore Ketty Corona c'è anche il fratello Giorgio (medico ed ex capogruppo di Forza Italia in Regione). Poco più in là un capannello attorno al collega Antonello Liori, da dieci mesi dominus della sanità sarda. E poi il presidente del Consiglio comunale Sandro Corsini, l'assessore Giuseppe Farris, i consiglieri Ettore Businco, Stefano Schirru, Giorgio Cugusi, Sandro Vargiu, Marisa Depau, Aurelio Lai, Marco Piras e Massimiliano Tavolacci. E ancora funzionari del Comune e un manipolo di “notabili” cagliaritani, con signore in abito da sera e mariti in giacca e cravatta d'ordinanza. Si fa la fila davanti al tavolo con l'immancabile zampone e un assortimento di grana e salsiccia. Si brinda con le bollicine e ci si accalca alle finestre che si affacciano sul palco della festa. Qualcuno dirà: «Io c'ero». E magari mostrerà le prove, esibendo le fotografie.
IN PIAZZA Tra la gente si registrano solo volti sorridenti e questa è già una notizia, anche se un'inchiesta de “Il Sole 24 ore” aveva già rivelato che a queste latitudini ci si sente i più felici d'Italia. Forse ci si aspetta veramente tanto dal 2010 appena arrivato o forse non si vedeva l'ora di lasciarsi alle spalle un 2009 che per pochi varrà la pena di essere ricordato. In piazza si brinda bevendo lo spumante direttamente dalla bottiglia, da mezzanotte e mezzo in poi la festa sembra diventare improvvisamente proprietà dei giovani. All'una ci si ricorda che Cagliari è multietnica: sotto i portici di via Roma e su per il Largo, fino quasi a piazza Yenne, sono i giovani di colore a scandire il ritmo del ballo, seguendo le melodie che dal palco vengono distribuite dall'Orchestra di Piazza Vittorio. Un' ensemble veramente efficace, con i sedici componenti che mescolano le loro origini e i loro studi in un abile mix, che impedisce a chi ascolta di non dimenarsi. Tunisia, Italia, Brasile, Cuba, Senegal, Stati Uniti, Argentina, Ecuador e Ungheria: ognuna delle diverse culture musicali porta qualcosa al tavolo della festa. E la gente balla sotto la pioggia, ricordando l'inno all'allegria regalato mezzo secolo fa da Gene Kelly.
ANTHONY MURONI



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Domenica 20 dicembre 2009

Poetto. Il consorzio dei chioschetti chiede di far presto: pronti a qualche rinuncia
«Baretti, a rischio la sopravvivenza»
In arrivo una soluzione politica sul Pul. «Le modifiche dopo»

Le ordinanze di demolizione dovranno essere applicate entro la metà di febbraio. Le rassicurazioni del sindaco: «Stiamo lavorando».

Una soluzione politica che consenta agli operatori del Poetto di tenere in vita la speranza di poter proseguire la loro attività sul lungomare, pur in presenza delle ordinanze di demolizione partite dal Municipio ai primi dello scorso mese di novembre.
SOLUZIONE POLITICA A sollecitarla sono anzitutto i rappresentanti del consorzio “Poetto services”, che nei giorni scorsi sono stati anche ascoltati dalla Procura. «Il provvedimento adottato dagli uffici comunali certifica una situazione che va avanti da almeno venti anni - dice Sergio Mascia, presidente del sodalizio del quale fanno parte 10 dei 21 gestori raggiunti dalle ordinanze - ora non ci si può chiedere di aspettare un nuovo confronto con la Regione, che potrebbe andare avanti anche per un anno. Serve un provvedimento-ponte, che ci consenta di salvare gli investimenti e di far sopravvivere le nostre attività. L'alternativa è il disastro».
I GESTORI Sulla buona volontà della gran parte dei gestori dei chioschi realizzati sul litorale è pronto a giurare l'avvocato Carlo Fanari, vicepresidente della “Poetto services”: «Pagano Ici e Tarsu, hanno persino accatastato gli immobili. Non possono avere l'autorizzazione urbanistica solo perché non c'è un Piano di utilizzo di litorale vigente. Tutti si dicono contrari alle esagerazioni e alle fughe in avanti che magari si possono essere registrate in qualche caso. Ma hanno diritto alla sopravvivenza, anche in considerazione degli investimenti fatti e del servizio che forniscono a una clientela che è sempre più vasta ed esigente».
LA POLITICA L'obiettivo degli associati nel Consorzio è quello di restare fuori dalla bagarre politica che potrebbe nuovamente scoppiare sul tema: «Non vogliamo essere strumentalizzati né dalla maggioranza né dall'opposizione - chiarisce Mascia - siamo grati a tutti i consiglieri che si stanno occupando del nostro problema, speriamo solo di non essere immolati sull'altare della contesa politica». Intanto i contatti con chi dovrà decidere proseguono a gran ritmo: «Ci hanno assicurato che la questione verrà affrontata nel corso della riunione di Consiglio in programma martedì - conclude Mascia - la nostra proposta è quella di approvare il Pul che ha già ricevuto il via libera dalla Giunta nello scorso mese di febbraio. Il provvedimento ci metterebbe in condizione di regolarizzare la nostra posizione, pur con alcune rinunce dal punto di vista dei servizi da erogare. Per le migliorie, che arriverebbero dal confronto con la Regione, c'è sempre tempo».
IL SINDACO Dal sindaco Emilio Floris arriva un'apertura: «Non so cosa si riuscirà a fare nell'unica seduta in programma entro la fine dell'anno - dice il primo cittadino - ma l'impegno è quello di affrontare definitivamente la questione all'inizio del mese di gennaio, quando alla scadenza dei termini imposti dall'ordinanza mancherà ancora un mese. L'ipotesi è proprio quella di approvare una prima ipotesi di Pul, allegando un ordine del giorno che impegni la Giunta ad avviare un confronto con la Regione per la modifica delle linee guida. La questione del Poetto resta centrale per l'amministrazione: vogliamo dare regole certe, che possano rappresentare un volano per lo sviluppo economico e per la crescita dell'offerta turistica della nostra città».
LA COMMISSIONE Dal presidente della commissione Urbanistica Massimiliano Tavolacci non arriva una chiusura, ma comunque un invito a scelte definitive: «L'emergenza va certamente affrontata - ricorda - e dunque non siamo pregiudizialmente contrari a provvedimenti che ci consentano di risolvere le situazione nell'immediato. Ma deve essere chiaro che il confronto con la Regione va aperto senza ulteriori indugi». ( a. mur. )



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Sabato 05 dicembre 2009

Piano del litorale. Impegno del sindaco Floris per fermare le demolizioni al Poetto
La partita del Pul si gioca in Regione
La commissione: «Deroghe per ristoranti e musica dal vivo»

Domani alle 14, al Calypso, nuova riunione del comitato dei gestori dei baretti.

Pieno mandato al sindaco Emilio Floris per attivare un tavolo di concertazione con la Regione, finalizzato alla rivisitazione delle linee guida del Piano di utilizzo dei litorali e la risoluzione dell'emergenza legata ai provvedimenti per la demolizione dei baretti del Poetto. È questo l'indirizzo “bipartisan” che ieri è venuto fuori dalla riunione della commissione comunale Urbanistica, che ha riesaminato il Pul, come da indicazione arrivata nei giorni scorsi dal Consiglio comunale.
ACCORDO TRASVERSALE La risoluzione sarà ora riassunta in un ordine del giorno che verrà votato, nella prima riunione utile, dall'assemblea civica: «Al tavolo dovranno essere presenti attivamente anche rappresentanti del Consiglio - chiarisce Massimiliano Tavolacci, presidente della commissione - gli indirizzi che verranno fatti propri dalla Giunta per l'attivazione del tavolo sono finalizzati a garantire la fruizione del bene della spiaggia quotidianamente e per tutto l'anno. Salvaguardandone l'identità, l'ambiente e l'attuale tipologia di utilizzo da parte dei cittadini».
GLI INDIRIZZI Alla presenza dell'assessore comunale all'Urbanistica Gianni Campus, che si è mostrato sostanzialmente d'accordo, si è anche concordato che le tipologie di attività da proporre alla Regione dovranno essere adeguate ai tempi e alla richieste dell'utenza: ristorazione, esercizi commerciali e categorie merceologiche ammesse, servizi per attività sportive anche invernali (surf, diving e snorkeling), intrattenimento e svago (musica dal vivo e ballo). «Le attività dovranno essere localizzate in relazione al tessuto urbano adiacente, con prevalenza della ristorazione nelle zone fortemente urbanizzate e dell'intrattenimento in quelle più libere - aggiunge Tavolacci - la tipologia dei manufatti dovrà essere paesaggisticamente compatibile».
SÌ AI RISTORANTI A questo proposito si parla di parametri legati all'intrusione visiva, alle dimensioni contenute ma compatibili con le norme per l'esercizio di attività commerciale e di ristorazione: «Qualcosa di ambientalmente sostenibile - conclude il presidente della commissione - con un limitato impatto sull'arenile, poco inquinamento e molta attenzione alla pulizia, parziale autoproduzione energetica, impianti tecnologici di adduzione e smaltimento di scarso impatto. Le dimensioni e i costi, infine, dovrebbero essere rapportate alla prevalente fruizione libera della spiaggia».
LA NOVITÀ E, a proposito di concessioni demaniali, ieri la Giunta regionale ha adottato una delibera che punta a eliminare ogni incertezza sulla gestione delle attività dei titolari delle concessioni per finalità turistico-ricreative, dovuta all'ormai prossima entrata in vigore della direttiva europea. «Con la delibera - dice Asunis - abbiamo dato risposte alle forti preoccupazioni dei titolari delle concessioni demaniali, sfociate in ripetute e insistenti manifestazioni. Mettiamo in campo un provvedimento che potrà offrire ai cittadini e ai turisti adeguati servizi balneari, garantendo la corretta fruizione degli arenili, rivitalizzando un settore già fortemente colpito da una profonda crisi».
LE PROTESTE Intanto i gestori dei baretti proseguono la mobilitazione: ieri, attraverso il gruppo “Povero Poetto” di Facebook (oltre 9500 gli aderenti), hanno iniziato a pubblicizzare una nuova riunione per domani alle 14 al Calypso. All'ordine del giorno le nuove iniziative di protesta da attivare nei prossimi giorni.
ANTHONY MURONI



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Mercoledì 02 dicembre 2009

La polemica
Dura replica del centrodestra a “Italia nostra”

Alla lettera-appello per evitare la demolizione dello stadio Sant'Elia inviata dal presidente di “Italia nostra Sardegna” Fanny Cao al presidente della Regione Ugo Cappellacci, e al sindaco di Cagliari, Emilio Floris, rispondono i consiglieri comunali Alessandro Serra, Ugo Storelli, Massimiliano Tavolacci, Giorgio Adamo e Alessio Mereu: «Dov'era Italia Nostra quando nel Master-plan proposto da Rem Koolhaas si proponeva la demolizione del Sant'Elia per realizzare palazzi? - si chiedono i cinque consiglieri del centrodestra - e come mai ha taciuto quando è stato proposto un progetto che avrebbe rivisitato totalmente lo stadio Amsicora, dato che è quest'ultimo l'impianto in cui il Cagliari ha vinto lo scudetto?». Gli esponenti della maggioranza si interrogano anche sul messaggio che sarebbe sottinteso: «Per fare palazzi abbattere il Sant'Elia va bene e invece per realizzare un nuovo stadio no? - si chiedono ancora - la città, la squadra e i tifosi hanno bisogno di uno stadio moderno, adeguato alle norme vigenti e idoneo a ospitare le gare di serie A e le competizioni internazionali. Crediamo fortemente che si debba proseguire sulla strada tracciata dal Comune, dalla Regione e dal Cagliari calcio».



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Giovedì 26 novembre 2009

Le linee di indirizzo venute fuori dal dibattito interno
La Commissione: sì al cibo, allo spettacolo e al commercio

Il chiosco simile ai casotti dove comprare una bibita o un panino e tutt'al più un'insalata? Carino, ma superato. Perché «i cagliaritani chiedono altri servizi». Concessioni stagionali per stabilimenti balneari da smontare a fine ottobre e da rimettere in gara anno per anno? Nessun imprenditore investirebbe.
Su questi argomenti la commissione urbanistica ha ragionato dalla fine del 2006, cioè da quando è entrato in vigore il Ppr, a tutto il 2007. Un ragionamento che ha coinvolto la Giunta ed i concessionari, che da anni chiedono regole certe (e nel frattempo infrangono quelle esistenti). Dal dibattito in commissione è scaturito un documento di indirizzo che l'esecutivo non ha recepito se non in minima parte.
IL DOCUMENTO L'atto dei commissari tiene conto di una costante tendenza a «un nuovo riappropriarsi del litorale, non solo nel periodo estivo». Per questo, secondo i consiglieri, «è necessaria una diversa pianificazione che renda coerente l'utilizzo della spiaggia con le attività culturali e di svago, con la fruizione del bene paesaggistico, con la quotidianità delle attività legate alla ristorazione ed alla ricettività turistica, con le residenze che si affacciano sul litorale, con la nuova viabilità alleggerita dalla funzione di attraversamento e riorientata alla fruizione locale».
Il riferimento alla quotidianità non è casuale. Perché la commissione prende atto del fatto che le attività produttive, dagli stabilimenti ai chioschi, sono «parte integrante del valore della spiaggia» e della «vita dei cagliaritani». Per questo è stato un errore limitarsi «ad un mero recepimento delle normative regionali per scrivere un Pul insufficiente a rispondere ai bisogni della città», come ha rilevato il presidente Massimiliano Tavolacci.
Del resto, scrivono i commissari «le norme contenute nelle direttive emanate dalla Regione sono state predisposte per garantire la conservazione e la tutela degli ecosistemi locali costieri, per l'armonizzazione dello sviluppo sostenibile di tali territori, per la riqualificazione ambientale delle aree compromesse da interventi antropici invasivi ed incoerenti». E per questa ragione «non riescono ad intercettare le problematiche legate alla singolarità caratteristica del Poetto». Che, appunto, è un quartiere ricco di servizi. Da regolamentare e organizzare.
«TRATTATIVA CON LA REGIONE» Da qui la necessità di una ulteriore interlocuzione con la Regione, «allo scopo di riconsiderare i limiti imposti dalle norme vigenti... non per superare le norme regionali ma per un loro arricchimento».
L'obiettivo è scongiurare «una nuova desertificazione nei mesi invernali e una assenza di servizi anche nei mesi estivi, come accadeva negli anni '80».
Concretamente, la commissione - in accordo con i gestori - chiede concessioni più lunghe, la possibilità di fare piccola ristorazione in laboratori di 140 metri quadri (più gli spazi per i servizi), di fare musica e intrattenimento, chiede la possibilità di commercializzare prodotti attinenti alla balneazione, dalle creme solari agli occhiali, dagli asciugamani ai racchettoni «che al momento, paradossalmente, sono riservati ai venditori abusivi, che così verrebbero ridimensionati».
POETTO DIVISO Sul piano delle attività ammissibili, tuttavia, la commissione divide in due il Poetto: da una parte, quella a ridosso del centro abitato (tra Marina Piccola e la quinta fermata), la ristorazione. Più avanti, nella parte non abitata, le attività di intrattenimento. Un modo «intelligente di dislocare le attività, che tiene conto della situazione esistente e delle esigenze della città». (f.ma.)




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Giovedì 26 novembre 2009

A confronto la delibera dell'esecutivo sul Piano del litorale e la linea emersa in Consiglio: due concezioni differenti
Poetto, le liti e le proposte di rilancio
Floris: «Tavolo con la Regione per riscrivere le norme»

Le ordinanze di demolizione che impongono di radere al suolo 19 baretti entro tre mesi sono una spada di Damocle sul futuro del Poetto. E lo è anche l'inchiesta della Procura della Repubblica che punta a individuare i responsabili degli abusi.
Ma forse c'è una via d'uscita, una soluzione transitoria che potrebbe contribuire a sospendere gli effetti dell'ordinanza: la riapertura di un tavolo di confronto con la Regione per modificare le norme che legano indissolubilmente il Piano di utilizzo del litorale al Piano paesaggistico regionale. La ragione è evidente: il Poetto non è solo una spiaggia ma anche un quartiere con servizi consolidati.
La strada del dialogo è quella che la commissione Urbanistica ha indicato da tempo. Ora il sindaco Emilio Floris e l'assessore all'Urbanistica Gianni Campus, seppure tardivamente, hanno deciso di percorrerla. Ieri in Consiglio comunale il presidente della commissione, Massimiliano Tavolacci, ha chiesto la sospensione del dibattito in corso proprio per consentire la riapertura del “tavolo”. Dopo tre interventi la sospensione c'è stata, «per consentire l'esame di alcuni emendamenti». Negli articoli pubblicati sotto, il confronto tra la proposta della Giunta all'esame dell'Aula e quella della commissione, che contiene le richieste di chi lavora nel litorale.



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Lunedì 09 novembre 2009

Poetto. Dopo la firma delle ordinanze di demolizione si apre il dibattito sul futuro dei chioschetti
«Diritto di prelazione per gli attuali gestori»
La maggioranza: nuove norme per i baretti ma senza cacciare i titolari

La bozza di Pul che la Giunta comunale ha inviato al Consiglio prevede concessioni annuali da rinnovare al massimo per quattro anni.

Una spiaggia urbana che ogni estate subisce la pressione di 400 mila potenziali visitatori e che nella stagione turistica del prossimo anno potrebbe presentarsi completamente trasformata. Se l'ordinanza di demolizione per i 21 baretti del Poetto (partita nei giorni scorsi dal Comune) dovesse essere effettivamente eseguita, l'offerta di servizi si ridurrebbe drasticamente.
LA CRITICA «La questione del Piano di utilizzo del litorale è stata fin qui gestita non bene dalla Giunta comunale - azzarda Massimiliano Tavolacci, esponente dell'Udc e presidente della commissione Urbanistica - è dal 2006 che ne parliamo ma il Consiglio non ha mai potuto esprimersi in materia. Avevamo chiesto all'esecutivo di aprire un tavolo di confronto con il governatore Cappellacci e l'assessore Asunis, per ricontrattare i parametri stabiliti dalla legge voluta da Soru. Ma non siamo stati ascoltati».
I PROBLEMI Il Piano approvato alla fine del gennaio scorso dalla Giunta comunale prevede alcune novità che sono fortemente contestate dagli attuali gestori. Anzitutto ci sono problemi per quel che riguarda la localizzazione dei baretti, che sono stati previsti in posti totalmente diversi rispetto agli attuali. In ogni caso tutti dovrebbero arretrare di qualche metro, per lasciar spazio a una passerella che attraverserà longitudinalmente l'arenile. C'è poi un problema legato alle dimensioni: tutti perderebbero per strada circa il 30 per cento di cubatura. E la necessità, prevista dalle normative comunitarie, di bandire delle nuove gare di evidenza pubblica per le nuove concessioni.
IL FUTURO La bozza di Pul che la Giunta comunale ha inviato al Consiglio prevede anche altre novità che potrebbero spazzar via non solo fisicamente l'attuale conformazione del Poetto: le concessioni verrebbero rilasciate a cadenza annuale e potrebbero essere rinnovate al massimo per un quadriennio, prima di una nuova gara pubblica. Non sarebbe previsto nessun servizio di ristorazione ma solo la somministrazione di bevande e cibi precotti. E gli stabilimenti potrebbero disporre al massimo di 40 spazi-ombra. Significherebbe avere un ridotto margine di guadagno, che metterebbe a rischio la buona riuscita dell'azione imprenditoriale.
LA POLITICA Edoardo Tocco, consigliere regionale (Pdl) e comunale (Forza Italia), dice di non essere d'accordo «con la cacciata dei commercianti del Poetto. Vanno seguite le normative regionali e comunali, ma sono contrario a mettere la gente sulla strada da un giorno all'altro. Servono una soluzione transitoria e un diritto di prelazione da assegnare agli attuali gestori». Di ricerca di una soluzione politica parla anche il capogruppo di An Alessandro Serra: «Vogliamo un'amministrazione, compresa la parte burocratica, amica di chi fa impresa - sostiene - immaginiamo un Poetto in cui si possano svolgere attività balneari, cenare, sentire musica dal vivo, in maniera compatile con il territorio».
Da Andrea Scano (Pd), critiche al Comune: «La situazione, senza regole certe e con ordinanze di demolizione in arrivo, è l'inevitabile risultato di anni e anni di inerzia e ritardi. Il Pd sta rimarcando da anni l'urgenza dell' approvazione di un piano che dovrebbe gestire con regole chiare e precise i litorali cagliaritani». Per Lorenzo Cozzolino, consigliere del Pd, «si deve arrivare a capire che i baretti non possono stare sulla spiaggia per dodici mesi l'anno - sostiene - servono strutture amovibili, utilizzabili solo in primavera e in estate. Serve anche una maggiore tutela dei residenti».
Massimo Zedda, consigliere regionale e comunale di Sinistra e libertà, ricorda che «per anni il litorale è stato abbandonato, con interventi che lo hanno deturpato. Deve essere riprogrammato nel suo insieme e non con interventi episodici, scollegati tra loro». Per il giovane consigliere «il Comune per anni è stato assente. Da mesi attendiamo di discutere il Pul».
ANTHONY MURONI



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Venerdì 06 novembre 2009

Fatta la legge regionale si attende il via libera agli interventi. I cittadini chiedono lumi ma gli uffici non sono pronti
Piano casa, cosa si può fare in città
Molte richieste attese da Genneruxi e Quartiere europeo

Il Piano casa resta ancora un'incognita per Cagliari e i suoi cittadini: chi ha tentato di avere qualche chiarimento dagli uffici comunali è rimasto deluso. Anche su Internet, unico riferimento la legge.

Chi vive in un appartamento può ristrutturarlo per ricavarne, entro gli stessi metri quadri, una stanza in più o per chiudere una veranda. Decisamente più chance sembra avere il proprietario di una villetta indipendente o, seppure con qualche limite in più, a schiera. Si potrà anche demolire e ricostruire da capo la vecchia casa pericolante, fare un attico sopraelevando (nei casi possibili) l'ultimo piano di un palazzo. Il Piano casa, diventato legge con l'approvazione del Consiglio regionale il 16 ottobre scorso, in teoria è pronto a partire anche a Cagliari. In pratica no. Gli uffici comunali non sono ancora attrezzati a rispondere alle istanze dei cittadini: eppure in tanti si stanno presentando in via Nazario Sauro, sede dell'assessorato all'Urbanistica, per chiedere lumi e chiarimenti sugli interventi da realizzare nelle loro case. Tutto inutile. Non ne sa di più neppure il dirigente dell'ufficio Edilizia privata del Comune, Mario Mossa: «Stiamo organizzando una serie di riunioni tecniche proprio per confrontarci e chiarirci le idee». Ma tant'è: i cittadini sono impazienti e la legge d'altra parte impone tempi stretti. Entro i prossimi tre anni i lavori devono essere comunque ultimati, trattandosi di concessioni fatte dal legislatore in via straordinaria per rimettere in moto ora l'economia rilanciando l'edilizia. Vediamo in che modo e quali interventi sarebbero realizzabili in città.
CENTRO STORICO Nei quartieri storici (Castello, Villanova, Marina e Stampace) le possibilità di aprire un cantiere sono limitate: si può intervenire solo sugli immobili che hanno meno di 50 anni. In generale si possono demolire e ricostruire quelli in contrasto con l'ambiente circostante (sarà una delibera comunale a individuarli) o ampliare un'abitazione monofamiliare, aggiungendo un corpo al piano terra o sopraelevandola.
LE ALTRE ZONE Tutti gli altri quartieri di Cagliari sono in gran parte compresi nelle zone B e C (la D e la E sono le zone commerciali e agricole). In linea di massima si possono ristrutturare villette indipendenti (uni o bifamiliari, molte richieste potrebbero arrivare per esempio dal Quartiere europeo o da Baracca Manna), appartamenti nei palazzi, case a schiera (Genneruxi è uno dei quartieri interessati) purché nel rispetto dell'intero lotto. Si potrebbe intervenire anche nei quartieri popolari, tranne che nelle case Iacp dove la proprietà è del Comune. Le volumetrie dell'immobile possono essere ampliate del 20 o anche del 30% (o qualcosina in più in certi casi) se viene garantito anche un risparmio energetico. «Le richieste - spiega Massimiliano Tavolacci, componente della commissione Urbanistica del Comune - potrebbero arrivare da ogni parte della città. Naturalmente attraverso il piano casa non si sanano gli abusi: chi in passato si è costruito un garage abusivo non può sanarlo con le nuove norme, né saranno ammessi interventi negli edifici dove c'è un abuso». Si può ampliare anche un locale commerciale se ospita un'attività connessa alle esigenze dei residenti: negozi di generi alimentari, farmacie, bar.
ALTRI INTERVENTI Riguardano la chiusura dei pilotis nei condomìni e delle verande, l'abitabilità dei sottotetti (nel rispetto dell'altezza, non meno di 2 metri e 40), la costruzione di una nuova stanza sino alla concorrenza del 20-30% del volume preesistente: «È un incentivo per le giovani coppie a restare in città, senza essere costretti a trasferirsi nell'hinterland per avere una casa più grande». Gli interventi di ampliamento possono essere facilmente iniziati con una “denuncia di inizio attività” da presentare al Comune entro i prossimi 18 mesi. Nel centro storico, invece, sia per le demolizioni e ricostruzioni che per gli ampliamenti è necessario richiedere prima la concessione edilizia al Comune.
UFFICI IN RITARDO La pubblicità comparsa sui quotidiani non è sufficiente per i cittadini che vorrebbero avere maggiori informazioni dagli uffici. Non c'è, almeno per ora, uno sportello ad hoc che possa rispondere alle loro istanze e a quelle dei progettisti, anche loro in attesa di indicazioni più precise prima di assumere impegni. «Il Comune non si è minimamente attrezzato - denuncia l'opposizione - al di là del giudizio di merito sulla legge, senza linee guida la città più importante della Sardegna si ritroverà in alto mare e le poche norme buone rischieranno di naufragare. È necessario che l'assessorato all'Urbanistica venga dotato di personale e si costituisca una task-force che risponda ai cittadini».
CARLA RAGGIO



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Sabato 31 ottobre 2009

Candidature. Tensione nel Pdl. Per palazzo Regio in corsa Floris, Massidda e Oppus
Comune e Provincia, è tempo di scelte
Il sindaco ufficializza il rimpasto: via Noli, Collu verso l'addio

I consiglieri comunali emergenti sono stati “arruolati” da Cappellacci in Regione.

Ridefinizione degli assetti in Comune e corsa alla candidatura alla presidenza della Provincia. Due piani solo apparentemente distinti per il centrodestra sardo, nel quale da settimane sono in corso una serie di manovre sotterranee. Mentre infuria il dibattito sul futuro dello stadio Sant'Elia e sulle opere pubbliche bloccate da mesi, il sindaco Emilio Floris (uno dei papabili per la candidatura a Palazzo Viceregio) ha deciso di portare in officina la sua Giunta per il tagliando di fine consiliatura. Il primo pezzo, è ufficiale, sarà sostituito lunedì quando l'assessore alle Politiche giovanili Daniela Noli, sfiduciata mesi fa da Carlo Sanjust che la indicò in Giunta, lascerà l'incarico. Per ora terrà l'interim il sindaco ma è quasi certo che a breve sarà nominata al suo posto Daniela Piras, prima dei non eletti nelle liste del Centro giovani. Certo, ma da formalizzare, anche l'addio di Luciano Collu che lunedì sarà nominato consigliere di amministrazione di Area (carica incompatibile con quella attuale). Il sostituto sarà probabilmente Renato Serra, Udc, operatore turistico, ex consigliere comunale e primo dei non eletti.
Il rimaneggiamento potrebbe modificare gli attuali equilibri nella maggioranza consiliare.
MUNICIPIO L'elezione dell'ex assessore comunale al Bilancio Ugo Cappellacci alla presidenza della Regione ha spostato gli equilibri della politica sarda, facendo riacquistare centralità a Cagliari. Così, in pochi mesi, Giunta e Consiglio cittadini hanno fornito forze fresche alla struttura regionale: l'assessore alle Politiche sociali Anselmo Piras è diventato capo di gabinetto dell'assessorato al Lavoro, da ieri occupato da Franco Manca. Il consigliere del gruppo misto Gian Domenico Sabiu è il principale collaboratore di Cappellacci, mentre il capogruppo di An Alessandro Serra è stato di recente nominato portavoce. Per chiudere il cerchio, tempo fa il presidente della commissione Urbanistica Massimiliano Tavolacci (Udc) ha assunto l'incarico di capo di gabinetto dell'assessore agli Affari generali Maria Paola Corona.
IL RIMPASTO Tutte figure di primo piano ed emergenti, ma che in virtù dell'incarico regionale sono fuori dal toto-assessori. Negli ultimi giorni sembravano essere tornati in discussione (indipendentemente, ma non troppo, dalla gestione della questione-stadio) anche i tecnici Gianni Campus (Urbanistica) e Raffaele Lorrai (Lavori pubblici): Floris ha detto che resteranno al loro posto ma secondo i bene informati potrebbe chiedere loro di rimettere il mandato per rinforzare il suo rapporto con la maggioranza consiliare. Non è un mistero, infatti, che gli azzurri Maurizio Porcelli, Salvatore Mereu e Stefano Schirru possano ambire a una poltrona assessoriale.
PROVINCIA Entro fine anno dovrebbe essere scelto il candidato che il centrodestra proporrà per la corsa alla presidenza dell'amministrazione provinciale. Un nome forte è senz'altro quello di Floris, che anche di recente ha detto di essere a disposizione del partito ma che preferirebbe portare a termine il suo mandato (tarda primavera del 2011) in Comune. Sempre nel Pdl una disponibilità di massima è arrivata dal senatore ed ex coordinatore regionale di Forza Italia Piergiorgio Massidda: una candidatura forte, che aspetta di ricevere una benedizione dai vertici romani del partito. Un outsider potrebbe essere il giovane sindaco di Mandas Umberto Oppus (Udc), che in questi anni ha maturato un'importante esperienza nell'associazione dei Comuni italiani. Ma dal cilindro di Cappellacci potrebbe spuntare una carta a sorpresa, in grado di mettere tutti d'accordo: il nome più gettonato è quello di Giorgio La Spisa (indicato anche come possibile candidato a sindaco), che però molto difficilmente lascerà l'assessorato regionale al Bilancio.
ANTHONY MURONI



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Mercoledì 28 ottobre 2009

Approvata in Consiglio comunale la variante al piano urbanistico: previste residenze “sociali” per 2600 cagliaritani
Su Stangioni, sì al nuovo quartiere
E sui fondi al campo nomadi è polemica tra assessori

L'area in questione è a ridosso della 554: era il 2005 quando tre coop (“13 gennaio”, “Bithia” e “Sirio”) risposero all'appello presentato dal Comune per un piano di zona.

Dopo anni di attesa il Consiglio comunale ha battuto un colpo: l'assemblea civica ha infatti approvato all'unanimità una variante al Piano urbanistico comunale che sblocca almeno una parte dei bacini d'intervento nel piano di zona a Su Stangioni. Una decisione, per usare le parole dell'assessore all'Urbanistica Gianni Campus, che imprime una svolta decisiva allo sviluppo futuro della città, gettando le basi per il più grosso intervento di housing sociale (alloggi a prezzi sociali) realizzato negli ultimi anni.
LE NOVITÀ La variante ha il merito di suddividere i bacini di intervento, frazionando i progetti che in precedenza erano stati pianificati in un'area troppo vasta e non in coerenza con i dettati dello strumento urbanistico.
L'ASSESSORE «Nella prima fase, il nuovo quartiere accoglierà 2.600 persone - ha spiegato l'assessore - ma i numeri sono destinati ad aumentare in progressione geometrica: quando la nuova parte di Cagliari sarà terminata i residenti dovrebbero essere almeno 15 mila. Persone che andranno ad abitare in una zona nella quale ancora ci sono tanti interventi da fare».
LE COOP L'area in questione è situata a ridosso della statale 554, nei pressi della Motorizzazione: era il 2005 quando tre cooperative (“13 gennaio”, “Bithia” e “Sirio”) risposero all'appello presentato dal Comune per una manifestazione d'interesse a costruire. Da allora hanno speso tanti soldi per la progettazione di un nuovo rione, incaricando un team di professionisti di studiare e riproporre le migliori soluzioni fin qui adottate in altre città europee. Soddisfazione unanime in Consiglio: dal sindaco Emilio Floris al presidente della commissione Urbanistica, fino al gruppo del Pd, tutti hanno fatto rilevare «l'importanza di un intervento che consentirà a tante giovani coppie di cagliaritani di realizzare il sogno di una casa a prezzi accessibili». Dopo la pubblicazione della variante all'albo del Comune e la verifica di coerenza da parte dell'assessorato regionale all'Urbanistica, si potranno presentare i primi progetti: «Entro sei mesi potremmo iniziare a vedere qualcosa», assicura il presidente Tavolacci.
TENSIONE SUL CAMPO NOMADI La Giunta si è invece divisa sulla questione della ristrutturazione del campo nomadi di viale Monastir. L'assessore alle Politiche sociali Anselmo Piras, rispondendo a un'interrogazione del consigliere Pd Claudio Cugusi e alle successive rimostranza dell'esponente di Forza Italia Maurizio Porcelli, ha chiamato in causa il collega Raffaele Lorrai, responsabile dei Lavori pubblici: «I nostri progetti spesso sono rallentati dalla lentezza degli uffici - ha detto Piras - e non solo quello per il campo nomadi (finanziato dalla Regione con oltre un milione di euro), ma anche quello della scuola Mereu».
LA REPLICA Nelle ore immediatamente successive, è arrivata la replica dell'assessore Lorrai, che non era presente alla riunione del Consiglio comunale: «È veramente strano che il collega Piras possa addebitare a presunti ritardi della nostra struttura i problemi che si stanno verificando a proposito del progetto di ristrutturazione del campo nomadi - ha fatto notare - dovrebbe ricordare che l'assessorato alle Politiche sociali ha affidato la progettazione a un architetto esterno, senza passare per i Lavori pubblici. Mi chiedo che appalto possiamo bandire se non abbiamo il progetto e non sappiamo nemmeno chi sia il responsabile del procedimento - ha concluso». Quanto alla ex scuola Mereu, a Terrapieno, Lorrai ha ricordato che «il progetto è in fase avanzata».
LA PROTESTA Una domanda che resta sospesa, anche in considerazione del fatto che in maggioranza non tutti si dicono convinti dalla necessità dell'intervento: «È una vergogna che si pensi di spendere oltre un milione di euro per il campo nomadi di viale Monastir - ha fatto notare in aula il consigliere forzista Maurizio Porcelli - quando a Cagliari ci sono continue emergenze legate al sociale: gente che perde il lavoro, famiglie che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese, precari che reclamano un posto fisso. Credo che l'ordine delle priorità si sia definitivamente invertito».
ANTHONY MURONI



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Mercoledì 21 ottobre 2009

Le reazioni dei consiglieri comunali
«Floris vada avanti, è questa la strada giusta»

La svolta impressa dal sindaco sullo stadio sembra piacere ai gruppi di centrodestra, che accolgono positivamente la presa di posizione su ricostruzione e cessione ai privati. Anche se non mancano dubbi sui ritardi che hanno portato la struttura comunale a segnalare solo ieri il problema del vincolo pubblico sulla zona nella quale sorge lo stadio. Edoardo Tocco (Forza Italia), consigliere regionale e comunale, si propone come ideale tramite per la trattativa che dovrebbe portare allo sblocco della pratica: «Questa è l'ultima opportunità per far crescere la città dal punto di vista della promozione sportiva - dice - perdere la chance di ospitare gli Europei di calcio sarebbe imperdonabile. Mi sto spendendo perchè la struttura regionale dia risposte nel più breve tempo possibile».
Dal capogruppo azzurro Ugo Storelli arriva un sostegno incondizionato al sindaco Floris: «Deve andare avanti fino in fondo e pretendere che la struttura burocratica lo segua nella definizione della strada da lui tracciata - ricorda - mi sembra veramente incredibile che ci si sia accorti solo ieri del problema legato al vincolo imposto dalla Regione su quell'area». Un tema ripreso da Claudio Tumatis (Lavoro e quartieri), Stefano Schirru (Forza Italia) e Massimiliano Tavolacci (Udc): «Le parole del sindaco vanno accolte con grande soddisfazione - dicono, in due distinte dichiarazioni - peccato che sia passato un anno dalla risoluzione con la quale il Consiglio impegnava sia lo stesso Floris che la struttura comunale ad attivarsi per definire le procedure che avrebbero dovuto portare alla realizzazione del nuovo stadio».
Alessandro Serra , capogruppo di An, vuole evitare ogni polemica: «Sposo integralmente la posizione riassunta dal sindaco nel corso del vertice di maggioranza - commenta - in questo momento non ho recriminazioni da fare sul ritardo con il quale ci si è resi conto dei problemi burocratici». Critico, come al solito, è il riformatore Lino Bistrussu : «Non contesto né la demolizione dello stadio né la cessione al Cagliari calcio - ricorda - ma solo la volontà di regalare qualcosa di pubblico a un soggetto privato. Tutto si può fare, ma la società dovrà pagare il giusto». ( a. mur. )



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Sabato 17 ottobre 2009

Approvato dalla Giunta il progetto della parte esterna. L'assessore Lorrai: l'appalto il prossimo passo
Sì al Palasport, ma servono altri 5 milioni
Nuovo Palasport, servono 5 milioni
Sorgerà in via San Paolo, avrà 10 mila posti e ospiterà anche concerti

Ammendola (Fipav): «Finalmente si è smosso qualcosa, in questi tre anni abbiamo già perso l'opportunità dei mondiali maschili».

Sulla carta potrebbe essere l'uovo di Colombo che rimpiazzerà in un colpo solo due assenti ingiustificati: un rettangolo per volley, basket e calcetto indoor ad alti livelli e un'arena per i concerti in grado di sostituire - numeri alla mano - l'asfalto ruvido della Fiera.
Il nuovo Palazzetto dello sport dovrebbe nascere in via San Paolo, nell'area dove hanno sempre piantato le tende i circhi di mezzo mondo durante le tappe cagliaritane, avrà 5.000 poltroncine distribuite su una tribuna a due livelli, ma l'utilizzo del parterre a bordo campo porterebbe la capienza «fino a 9-10.000 posti», come annuncia la scheda tecnica di un progetto che per ora è solo alle fasi preliminare. «Stiamo portando a termine i sondaggi nel terreno: il prossimo passo sarà la gestione della fase d'appalto», spiega Raffaele Lorrai, assessore ai lavori pubblici del Comune.
Il tempo non è tantissimo se si considera che il primo obiettivo sarà quello dei campionati mondiali di pallavolo femminile: Cagliari è già stata inserita nella lista delle “sedi di girone”, ma la decisione definitiva sarà nel 2011 e per quella data la Federvolley pretenderà qualcosa di più di un disegno dei profili esterni della struttura. Anche perché la città sarebbe recidiva: nel 2010 avrebbe dovuto ospitare le partite del mondiale (sempre di pallavolo) maschile, ma in mancanza di un Palazzetto adeguato la Sardegna ha dovuto cedere il posto al Friuli.
CORSA CONTRO IL TEMPO Eppure i fondi (6 milioni di euro) necessari sono stati stanziati nel bilancio regionale dal 2006 e per non perderli bisognerà impegnarli entro la fine dell'anno. Un'ipotesi già scartata, vista l'approvazione del progetto da parte della Giunta Floris. «Ma i sei milioni che verranno finanziati dalla Regione non basteranno», precisa il dirigente comunale Mario Mossa. «Per completarlo serviranno altri soldi che troveremo nel bilancio del Comune». Serviranno altri 4 o 5 milioni di euro, da stanziare nel prossimo bilancio.
TAVOLACCI SCETTICO Impossibile fare una previsione attendibile perché, come sottolinea Massimiliano Tavolacci, non esiste ancora un progetto degli interni del futuro palazzetto: «Manca ancora la parte più importante: per ora la Giunta ha approvato i disegni esterni, niente di più». Secondo il presidente (sponda Udc) della commissione urbanistica in Municipio la struttura dovrebbe essere il punto di partenza della riqualificazione di tutta l'area di via San Paolo e viale Sant'Avendrace: «Servirebbe uno studio unitario, una pianificazione che abbia come perno quella zona, che deve rinascere».
IL PROGETTO Se nascerà, il palazzetto occuperà una superficie di oltre 11 mila metri quadri (92 metri di lunghezza per 131 di larghezza) e secondo i documenti preliminari approvati dalla Giunta con la delibera 356 del dicembre 2008, «potranno svolgersi manifestazioni sportive quali pallacanestro, pallavolo, calcio a 5 e 7». Non solo: dentro troveranno spazio «una palestra per il pre-riscaldamento degli atleti, servizi igienici, spogliatoi, sala stampa, punti di ristoro». Le tribune saranno su due piani: il livello inferiore, cioè quello più vicino al parquet, sarà «parzialmente retrattile», mentre «il campo di 3.360 metri quadri permetterà lo svolgimento di manifestazioni extrasportive o grandi eventi».
LE SPERENZE DELLE FIPAV Vincenzo Ammendola, presidente regionale della Fipav, accoglie con sorpresa la notizia del nuovo palazzetto: «Temevamo che perdessero i fondi. Finalmente si è smosso qualcosa, in questi tre anni abbiamo già perso l'opportunità dei mondiali maschili. Entro la fine di novembre invieremo la domanda alla federazione nazionale, per confermare la nostra candidatura ai campionati femminili del 2014. Spero che il progetto vada avanti senza intoppi, perché questa data non è lontanissima e basta un contrattempo per mandare tutto all'aria».
MICHELE RUFFI



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Giovedì 08 ottobre 2009

Comune. Uds, Udc e L&Q
«C'è immobilismo»: dalla maggioranza attacchi al sindaco

La luna di miele è finita. E questo si sapeva. E così anche un'assemblea convocata dal sindaco per discutere i problemi di Castello e annunciare qualche idea per il futuro diventa l'ennesimo detonatore che fa esplodere pezzi di maggioranza sempre più insofferenti per il «preoccupante immobilismo» della giunta.
LE CRITICHE Ad attaccare Emilio Floris ieri sono stati, oltre allo storico dissidente Paolo Casu, il capogruppo Efisio Pireddu e due consiglieri dell'Udc (Fernanda Loche ed Ettore Businco; il quarto, Massimiliano Tavolacci, era presente all'assemblea), e Claudio Tumatis ed Aurelio Lai. Questi ultimi, esponenti di un gruppo dal nome ormai paradossale, “Cagliari con Emilio Floris”, ma in realtà eletti rispettivamente con Lavoro & Quartieri - la lista che fa capo all'assessore al Personale Giuseppe Farris (vicino al deputato Salvatore Cicu) - e con l'Uds, il partito fondato da Mariolino Floris rappresentato in Giunta da Nanni, assessore allo Sport e cugino del sindaco.
POLEMICA TRASVERSALE Significa che la polemica va oltre i nomi dei sei firmatari e che ha un valore politico che travalica il consiglio e percorre trasversalmente la Giunta.
«Rileviamo con rammarico», scrivono i sei consiglieri, «come stia diventando consuetudine (come nel caso dell'ultimo incontro per lo stadio con il delegato Uefa e il Cagliari calcio) che a questi incontri venga invitata a partecipare solo una minima rappresentanza delle forze politiche della coalizione di centrodestra presenti in Consiglio, mentre appare sempre ben nutrita la schiera di dirigenti (all'assemblea erano presenti Ada Lai e Paolo Zoccheddu. ndr) che, di fatto, si sostituiscono agli amministratori delle forze di maggioranza, eletti dai cittadini e quindi unici legittimati a dare il proprio contributo di indirizzo politico».
L'ACCUSA Secondo i sei esponenti della maggioranza, «in un contesto di preoccupante immobilismo riferito a diversi progetti sospesi di importanti opere da realizzare in città, riteniamo molto grave che le poche iniziative trattate diventino appannaggio di incontri del sindaco con pochi suoi eletti, mentre grande coinvolgimento e spirito di responsabilità», proseguono, «ci viene richiesto, ed è puntualmente ottenuto, quando si tratta di portare il nostro contributo, nel tavolo dei lavori prima e in aula successivamente, per quanto riguarda gli atti deliberativi in capo alla Giunta». (f.ma.)



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Mercoledì 07 ottobre 2009

Incontro a Palazzo di città con giornalisti e residenti sul futuro del quartiere murato
Comune, piano di rinascita per Castello
Polizia municipale contro il degrado e gli episodi di teppismo

Sindaco, assessori e dirigenti comunali hanno fatto il punto sulle cose fatte e da fare per la rinascita del quartiere.

Contributi de minimis per chi deve ristrutturare casa o mettere in sicurezza la facciata. Trattative con l'Apcoa perché gli abitanti di Castello possano parcheggiare alle condizioni agevolate di cui hanno potuto godere, per il periodo di lavori in corso, quelli di Villanova. Dialogo con Poste italiane e banche per avere almeno un bancomat e un ufficio postale nel quartiere. Un distaccamento di polizia municipale nel Palazzo di città. Il completamento del percorso pedonale sotto le mura e la ripresentazione alla Regione del vecchio progetto per il percorso meccanizzato: quello delle scale mobili e dei tapis roulant che però, secondo l'ingegnere del Comune Paolo Zoccheddu, dirigente dell'area Gestione del territorio, non sono mai stati previsti, quello per cui era disponibile un finanziamento da 13 milioni e passa euro, sfumato dopo che la Regione, nella scorsa legislatura, chiese una valutazione d'impatto ambientale.
L'INCONTRO Sono tante, le misure annunciate ieri dal sindaco Floris nel corso di un incontro a Palazzo di città, a metà fra la conferenza stampa e l'assemblea di quartiere. Vi hanno preso parte, oltre al sindaco, diversi assessori, dirigenti e tecnici comunali, giornalisti, abitanti e commercianti (deluso per la mancata convocazione il presidente della Circoscrizione I, Gianfranco Carboni: «Una caduta di stile»). Proprio chi abita e lavora a Castello ha lanciato, nelle ultime settimane, allarmi sul presente e il futuro del cuore della città: sempre meno popolato, assediato dalle auto e dai calcinacci in caduta libera dalle facciate in abbandono, frequentatissimo da turisti che però non trovano servizi («difficile anche riuscire a farsi un panino alla mortadella», ha ammesso il sindaco, «ma molti domandano come mai non ci siano bed & breakfast e affittacamere»); pochissimi i negozi e le botteghe, e la notte, nei fine settimana fino all'alba, una movida spesso scomposta e chiassosa.
GIUNTA A CASTELLO Emilio Floris ha esordito promettendo di riunire la Giunta a palazzo di città, la vecchia sede municipale, «almeno una volta al mese». Agli intervenuti è stata distribuita una cartellina in cui sono elencati gli interventi compiuti negli ultimi anni (26, dai sottoservizi ai parcheggi di viale Regina Elena, dai restauri di torri e chiese agli ascensori), quelli in corso (la passeggiata sotto le mura, gli altri due ascensori al bastione di Santa Croce e in piazza Costituzione, il completamento dei campetti di viale Regina Elena, la chiesa della Purissima, il tratto di mura in via Badas, il mercato dei fiori di Santa Chiara e il restauro della ex scuola Mereu), quelli già progettati, quelli da migliorare e sostenere, i servizi essenziali da inserire. «Abbiamo fatto molto - ha detto il sindaco - ma siamo consapevoli che il percorso per far rinascere Castello è ancora incompleto. Sarà fondamentale l'apporto dei privati».
PREFETTURA E QUESTURA Molti gli interrogativi aperti. Alcuni li ha ricordati lo stesso Floris: «La Prefettura sta andando via da palazzo Regio. Che fare di quegli spazi? Darli alla Provincia? O anche la Provincia dovrebbe andar via?» A proposito di rapporti fra enti: «La Questura vorrebbe avere la sede del Tribunale militare, ma noi non siamo d'accordo perché potrebbe diventare la porta della Cittadella dei musei, permettendoci di ampliare l'area espositiva dedicata alla storia della Sardegna».
ORDINE E SICUREZZA Ma il problema principale, ha ricordato una residente, Claudia Sini, resta l'ordine pubblico: «Non è solo un problema di strutture ma di persone: sparito il vecchio popolo di Castello, i nostri vicini di casa sono sempre più spesso spacciatori, clandestini, sorvegliati speciali, prostitute. La spazzina non vuole più lavorare qua perché qualche notte fa le hanno ribaltato l'Ape. Una mia vicina, incinta, rischia di perdere il bambino perché l'altra notte, per ore, le hanno preso a calci il portone di casa. Ci sono locali che restano aperti fino all'alba, con gli avventori per strada. Non si dorme più». Il sindaco ha promesso la linea dura: «Di alcuni casi specifici, per esempio certi circoli particolarmente fastidiosi, abbiamo già parlato con la Prefettura. Per quanto è in nostro potere, faremo di tutto per avere, in tempi stretti, un distaccamento di vigili urbani nel quartiere. E saremo duri con chi viola la legge. Come con quelli che oscurano la targa dell'auto per aggirare i controlli con le telecamere».
RISTRUTTURAZIONI La dirigente comunale Ada Lai ha sollecitato il comitato di quartiere ad allearsi col Comune nella battaglia contro i troppi vincoli che chi vuole ristrutturare si trova a dover affrontare: «Dopo cinque anni - ha detto riferendosi al cambio di coalizione alla guida della Regione - ora si potrà ristrutturare con più facilità». Sul punto, dal pubblico, è intervenuta Maria Sias, ingegnere, esponente del movimento “A Cagliari”: «È dal '79 che contribuisco a ristrutturare edifici a Castello. A fare da freno è il divieto, stabilito da un regolamento comunale, di frazionamento degli immobili troppo grandi e quindi difficili da collocare sul mercato: sarebbe utile sospenderlo, solo per questo quartiere». «Stiamo lottando contro la mummificazione del centro storico», ha replicato il presidente della commissione Urbanistica, Massimiliano Tavolacci: «Non si va da nessuna parte se si devono aspettare due anni per un'autorizzazione a rifare una finestra».
MARCO NOCE




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Domenica 04 ottobre 2009

Comune. Il presidente della commissione: «Va cambiato». L'assessore: «Va bene così»
Il Piano per il litorale può attendere
Approvato 8 mesi fa dalla Giunta e mai passato in Consiglio

L'impostazione più restrittiva sui baretti del Poetto è figlia di una legge voluta da Soru.

I nodi stanno per venire al pettine, anche se con i ritmi “messicani” che da tempo sembrano scandire la politica cagliaritana. L'ultima telenovela, in ordine di tempo, potrebbe essere rappresentata dalla questione del Piano di utilizzo dei litorali, licenziato dalla Giunta comunale alla fine del mese di gennaio e mai discusso, votato e recepito dal Consiglio. O, meglio, messo in congelatore dopo un primo e rapidissimo esame da parte dell'assemblea civica, mandato in commissione Urbanistica per un riesame complessivo e mai tornato all'attenzione dell'aula. Con un risultato concreto: l'adozione di un Piano che dia organicità al progetto di recupero e valorizzazione della costa cagliaritana (Poetto in testa) resta per ora un miraggio, mentre gruppi consiliari e Giunta sembrano rimpallarsi le responsabilità.
LA COMMISSIONE Il Pul è da mesi all'esame dell'Urbanistica, che ha sul suo tavolo la delibera (portata in Giunta dall'assessore Gianni Campus), che approva uno schema basato sulle norme di indirizzo emanate dal precedente esecutivo regionale di centrosinistra. «Si tratta di norme di difficilissima applicazione in una spiaggia urbana - spiega il presidente Massimiliano Tavolacci - visto che vengono escluse le categorie merceologiche della ristorazione e vengono ristretti gli spazi per l'ombreggio e per gli stabilimenti fissi. Avevamo chiesto all'assessore di aprire un tavolo di confronto con la nuova Giunta regionale: sappiamo che ci sono sensibilità diverse e che sarebbe possibile superare queste difficoltà, segnalateci soprattutto dagli operatori del Poetto». Ma nessun segnale in tale senso sarebbe arrivato. Tanto che c'è il rischio che il Pul molto presto arrivi in aula senza il parere della commissione e con alcune forze politiche della maggioranza orientate a una sua non approvazione.
L'ASSESSORE Chi sembra non essere per niente toccato da eventuali polemiche o attribuzioni di responsabilità è proprio l'assessore all'Urbanistica Gianni Campus: «In commissione si preoccupano? Veramente quel sentimento sono io a provarlo, visto che da mesi sono in attesa che il Consiglio si pronunci sui documenti tecnici-amministrativi che la Giunta ha approvato su mia proposta - ricorda - il dibattito consiliare è lo strumento giusto per rivedere qualcosa che potrebbe non andar bene. A questo punto sa che le dico? Al più presto esigerò che sia il Pul che le altre questioni ferme da mesi ricevano il parere dell'assemblea civica». Intanto in alcuni settori della maggioranza continua ad aleggiare il dubbio che lo stesso assessore guardi ancora con eccessivo rimpianto all'esperienza della precedente Giunta regionale. «Io una quinta colonna di Soru e del sorismo? È una baggianata - sentenzia - dico solo che ho il dovere di tenere un atteggiamento istituzionalmente responsabile. Gli studi e la pianificazione devono tener conto della legislazione vigente. Risulta che, sette mesi dopo le regionali, sia ancora quella del quinquennio precedente».
LE RICHIESTE Il Piano di utilizzo dei litorali non riguarda solo il Poetto ma si allarga sino a comprendere tutte le aree costiere di Cagliari: Calamosca, Cala Fighera, Sant'Elia, il villaggio dei Pescatori, Giorgino e l'intero litorale che fiancheggia la strada statale 195. «Abbiamo chiesto un'ulteriore proroga di due anni per definire al meglio la gestione del litorale - ricordano i rappresentanti del sindacato degli operatori balneari e della coop Poetto - sono diversi i particolari del piano proposto dalla Giunta che a nostro avviso vanno riconsiderati. Anzitutto il fatto che non è prevista una tutela degli attuali concessionari dei chioschetti, che verrebbero penalizzati da una gara per l'assegnazione ex novo degli spazi in questione».
ANTHONY MURONI



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Mercoledì 30 settembre 2009

Testamento biologico
I consiglieri comunali di An e Udc attaccano il presidente Milia

L'iniziativa della Provincia, che ha istituito il registro per i testamenti biologici, suscita la reazione del centrodestra cagliaritano. «Si prefigura quasi un ritorno de sa accabbadora - dicono i consiglieri comunali Alessandro Serra (An) e Massimiliano Tavolacci (Udc) - sorvoliamo sugli aspetti giuridici perché rispetto agli eventuali effetti di questi singoli provvedimenti colpisce più la finalità di promuovere una sub-cultura orientata sempre verso la morte, mai a favore della vita. Ci domandiamo che tipo di informazioni dovrebbero dare gli operatori dei servizi sociali a chi si dovesse recare negli uffici di cui parla il presidente Milia, visto che il bene della vita è indisponibile».
LA BATTAGLIA La dura presa di posizione non è slegata dai significati che vengono attribuiti all'iniziativa: «La Provincia ha lanciato un pessimo messaggio ai tanti che soffrono, che lottano per la vita giorno per giorno e ai loro familiari - concludono - ricordiamo al presidente Milia e alla sinistra che l'articolo 32 della Costituzione deve essere letto per intero e non solo il secondo comma. Il primo, infatti dice che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti».



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Martedì 29 settembre 2009

Certice in Comune sugli Europei 2016: «Lo costruirà la società al posto di quello attuale»
La Figc benedice il patto Floris-Cellino
Nuovo stadio, accordo per il progetto esecutivo entro ottobre

Sindaco e presidente del Cagliari hanno firmato la pace alla presenza del dirigente federale Michele Uva.

Tutto come da copione. La Figc è cortese ma ferma: Cagliari («merito delle pressioni del presidente Cellino e di Gigi Riva») è in prima fascia nel gruppo di città da inserire nel dossier da presentare all'Uefa per la candidatura a organizzare gli Europei del 2016. «Ma solo con uno stadio nuovo, adeguato alle rigorose normative della federazione continentale. Non possiamo rischiare che l'inadeguatezza di una sola delle città scelte possa mettere a rischio l'intero progetto». Parola di Michele Uva, delegato dal presidente federale Giancarlo Abete a coordinare l'attività di preparazione all'esame dell'organismo Uefa.
LA CERTEZZA Parole chiare, pronunciate nel corso di un vertice ai massimi livelli: ad accogliere la delegazione arrivata da Roma c'erano mezza Giunta comunale (con il sindaco Emilio Floris anche gli assessori alla Viabilità Maurizio Onorato, al Patrimonio Luciano Collu, allo Sport Nanni Floris, all'Urbanistica Gianni Campus, ai Lavori pubblici Raffaele Lorrai e al Bilancio Antonello Melis, più il presidente della commissione Urbanistica Massimiliano Tavolacci), il presidente del Cagliari calcio Massimo Cellino, il team manager della nazionale Gigi Riva e i tecnici comunali Paolo Zoccheddu e Mario Mossa. «Vogliamo riqualificare l'intero quartiere di Sant'Elia - ha promesso Floris - ma la pratica relativa allo stadio avrà una corsia preferenziale».
NUOVO STADIO E dal sindaco (che prima del vertice allargato ha incontrato per circa un quarto d'ora Michele Uva, da solo, nel suo studio) sono arrivate altre indicazioni chiare: «La nostra città non vuole né può perdere questa importante occasione per accrescere il suo prestigio, sia a livello nazionale che internazionale - ha detto - la ristrettezza dei tempi imposta dalla tabella di marcia comunicata dalla Figc (progetti esecutivi per il nuovo stadio da presentare entro il mese di ottobre) ci consentirà di uscire dall'impasse nel quale da anni ci troviamo a proposito del Sant'Elia. Confermo che quest'amministrazione propende per la realizzazione di un nuovo e funzionale impianto, che sia compatibile dal punto di vista ambientale e urbanistico, dotato di tecnologie al passo coi tempi. E a realizzarlo crediamo debba essere la società Cagliari calcio, che ha già un progetto in fase avanzata, anche perché il Patto di stabilità vieta alle amministrazioni pubbliche la possibilità di investimenti in quel settore. Lo stadio dovrà essere realizzato al posto di quello attuale, anche questa è una scelta irreversibile».
LA SOCIETÀ Musica per le orecchie del presidente Massimo Cellino, che ancora una volta è stato il mattatore della riunione: «Non posso che ringraziare il presidente Abete per l'attenzione che ha mostrato nei confronti del mio invito - ha esordito, riferendosi al saluto iniziale di Uva - è certo che non c'è più un attimo da perdere: se si vuole realizzare lo stadio lo si deve fare nell'esclusivo interesse della città. Io sono disponibile a fare la mia parte, come sempre, ma ho bisogno di una certezza: l'ufficio tecnico del Comune mi deve dare tempi certi, perché chi ci deve fornire gli strumenti finanziari per l'investimento ha bisogno di tutte le coordinate. Io sono disposto a espormi con le banche - ha concluso - ma non posso permettermi di fare il passo più lungo della gamba, perché ne andrebbe della solidità della società. Mantenere la serie A è un bene prezioso, credo per tutta la città».
I PROBLEMI Ma non saranno tutte rose e fiori: da risolvere ci sono problemi burocratici (a proposito della cessione dell'area al Cagliari calcio), progettuali (l'Uefa chiede un impianto con almeno 30 mila posti, mentre il progetto attuale ne prevede 25 mila) e urbanistici (il Comune vorrebbe realizzare parcheggi esclusivamente sotterranei). «Ma abbiamo un mese di tempo, se lavoriamo bene tutto può essere risolto», hanno detto all'unisono Floris e Cellino. E il primo passo potrebbe essere quello della creazione di una commissione unica tra tecnici del Comune e quelli incaricati dalla società di realizzare il progetto della Karalis Arena .
LA PROPOSTA Un paio di suggerimenti operativi sono arrivati dall'assessore all'Urbanistica Gianni Campus: «Non dobbiamo preoccuparci se ci sono piccole modifiche da apportare al progetto della società, l'importante è che sia finalmente chiara la scelta politica - ha detto - dopo la riunione di oggi non importa più se in passato ci si è divisi tra favorevoli o contrari. La posizione che esce dal vertice di oggi è univoca e andrà rispettata da tutti». Misurato l'intervento di Gigi Riva, che ha a sua volta caldeggiato l'inserimento di Cagliari tra le città candidate a ospitare le partite degli Europei 2016. Rivolto al presidente Cellino, lo ha invitato a collaborare e a unire le esperienze per ottenere il risultato migliore: «La società lavori di concerto con gli uffici comunali, nell'ottica di un servizio vero da offrire all'intera comunità», ha detto, «parlo non da dirigente federale o da ex calciatore ma da cittadino onorario di Cagliari e da amico di questa città».
ANTHONY MURONI



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Mercoledì 16 settembre 2009

Consiglio. Manca l'esame delle commissioni, salta anche la cessione dei posteggi di viale Bonaria
Piano strategico e Pirri, rinviato il voto

Le modifiche e le integrazioni al regolamento della Municipalità di Pirri non possono ancora essere approvate. Il Piano strategico deve essere ancora esaminato da alcune delle commissioni consiliari. E l'estinzione del diritto di servitù di uso pubblico del parcheggio posto al secondo piano interrato sotto la sede del Banco di Sardegna di viale Bonaria può attendere. Per non parlare della nomina del collegio dei revisori, sui quali non si sarebbe ancora raggiunto l'accordo. Così la seduta di ieri del Consiglio (come ampiamente concordato nel corso della conferenza dei capigruppo di lunedì) è stata ancora una volta interlocutoria. Gli unici spunti degni di nota, nonostante i continui richiami del presidente Sandro Corsini, sono arrivati dalla discussione sull'interrogazione del Pd a proposito dei parcheggi di viale Bonaria (punto già stralciato dall'ordine del giorno) e dall'intervento dei due presidenti (Urbanistica e Pubblica istruzione) delle commissioni nei quali il Piano strategico è già stato esaminato.
I PARCHEGGI Il capogruppo Ninni Depau ha ribadito la contrarietà del Pd all'ipotesi di cessione dei parcheggi di viale Bonaria. «Ma non si era detto che questa città ha bisogno di più parcheggi? - si è chiesto - e invece si procede ad alienazioni, parlando di accordi che si cercano da quasi trent'anni e non sono mai stati raggiunti». Immediata la risposta dell'assessore al Patrimonio Luciano Collu: «I parcheggi resteranno tali e dunque non verranno sottratti ai cittadini, mentre il Comune non ha certo la convenienza a gestire in proprio un centinaio di stalli, visto che i costi supererebbero gli introiti. Comunque non si tratta della cessione di un diritto di superficie ma solo di un uso temporaneo».
IL PIANO Massimiliano Tavolacci, presidente della commissione Urbanistica, a proposito dello strumento di programmazione da tempo all'attenzione del Consiglio ha invece parlato della presenza di «alcuni progetti ormai non più attuali, come quello del museo del Betile, già affossato dalla Regione in sede di riprogrammazione dei fondi Cipe», mentre Claudio Tumatis (Pubblica istruzione) ha auspicato «la presentazione di un emendamento che stralci proprio il progetto del Betile e preveda invece la realizzazione di una nuova struttura in centro, inserita all'interno di un percorso storico e pedonale».



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Martedì 25 agosto 2009

Chi aprirà una nuova attività per cinque anni non pagherà Irap, Ici e versamenti previdenziali
L'ex rione-ghetto diventa zona franca urbana
Con tre milioni al via le procedure per attirare investimenti a Sant'Elia

Entro dicembre il Comune dovrà inviare al ministero dello Sviluppo economico una relazione sull'utilizzo delle risorse finanziare.

Due milioni di euro dallo Stato per coprire gli sgravi fiscali, un altro milione dal Comune, per sostenere le nuove attività: la zona franca urbana di Sant'Elia sarà realtà entro la fine dell'anno. Il riconoscimento del Cipe è arrivato a maggio - una delibera di sette pagine dove vengono individuati i confini di 22 aree in altrettante città italiane - e stabilisce che entro dicembre il Municipio dovrà inviare al ministero dello Sviluppo economico una relazione sull'utilizzo delle risorse finanziare.
LE PROCEDURE «A settembre pubblicheremo i primi bandi», annuncia la dirigente comunale Ada Lai, «per il finanziamento delle nuove attività imprenditoriali: nelle pieghe del bilancio abbiamo trovato un milione di euro, che potrebbero essere utilizzati con la formula del “de minimis”. Il resto, magari i fondi necessari per le infrastrutture, potrebbe arrivare dalla Regione: a settembre verranno convocate delle riunioni con tutte le istituzioni interessate».
GLI IMPRENDITORI Chi sceglierà di investire a Sant'Elia potrà contare per cinque anni sull'esenzione totale delle imposte sui redditi, Irap e Ici, e l'esonero totale dai versamenti previdenziali. E a beneficiare delle agevolazioni saranno anche alcune strade esterne al borgo: l'elenco comprende viale Poetto, via dei Tritoni e via Tramontana, ad esempio. Cosa cambierà in un quartiere dove il tasso di disoccupazione supera il 30 per cento e quasi la metà delle donne (44 per cento) non ha un lavoro? «Sant'Elia potrebbe diventare un lungomare attrezzato, con piccoli ristoranti dove si può mangiare il pesce. Ma le agevolazioni riguarderanno tante altre attività. E il futuro del rione sarà legato a quello di Calamosca, che con il completamento delle dismissioni delle cubature militari potrebbe trasformarsi in un distretto del divertimento, che manca alla città».
IL FUTURO Massimiliano Tavolacci, presidente della commissione comunale all'urbanistica, parla del possibile arrivo di «piccole attività, non certo interventi grandiosi». E vorrebbe programmare la nuova zona franca con un occhio al porticciolo, già finanziato e progettato, ma ancora lontano nei fatti: «Penso alla ristorazione e anche al mercatino, che ha già una tradizione consolidata. La zona franca potrebbe sfruttare tutto questo, tenendo in considerazione che prima o poi arriverà il porto dei pescatori. Però è importante che vengano aperte anche attività di servizio, non solo di intrattenimento».
MICHELE RUFFI



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Giovedì 06 agosto 2009

Fangario Divergenze sulla viabilità
Bagarre in Consiglio, sospeso l'esame della lottizzazione

La maggioranza, causa le tante assenze tra le sua fila, non è riuscita a varare il parere preventivo sulla lottizzazione Fangario, tra via San Paolo e viale Elmas, proposta dalla ditta Gaudino e da altri soggetti economici. Nei giorni scorsi gli imprenditori avevano presentato agli uffici dell'assessorato all'Urbanistica un nuovo elaborato grafico, nel quale sono state proposte modifiche al precedente progetto. Modifiche che non sono state esaminate dalla commissione, che non ha così potuto esprimere il suo parere preventivo. In mezzo alla lottizzazione passerà una strada di collegamento sopraelevata (che ha già incassato il parere favorevole della commissione edilizia) tra via San Paolo e l'asse mediano, permettendo il collegamento tra le due parti del complesso. Circostanza che ha suscitato l'intervento di Massimiliano Tavolacci, presidente della commissione Urbanistica: «Questa sarà materia per i giudici della Corte dei Conti», ha detto.
La delibera di Giunta (sostenuta dall'assessore Gianni Campus nel corso del suo intervento introduttivo) non è stata comunque votata dal Consiglio: dopo una sospensione, il presidente Sandro Corsini ha aggiornato la seduta, rimandando la questione a un nuovo esame, dopo la pausa estiva. Poco prima era intervenuto anche il sindaco Emilio Floris: «La mia unica preoccupazione è legata alla questione della viabilità, non ci dovranno essere servitù di passaggio che impediscano la realizzazione della strada».
Ora toccherà alla commissione Urbanistica analizzare i nuovi disegni e le proposte degli imprenditori privati. ( m. r. )



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Mercoledì 05 agosto 2009

Urbanistica. Via libera al progetto pubblico-privato: previsti 250 mila metri cubi e 750 appartamenti
Su Stangioni, il piano passa in Consiglio

Un nuovo quartiere a misura d'uomo, con tanto verde pubblico e una viabilità scorrevole, da far sorgere su terreni che vanno anzitutto risanati dal punto di vista idrogeologico. Con questo spirito ieri sera il Consiglio, dopo anni di attesa, ha approvato lo studio generale sui piani di zona e piani di edilizia economica popolare, ritagliando il provvedimento su misura per l'area di Su Stangioni. Un comparto di 200 ettari che si affaccia sulla statale 554 (nella zona della Motorizzazione), che da tempo aspetta di essere risanato e lottizzato.
L'ASSESSORE Presentando lo studio l'assessore Gianni Campus non ha nascosto la soddisfazione, espressa a nome della Giunta, per la felice conclusione di una vicenda complessa: «Volevamo dare risposte ai privati che ci chiedevano di poter realizzare interventi di edilizia abitativa di alta qualità - ha detto in aula - nel contempo abbiamo l'esigenza di pianificare interventi che siano compresi nell'attuale Puc. Siamo riusciti a trovare una soluzione che renderà possibile far nascere un quartiere moderno e accessibile, nel senso che saranno tante le giovani coppie di cagliaritani che potranno finalmente trovare un'abitazione in città e a prezzi ragionevoli». Il tutto grazie a un emendamento (votato all'unanimità) che renderà più agevole il percorso amministrativo dei piani di zona.
IL PROGETTO Prevede l'impiego di soli 20 ettari (per renderlo possibile è stato necessario modificare la norma che fissava nel 70 per cento, dunque 140 ettari, la porzione di terreno da utilizzare) per la costruzione di 115 mila metri cubi di edilizia sociale pubblica e 144 mila per le residenze private (in ossequio al principio del 40 e 60 per cento), con 750 appartamenti.
Il presidente della commissione Massimiliano Tavolacci ha parlato di lavoro difficile: «La volontà politica di maggioranza e opposizione è sempre stata chiara - ha detto - la difficoltà è stata generata dal quadro normativo complesso, visto che le precedenti pianificazioni in questo comparto sono state sempre molto restrittive. A disposizione degli investitori mettiamo uno strumento che consentirà di non creare ghetti o situazioni di abusivismo». La delibera è stata approvata dal Consiglio all'unanimità.



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Giovedì 30 luglio 2009

Comune. Dopo oltre quattro ore di riunione l'assemblea civica vota la proposta della Giunta Floris
Il Consiglio approva l'appalto sui rifiuti

La delibera sulla gara d'appalto «più importante dell'Isola, almeno in questo momento» ottiene il via libera del consiglio comunale. Il nuovo bando per l'assegnazione della gestione dell'igiene pubblica a Cagliari durerà sette anni (ma potrà essere rinnovato per altri due) e avrà un servizio di porta a porta che verrà sperimentato gradualmente nel tempo e a seconda dei quartieri. E l'aggiudicazione sarà valida solo se negli uffici del Municipio arriveranno almeno due offerte da altrettante società.
La maggioranza, dopo giorni di trattative, trova l'accordo: la delibera numero 135 viene modificata con un emendamento che mette quasi tutti d'accordo (la votazione dopo quattro ore di seduta, arriva alle 22: ventidue favorevoli e otto contrari) e il Consiglio vara il maxi appalto da 390 milioni di euro.
I NODI Le difficoltà sono state evidenziate dallo stesso sindaco Emilio Floris, che ha presentato un emendamento «frutto del dialogo nella maggioranza», che ora dovrà tradursi in «massima attenzione» per i dirigenti comunali. Non solo: il primo cittadino ha ricordato che «nella costituzione del bando dovrà essere considerata la possibilità che la normativa in materia di rifiuti cambi nel tempo» e auspicato un «tavolo tecnico con la Regione, perché Cagliari non può essere trattata come gli altri comuni». Il riferimento è per i traguardi previsti dalla legge, vera spada di Damocle per l'amministrazione: 60 per cento di rifiuti riciclati entro il 2010, percentuale che dovrà salire di dieci punti nel 2012. Risultati irraggiungibili senza il porta a porta. «Sarà l'ennesima seccatura per i cagliaritani», ha spiegato l'assessore alla Pianificazione dei servizi Gianni Giagoni, «ma indispensabile». Un progetto «ambizioso», che servirà per «farci vincere l'Oscar», almeno in materia di rifiuti.
LA MEDIAZIONE Il documento votato ieri è un condensato dei suggerimenti imposti dalla maggioranza nei giorni scorsi: «Serve un porta a porta flessibile, con isole ecologiche e cassonetti interrati», ha chiesto Claudio Tumatis (Lavoro e quartieri), che sulla gara ha specificato: «Serve più di un partecipante». L'intervento di Massimiliano Tavolacci va oltre l'appalto: «Questo è un passaggio importante per la città e certe frizioni potevano essere evitate gestendo diversamente il rapporto tra Giunta e Consiglio. Ora il fiato è corto e dovremo affrontare altri problemi come questo».
Le critiche dell'opposizione (l'emendamento proposto ieri dal centrosinistra è stato respinto) riguardano oltre al sistema di raccolta e alla durata eccessiva dell'appalto, anche i costi: «Non c'è nessuna ottimizzazione della spesa. Il costo della gestione del primo anno viene moltiplicato per nove, senza sconti», ha ricordato Ninni Depau (Pd). Ora la palla passa agli uffici comunali, che dovranno pubblicare il bando in tempi brevissimi, per permettere l'assegnazione entro dicembre e scongiurare l'ipotesi del commissariamento. ( m. r. )




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Mercoledì 29 luglio 2009

Comune. Oggi nuova riunione del Consiglio. Si cerca una mediazione per poter promuovere la gara
Appalto sui rifiuti, c'è lo spettro del commissario
Ennesima fumata nera: chieste alcune correzioni alla proposta della Giunta

Ancora una fumata nera, arrivata questa volta - dopo i dubbi espressi dalla Commissione pianificazione dei servizi - nell'aula del Municipio. Nessun accordo sul maxi appalto (390 milioni di euro in 9 anni) per la gestione dell'igiene pubblica in città: il consiglio comunale ci riproverà stasera, forse con un ordine del giorno firmato dalla maggioranza che metta d'accordo tutti. L'obiettivo più importante è votare: il via libera deve arrivare prima delle ferie per permettere agli uffici che dovranno predisporre il bando di pubblicare l'avviso di gara a settembre. I tempi sono stretti e il rischio è alto: se entro la fine di dicembre Cagliari non avrà un nuovo gestore del sistema-rifiuti, c'è il pericolo di un commissariamento.
LA MEDIAZIONE Ieri i capigruppo hanno provato a trovare la linea comune (con una riunione prima dell'inizio della seduta, continuata poi sottotraccia in aula), ma qualche minuto dopo le 20 il presidente Sandro Corsini (su richiesta del forzista Ugo Storelli) ha rinviato a oggi la discussione.
I nodi rimangono sempre i soliti: dubbi sul porta a porta in tutti i quartieri e sulla durata (nove anni) eccessiva dell'appalto. Ma qualche perplessità è nata anche per le cifre indicate nel documento che il Consiglio dovrebbe approvare: voci di spesa dettagliate, forse troppo per un organo che dovrebbe dare solo l'indirizzo politico.
Magari l'accordo si troverà oggi, con un documento preparato dal centrodestra, di cui si è discusso dopo la seduta di ieri. Dovrebbe essere messa nero su bianco la sperimentazione graduale del porta a porta: prima i rioni dove il sistema può attecchire senza eccessivi disagi per gli abitanti (ovvero Barracca Manna, Pirri e Poetto), poi gli altri, dopo il rodaggio. Ma una soluzione di questo genere potrebbe allontanare l'obiettivo del 60 per cento di rifiuti riciclati entro il 2010. Pure in questo caso ci sarebbe lo spettro del commissariamento, anche se Edoardo Tocco, presidente della Commissione pianificazione dei servizi avverte: «Si potrebbe trovare una soluzione, cercando di rinviare le scadenze imposte dalla Regione. Comunque si deve votare entro questa settimana, è un obbligo».
Massimiliano Tavolacci (Udc) si sofferma sulle cifre: «Non si è mai vista una delibera su un appalto così dettagliata. Il Consiglio si deve esprimere solo sugli indirizzi generali e sulla spesa complessiva».
L'OPPOSIZIONE Intanto, il centrosinistra ha presentato ieri il proprio emendamento alla delibera numero 135 della Giunta. Oltre alla revisione del punto che riguarda il porta a porta, il documento firmato da Ninni Depau, Massimo Zedda, Claudia Zuncheddu e Radhouan Ben Amara chiede (oltre alla massima trasparenza nell'aggiudicazione della gara) di fissare la durata dell'appalto in 5 anni e di non far discostare la spesa complessiva pluriennale dai costi medi per abitante registrati in Sardegna. Il Consiglio ritornerà in aula stasera alle 18. ( m. r. )



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Lunedì 27 luglio 2009

Maggioranza e giunta in ordine sparso sulla svolta annunciata dall'amministrazione
Musei comunali ai privati: prevale il no
L'Udc: «Manca la collaborazione tra turismo e cultura»

Serra (An): «Così Cagliari rischia di diventare periferia della cultura. Una colonia, con buona pace degli artisti emergenti».

Disuniti. Come accade spesso sugli argomenti-chiave, il Consiglio è diviso e la Giunta non è da meno. Ma sul futuro dei centri comunali d'arte e cultura le divergenze si estendono alla dirigenza.
Come interpretare altrimenti la distanza tra la sostanziale privatizzazione cui si fa riferimento l'avviso pubblico diramato dal'Area servizi al cittadino per raccogliere le manifestazioni di interesse per l'affidamento dei centri e l'idea differente che ne ha Giorgio Pellegrini, cioè colui che dovrebbe dettare la politica culturale, che chiede che il Comune continui a gestirne almeno tre «perché sennò la cultura, a Cagliari, muore». Dice, l'assessore, che «il sindaco è d'accordo con lui». Allora come mai è stata avviata la procedura per la privatizzazione della gestione?
L'ASSESSORE Per uscire dall'equivoco, Pellegrini invoca il sostegno del Consiglio e chiede che sia l'Aula a decidere che cosa fare. Anche perché, a suo avviso, si potrebbe frenare sia l'emorragia di ingressi nei musei comunali che l'erosione dei finanziamenti. Ad esempio migliorando le sinergie con l'assessorato al Turismo. «Non ho mai visto tanti turisti a Cagliari e sarebbe interessante portarli nei nostri centri, ma l'assessorato al turismo sembra sordo a queste esigenze», ha detto sabato. Gianni Giagoni, chiamato in causa, preferisce non replicare.
POCHE SINERGIE Ma c'è chi, sulla piaga dell'assenza di sinergie tra i due settori, ci mette il dito: «Ho sempre sottolineato questa mancanza di collaborazione», evidenzia Massimiliano Tavolacci (Udc) «perché ritengo che sui centri d'arte e cultura si giochi una partita fondamentale: servono politiche turistiche anche per divulgare le attività dei centri. Per pubblicizzare mostre e rassegne l'assessorato alla Cultura non ha fondi, al contrario d'assessorato al Turismo ne ha in abbondanza. Queste cose le abbiamo dette un anno fa ma mi pare che nel frattempo la guerra si sia inasprita. Anche a Sant'Efisio», conclude Tavolacci, «l'occasione per mettere in sinergia la festa con i centri culturali non è stata sfruttata. Privatizzare tutti i centri (nel bando si chiarisce che «non devono essere previsti costi per l'amministrazione», ndr) è un passo difficile, si sarebbe potuto evitare».
Ugo Storelli, leader di Forza Italia, condivide la posizione di Pellegrini, «anche sulla necessità di portare i turisti nei centri». E aggiunge: «Non condivido la scelta di dare tutti i centri culturali ai privati. La cultura costa, bisogna continuare ad investire. Il privato non fa cultura, fa business. Dico sì a contributi esterni al Comune, ma solo sui piccoli centri».
AN È CON L'ASSESSORE Anche Alessandro Serra, capogruppo di An, sostiene con forza le tesi del suo assessore: «Siamo scettici sul fatto che si possano mandare avanti i centri culturali con fondi privati. Eppoi», prosegue, «rischiamo che vengano gestiti da grandi aziende continentali che magari ci manderebbero mostre già bollite che giungerebbero nell'Isola dopo aver fatto il giro delle loro succursali. Se così fosse, Cagliari rischierebbe di diventare periferia della cultura. Una colonia, con buona pace degli artisti emergenti».
L'OPPOSIZIONE In Consiglio, insomma, sarà battaglia, anche in maggioranza. L'opposizione l'ha già iniziata: «La cultura non si vende al chilo», premette Goffredo Depau, leader del gruppo Pd. Per chiarire che i musei non sono una merce come un'altra e che concetti come «offerta economicamente più vantaggiosa» contenuti nell'avviso del Comune si addicono ad appalti per una strada e non per le attività culturali. «Il criterio dovrebbe essere quello della qualità e dell'affidabilità in termini di progettualità», sostiene. «La verità è che a Cagliari manca una politica culturale e anche in questo settore si va avanti con le proroghe. Vedrete che sarà così anche per i centri culturali. Perché la manifestazione di interesse non è una gara. È solo un modo per tenere tutto, ancora una volta, provvisorio».
FABIO MANCA



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Venerdì 10 luglio 2009

Comune. Dissidi tra l'assessore Campus e il presidente della commissione Tavolacci
Caos urbanistico, scontro in Consiglio
Nuove polemiche sul progetto di edificazione in via Tristani

Divergenze di interpretazione su Puc e Piano per il centro storico, Floris prende tempo.

La delibera urbanistica ritirata mercoledì sera dal sindaco, poco prima del voto del Consiglio, riapre il caso legato al piano di recupero urbanistico dell'area (circa seimila metri quadri) compresa tra la via San Saturnino e via Tristani. Progetto da tempo presentato dalla società Ormus residenziale (che fa capo all'imprenditore Orione Giuntelli), che prevede l'edificazione di edifici per un totale di 12 mila metri cubi.
LA DIVERGENZA A far saltare la votazione è stato un contrasto tra la Giunta e una parte della maggioranza consiliare (soprattutto quella che fa capo al presidente della commissione Urbanistica Massimiliano Tavolacci) sull'interpretazione di un una coincidenza che crea un conflitto forse irrisolvibile: in quell'area, infatti, le linee guida del Piano particolareggiato per il centro storico (appena approvate dal Consiglio) hanno individuato un vuoto urbano. «E dunque non si può approvare un piano di recupero così impegnativo senza tener conto di questo», ha detto Tavolacci in Consiglio, «così com'è il progetto non può essere approvato». Ma, nel frattempo, la legislazione in vigore è quella regolata dal Puc, che in teoria renderebbe possibile l'intervento. «E dunque il Consiglio ha l'ultima parola sull'argomento, visto che il Piano particolareggiato sul centro storico non è ancora vigente», ha invece sostenuto l'assessore all'Urbanistica Gianni Campus.
Fatto sta che, per ora, la delibera che autorizzava il piano di recupero è stata ritirata dall'esecutivo, che ha forse temuto una sua clamorosa bocciatura in aula.
IL PIANO Ma quali sono le indicazioni contenute nel Piano particolareggiato? I vuoti urbani strategici vengono definiti di primaria importanza: «La loro acquisizione per l'uso pubblico, eventualmente avvalendosi di procedure perequative, potrà consentire di dare corso all'attuazione di “progetti esemplari” inquadrati in una visione di scala urbana e metropolitana», recita la proposta messa nero su bianco dalla Giunta e recepita dall'assemblea.
L'OPPOSIZIONE In quest'ottica la porzione tra via San Saturnino e via Tristani figurava addirittura al primo posto tra quelle indicate dall'esecutivo. Ora il dietrofront. «Se il Consiglio avesse approvato la richiesta di parere preventivo per la concessione del permesso a costruire alla ditta “Ormus residenziale” avremmo perso la grande occasione di mettere a disposizione dei cittadini un immenso spazio verde attrezzato, che fungerebbe da collegamento tra i quartieri di Castello e San Benedetto - dice il consigliere del Pd Claudio Cugusi - noi siamo da sempre favorevoli alle soluzioni di buon senso: il privato può essere compensato dal Comune»
IL PROGETTO Il piano attuativo proposto dalla società Ormus prevede l'utilizzo di un indice fondiario di 2,11 metri cubi per ogni metro quadro, per un volume complessivo di 12 mila metri cubi (su tre piani fuori terra), nei quali potenzialmente potrebbero trovare sistemazione 127 residenti. Il progetto parla anche di circa 4 mila metri quadri da destinare a parcheggi interrati e seminterrati, con 13 posti auto che sarebbero destinati a uso pubblico.
LA SOCIETÀ Carlo Giuntelli, uno degli amministratori della Ormus, aspetta di vederci chiaro prima di prendere una posizione definitiva: «Il terreno interessato dal piano di recupero è nelle condizioni attuali da moltissimi anni e negli ultimi tempi c'era sembrato che da parte del Comune ci fosse un rinnovato interesse verso il nostro piano - racconta - per pronunciarci aspettiamo di conoscere quale sarà la decisione definitiva dell'amministrazione. Credo che sia la posizione più responsabile che possiamo assumere in questo momento».
ANTHONY MURONI



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Venerdì 10 luglio 2009

A dieci anni dal primo via libera la trasformazione auspicata dal Comune è al palo. Esposto alla procura della Motomar
Nuova Marina Piccola, progetti e litigi
Non decolla il piano da 23 milioni per riqualificare l'area

La prima delibera del consiglio comunale è del 29 novembre 1999. Il sindaco era Mariano Delogu e il finanziamento a disposizione, attualizzato, era di 489.149,81 euro.

La prima delibera del consiglio comunale è del 29 novembre 1999. Il sindaco era Mariano Delogu e il finanziamento a disposizione, attualizzato, era di 489.149,81 euro. Dieci anni dopo il programma di interventi per la “Realizzazione di un centro velico e ricettivo, parcheggio, giardino e strutture di supporto alla nautica a Marina Piccola” è ancora fermo al palo nonostante la dichiarata volontà di Emilio Floris di «entrare in possesso di una parte importante del nostro territorio che non è valorizzata quanto vorremmo» (ottobre 2002). Modificato nel 2007 con la consulenza dell'architetto Francesco Deplano, approvato dalla giunta comunale nel marzo del 2008 e riapprovato dal consiglio nel luglio successivo, il progetto preliminare è attualmente all'esame della Regione (assessorato all'Urbanistica). Il cui parere non è irrilevante, visto che dovrebbe finanziare almeno una parte dei 23.777.143 euro preventivati per trasformare il progetto in opere.
GLI OSTACOLI La domanda è: uscirà mai dal pantano? Sarà possibile mettere d'accordo enti pubblici (Demanio marittimo, Asl 8, Genio civile opere marittime, ministero della Difesa oltre a Regione e Comune) e concessionari privati (Motomar Sarda, Yacht club Cagliari, Lega navale Italiana, Dal Corsaro sas) e avviare la riqualificazione?
Fosse per Gianni Campus, figlio di Salvatore che da assessore regionale ai Lavori pubblici negli anni '60 fece costruire il porticciolo, la risposta sarebbe sì. «Ma innanzitutto bisogna realizzare le sinergie e tenere conto dei ruoli dei singoli soggetti. Quello è un ex non luogo che si avvia a diventare luogo ed ha potenzialità enormi», spiega l'assessore comunale all'urbanistica.
LE GUERRE Peccato che da dieci anni non si sblocchi nulla. Anche a causa di una lunga e dolorosa contrapposizione, dialettica e giudiziaria, che oppone la Motomar, gestore del porto dal '94, a Dal Corsaro, che ha in concessione un'area di 3537 metri quadri dove da 45 anni esiste il ristorante Lo Spinnaker, e Yacht club, presieduto da Alberto Floris, fratello del sindaco. Una contrapposizione che nel 2003 ha indotto Yacht club, Lega navale e Dal Corsaro a costituire il consorzio Marina Piccola che ha, tra i tanti scopi, la gestione di porti turistici. E fare concorrenza alla Motomar.
GLI ESPOSTI DI ONORATO Il cui presidente, Gianni Onorato, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti in cui ribadisce ciò che dice da cinque anni. «È davvero un progetto straordinario quello per Marina Piccola. Dietro quell'apparente rinnovamento, l'amministrazione comunale pubblica, pagata con i soldi anche miei, sta favorendo in maniera surrettizia due operatori privati. Io devo essere sicuramente nato storto ed è questo che mi ha spinto a rivolgermi ai giudici. E vedremo in sede giudiziaria se ho avuto ragione ad indignarmi».
DEIDDA DIALOGANTE Contrariamente al vicino di casa, Deidda non accusa nessuno e al dialogo dice di crederci: «Marina Piccola è un luogo che emoziona, un luogo di impresa e di affetti, visto che il mio ristorante è stato fondato da mio padre nel '64, ben prima che nascesse il porto. Abbiamo il dovere di valorizzarlo e se non credessi ad una svolta non sarei stato tra i pochi ristoranti in Italia a chiedere e ottenere 750 mila euro di finanziamento con la legge 488 (che finanzia l'incremento produttivo, economico ed occupazionale, attraverso la concessione di un contributo a fondo perduto in conto impianti, ndr) per ristrutturare parte delle nostre attività».
IL PARCHEGGIO Tra gli aspetti controversi del progetto c'è anche il parcheggio-giardino semiinterrato a due piani da circa 1860 posti che sorgerebbe a ridosso della collina. Il tetto del parcheggio, secondo il disegno del progettista, diventerà un grande bosco. Centrosinistra e ambientalisti hanno gridato allo scandalo. «Qualunque intervento si realizzi a Marina Piccola, dovrà rispettare la sua natura, la sua storia e la sua vocazione», chiarisce Massimiliano Tavolacci, presidente della commissione urbanistica del consiglio comunale. «Oggi abbiamo un porto turistico con qualche peschereccio qua e là, servizi scarni, essenziali, un insieme di volumetrie incongrue ed architettonicamente stridenti che fanno a pugni con il concetto di sviluppo turistico, un centro velico più vicino alla montagna che al mare, una manciata di parcheggi che in estate diventano una trappola che si chiude inesorabilmente in un serpentone di auto avvolto su se stesso nel rondò di viale Poetto. Caserme all'ingresso, la Sella incombente e verde lussureggiante, le saline, lo stagno e il parco, la spiaggia che inizia. Per dare un senso compiuto con uno sguardo dritto al futuro», aggiunge Tavolacci, «bisogna solo avere la capacità di mettere in ordine ogni perla incastonata in questo gioiello naturale».
IL PROGETTO Ordine significa «riportare sul mare la scuola di vela e renderla appetibile per i circuiti internazionali, dotare il porto dei servizi necessari connessi al diportismo, alla fruizione sportiva e di supporto alla balneazione, predisporre un adeguato sistema di parcheggi paesaggisticamente non invasivi, una viabilità che liberi le nostre domeniche dall'incubo di arrostire dentro l'auto nella speranza di un francobollo di spiaggia, un occhio aperto verso quelle dismissioni militari che sono dietro l'angolo e che ci permetteranno di vivere insieme il Parco di Sant'Elia, Calamosca e la Sella del Diavolo».
Il progetto di Deplano, approvato dalla giunta e dal consiglio comunale, prova a mettere in pratica questi obiettivi. E prevede la demolizione dell'anfiteatro, delle strutture in concessione allo Yacth Club (di proprietà del Demanio) e la realizzazione delle infrastrutture di parcheggio nautico al servizio dello stesso club; la realizzazione di tre corpi di fabbrica (6610 metri quadri) destinati a scuola di vela e foresteria, mensa, circolo soci e aree di servizio; la ristrutturazione degli stabili in concessione parte alla Lega Navale Italiana e parte al Ristorante “Il Corsaro”; la realizzazione delle infrastrutture viarie e di locali di supporto all'attività portuale del porticciolo turistico di Marina Piccola. L'impressione è che ci saranno ancora molti ostacoli verso la realizzazione del progetto. E nessuno, del resto, lo nega.
FABIO MANCA



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Giovedì 09 luglio 2009

Consiglio
Ritirata la delibera sull'Ormus

Le linee-guida del piano particolareggiato del centro storico prevedono un vuoto urbanistico tra via San Saturnino e via Tristani. E dunque, secondo la maggioranza consiliare, la lottizzazione dell'Ormus residenziale non può essere approvata. Così il sindaco Emilio Floris, piuttosto che affrontare una votazione dell'esito incerto, ha preferito ritirare la delibera di Giunta. Perché l'esecutivo, per bocca dell'assessore Gianni Campus, aveva invece dato via libera al provvedimento, ribadendo il suo parere favorevole. Una posizione indirettamente contrastata dal presidente della commissione Urbanistica Massimiliano Tavolacci: «Quell'area è stata individuata come vuoto strategico - ha detto - vista la sua ampiezza si è pensato di preservarla il più possibile dal punto di vista paesaggistico e panoramico. Per questo il progetto della Ormus dovrà almeno essere rivisto».



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Lunedì 06 luglio 2009

Tuvixeddu. Polemica dei consiglieri Tavolacci (Udc) e Serra (An)
«Solo col dialogo si troverà una soluzione»

«La vicenda Tuvixeddu può trovare una soluzione concreta solo attraverso il dialogo istituzionale e la volontà di tutte le parti interessate di collaborare». Lo sostengono, in una nota, i consiglieri comunali dell'Udc e di An, Massimiliano Tavolacci e Alessandro Serra, che intervengono dopo il sopralluogo sul colle di alcuni parlamentari, che chiedono al ministro ai beni culturali Bondi di tutelare il colle.
«Ci rendiamo conto che sia una pratica più impegnativa delle gite a Bruxelles del presidente della Provincia e che dia meno visibilità della passerella del deputato siciliano Granata a braccetto con il presidente di Legambiente», polemizzano i due consiglieri. «Quest'ultima iniziativa in particolare appare sempre più ispirata dalla volontà di perseguire una condotta conflittuale, che purtroppo ha prodotto già abbastanza danni. È necessario superare una visione parziale e pretestuosa, vestita di propaganda, imprecisioni, false rappresentazioni, basata solo sulla difesa delle proprie posizioni più che della realtà e della verità. Si è tentato», proseguono Tavolacci e Serra, «di far credere che si sarebbe dovuto costruire sulle tombe, di spacciare per salvaguardia del paesaggio e della cultura il tentativo di sostituire un progetto faticosamente condiviso e approvato con il proprio, affidato senza una gara pubblica e non si sa ancora con quali fondi. Dopo la prima sentenza del Tar abbiamo chiesto invano una ripresa del dialogo», concludono i due consiglieri. «Ma l'allora presidente della Regione, sostenuto dagli stessi personaggi che ancora oggi si ergono a paladini dell'ambiente, preferì rilanciare. I danni causati da quella azione politica sono sotto gli occhi di tutti».



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Venerdì 03 luglio 2009+

I commenti «L'impianto deve restare a Cagliari»

Prima della presa di posizione del sindaco Floris, la proposta dell'assessore regionale Asunis era stata commentata anche da alcuni consiglieri della maggioranza di centrodestra: «Non la ritengo applicabile - dice Massimiliano Tavolacci (Udc), presidente della commissione Urbanistica - ci farebbe perdere qualche anno di tempo, visto che il Puc individua la zona sportiva proprio al Sant'Elia. Ed è inattuabile anche perché l'unica proposta sul tavolo è quella presentata dal Cagliari calcio». Analoga la posizione di Alessandro Serra (An): «Lo stadio deve restare all'interno della città - commenta - non vorrei che con la scusa del traffico passi il messaggio che le strutture e gli uffici che richiamano più gente siano un peso per noi. Dobbiamo anzi lavorare per favorire un processo contrario».



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Giovedì 02 luglio 2009

Università
Passa la proroga del progetto per il campus

Alla fine la proroga per l'attuazione del programma integrato ex Sem, che prevede il recupero dell'area dove sorgeva la semoleria di viale Playa, con l'intento di realizzare uno studentato (o un campus universitario, nelle intenzioni di molti) è passato all'unanimità. Alla delibera, che era già stata discussa nei giorni scorsi in commissione Urbanistica, è stato anche allegato un ordine del giorno votato da maggioranza e opposizione, che impegna l'amministrazione a riaprire un confronto con la Regione.
LA PROROGA Già nei giorni scorsi il presidente della commissione Urbanistica Massimiliano Tavolacci aveva spiegato il perché della proroga per cinque anni: «Si è trattato di una scelta obbligata, visto che il precedente piano integrato sarebbe scaduto a settembre e non prorogarlo avrebbe significato dire addio allo studentato». Partendo da questo dato di fatto è stato quasi inevitabile arrivare a una risoluzione che mettesse d'accordo entrambe le parti in causa.
L'ORDINE DEL GIORNO I termini politici dell'intesa sono stati presentati all'aula dal capogruppo del Pd Ninni Depau, che ha illustrato l'ordine del giorno unitario: «Il Consiglio comunale, nel deliberare la proroga di cinque anni per l'attuazione del programma integrato ex Sem impegna il sindaco e la Giunta ad assumere le necessarie iniziative politiche e amministrative verso la Regione perché la realizzazione del campus universitario in città diventi un obiettivo strategico condiviso e consenta l'utilizzo di rilevanti risorse pubbliche già stanziate - è scritto nel documento - il campus universitario può diventare, insieme allo studentato diffuso (nel centro storico), un fondamentale elemento di accoglienza della città verso gli studenti, con importanti ricadute sul versante culturale, economico e sociale».
L'INVITO Questa la base di partenza per riavviare il confronto con la Regione: «Va valorizzato quanto finora concordato e sottoscritto dalle due amministrazioni (ad esempio il protocollo d'intesa dell'agosto 2006), si tratta di elementi che possono rappresentare la base per un nuovo accordo di programma che coinvolga anche l'Ersu e l'università - aggiungono ancora i gruppi consiliari - tale accordo dovrebbe contemplare anche ulteriori indicazioni sull'individuazione di altre aree (ad esempio quelle ora occupate dalle Ferrovie dello Stato, adiacenti al comparto di viale La Playa), utili per un più congruente soddisfacimento dei bisogni abitativi e sociali degli studenti fuori sede».
GLI ALTRI TEMI Dopo la veloce approvazione di due pratiche urbanistiche, il Consiglio ha poi iniziato ad affrontare la questione del Piano della mobilità: discussione appena accennata e che verrà ripresa nella seduta di martedì prossimo.



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Mercoledì 01 luglio 2009

Differenziata. Il provvedimento della Giunta prevede un appalto della durata di 9 anni
Rifiuti, rinvio sul ritiro porta a porta
Salta l'accordo sulla delibera, a pronunciarsi sarà il Consiglio

Le perplessità arrivano soprattutto da Forza Italia e Udc: «Preoccupati dai disagi che dovranno affrontare i cittadini dei rioni popolari».

Alla fine a pronunciarsi sul mega-appalto da nove anni per gestire la raccolta differenziata dei rifiuti sarà il Consiglio comunale. Ieri le oltre tre ore di discussione in commissione Pianificazione, infatti, non sono state sufficienti a raggiungere un accordo in maggioranza, dove sono ancora tanti i dubbi sulla presunta eccessiva durata del contratto e sull'estensione all'intera città dell'obbligo del sistema di raccolta “porta a porta”.
LE INNOVAZIONI Una novità che farebbe sparire i cassonetti dalle strade, imponendo una rivoluzione in grado di cambiare per sempre le abitudini dei cittadini e di far raggiungere al Comune la percentuale minima (60 per cento, dal 2010) dei rifiuti da smaltire separatamente. A far discutere, infine, sono anche le tre isole ecologiche che la delibera varata dalla Giunta e ora all'attenzione del Consiglio individua come piattaforme per un primo trattamento della spazzatura da avviare poi agli inceneritori e ai vari centri di raccolta.
LA COMMISSIONE L'incontro di ieri, al quale il presidente Edoardo Tocco aveva invitato anche tutti i capigruppo, ha riconfermato le posizioni da tempo in campo: «Perplessità sono state espresse praticamente da tutti i gruppi - dice Tocco - soprattutto sulla durata dell'appalto, anche se ci rendiamo conto che il discorso dell'assessore sui benefici che una continuità di questo tipo può assicurare non sono campati in aria». Ancor più nette le posizioni a proposito della raccolta porta a porta: «Difficile, soprattutto nelle zone popolari e del centro storico - conclude Tocco - come si fa a tenere la spazzatura in casa per un paio di giorni quando si vive in 30/40 metri quadri?». Una perplessità esplicitata in maniera ancor più netta dall'esponente dell'Udc Massimiliano Tavolacci: «Non possiamo assumerci la responsabilità di creare un caos di questo tipo - ha detto - la proposta di delibera va rivista».
L'ASSESSORE Dall'assessore alla Pianificazione dei servizi Gianni Giagoni è arrivata una sostanziale disponibilità al dialogo: «Anche se dev'essere chiaro che gli obiettivi devono essere raggiunti, pena commissariamento del servizio - ha ricordato - dobbiamo essere guidati esclusivamente dalla consapevolezza che dobbiamo ottenere i risultati previsti dalla legge. Affronteremo serenamente la discussione in Consiglio e poi assumeremo le decisioni conseguenti alle indicazioni che arriveranno». ( a. mur. )



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Sabato 27 giugno 2009

Monserrato
Piana di San Lorenzo, si cerca un accordo

Da Cagliari arriva la proposta di sospendere il ricorso del Comune monserratino alla Corte europea di Strasburgo, per la riacquisizione della Piana di San Lorenzo.
In commissione Urbanistica a Cagliari, il consigliere del Pd Claudio Cugusi ha chiesto al presidente Massimiliano Tavolacci, di sollecitare un incontro tra il sindaco di Cagliari e quello di Monserrato, perché trovino un accordo. Tavolacci lo farà.
Al Municipio di piazza Maria Vergine la notizia è accolta favorevolmente. «Da anni attendiamo questo incontro e sono certo che con un po' di buona volontà si arriverà a un accordo», commenta Franco Tinti, assessore al Patrimonio. Non resta che aspettare per capire se i 470 ettari della Piana potranno essere, almeno in parte, di nuovo monserratini. (s. se.)




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Sabato 27 giugno 2009

Commissione Urbanistica. Botta e risposta tra maggioranza e Pd anche su Su Stangioni
Campus universitario, c'è la proroga

Per il campus universitario nell'area dell'ex Sem di viale La Playa e per il Piano di zona di Su Stangioni i tempi non sono ancora maturi. La certificazione è arrivata dalla riunione di ieri della commissione Urbanistica, nel corso della quale sono emerse nuove difficoltà di tipo procedurale.
Per quel che riguarda lo studentato, la commissione ha approvato all'unanimità la proposta della Giunta di prorogare di cinque anni i tempi di attuazione del programma integrato per viale La Playa, mentre su Su Stangioni si lavora per riportare la proposta di delibera sul Piano di zona in Consiglio comunale, per aggiustamenti ritenuti necessari da maggioranza e opposizione.
LA CRITICA A distinguersi è Claudio Cugusi, commissario del Pd: «Nonostante tutte le promesse, i cagliaritani e soprattutto i 20 mila studenti fuorisede non vedranno sorgere a breve in quell'area abbandonata una nuova cittadella universitaria, aperta agli universitari e ai cagliaritani. E le imprese che attendono il via libera per iniziare le costruzioni subiranno un danno enorme».
Critiche anche sul Piano di zona per Su Stangioni: «Come avevo pronosticato tre mesi fa, smentendo il presidente della commissione Urbanistica, tutto è fermo: la pianificazione dell'area, prima di tutto, che pure i piccoli proprietari reclamano. Le giovani coppie cagliaritane si mettano l'anima in pace e continuino a cercare casa nell'hinterland: questa Giunta e questo centrodestra non le vuole nella città e con il suo immobilismo le invita a cambiare residenza».
LA DIFESA Dal presidente della commissione Urbanistica Massimiliano Tavolacci una visione diametralmente opposta: «Per quel che riguarda il campus universitario si è trattato di una scelta obbligata, visto che il precedente piano integrato sarebbe scaduto a settembre e non prorogarlo avrebbe significato dire addio allo studentato».
Per quel che riguarda Su Stangioni ci sono «dei piccolissimi dettagli tecnici da sistemare e già la prossima settimana la questione sarà portata all'attenzione del Consiglio». ( a. mur. )



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Mercoledì 24 giugno 2009

Consiglio
Centro storico, salta l'intesa

La commissione urbanistica si era presa quindici giorni di tempo per elaborare un documento unitario attraverso il quale consentire un via libera bipartisan alle linee guida per il piano particolareggiato del centro storico. Ma il compromesso approvato non ha superato la prova della conferenza dei capigruppo. Un'ora di sospensione concessa dal presidente Sandro Corsini su richiesta del consigliere Massimiliano Tavolacci non è stata sufficiente a dar corpo all'intesa.
LO SCONTRO Ci si è divisi sullo strumento da utilizzare per rafforzare il disegno originario della giunta comunale: al gruppo di Forza Italia, infatti, non è andata bene la proposta di una delibera di Consiglio da adottare successivamente all'approvazione dello schema proposto dalla Giunta. Delibera che avrebbe dovuto contenere le integrazioni scaturite dal dibattito di queste settimane nell'assemblea civica. «Avremmo preferito l'approvazione di un ordine del giorno unitario», ha detto il capogruppo azzurro Ugo Storelli, «l'adozione di un'ulteriore delibera consiliare avrebbe avuto il sapore di una sostanziale sconfessione dell'operato dell'esecutivo».
Dopo l'intervento del sindaco Emilio Floris, che ha ribadito la strategicità del piano particolareggiato per il Centro storico, i gruppi consiliari hanno concordato la necessità di un ulteriore approfondimento. Per questo le linee guida saranno oggetto di un nuovo esame da parte della commissione (oggi se ne parlerà comunque nella conferenza dei capigruppo) e torneranno in consiglio per l'approvazione non prima della prossima settimana.
LE CRITICHE Da altri esponenti della maggioranza (Claudio Tumatis su tutti) è arrivata una critica sull'iniziativa assunta da alcuni consiglieri regionali del centrosinistra: «Alcuni di loro fanno anche parte della minoranza nell'assemblea civica», ha detto, «allora, come si fa a cercare un accordo qua, quando in Regione ci si lamenta dell'operato della giunta comunale guidata da Emilio Floris?». ( a. mur. )



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Mercoledì 17 giugno 2009

Il caso. Otto esponenti del centrodestra: «Aberrante»
Riforma delle circoscrizioni: fuoco amico contro la Noli

Iniziativa di Salvatore Mereu (Fi), Alessandro Serra e Francesco Fiori (An), Ettore Businco e Massimiliano Tavolacci (Udc), Aurelio Lai, Paolo Casu (Misto) e Antonello Floris (Centro giovani).

La circoscrizione del mare? «Un capriccio politico aberrante e superficiale». Il risparmio? «Argomento ridicolo». Un pezzo importante del centrodestra in Consiglio comunale boccia senza appello l'ipotesi di riordino dei parlamentini resa nota dall'assessore al Decentramento Daniela Noli e, in una nota, definisce la sua iniziativa «estemporanea», aggiungendo che «si colloca al di fuori del programma della coalizione e non corrisponde alle esigenze della cittadinanza».
Un no senza appello perché «quando si mette mano alla riduzione delle circoscrizioni lo si fa innanzitutto cercando soluzioni che siano aderenti alla realtà e rispettose della storia, della cultura e della tradizioni della città».
FUOCO AMICO A picchiare duro non sono solo esponenti di Forza Italia (Salvatore Mereu), di An (Alessandro Serra e Francesco Fiori), dell'Udc (Ettore Businco e Massimiliano Tavolacci), di Cagliari con Emilio Floris (Aurelio Lai) e del gruppo Misto (Paolo Casu), ma soprattutto Antonello Floris, eletto con il Centro giovani, la lista che fa capo al consigliere regionale Carlo Sanjust e che ha indicato l'assessore Noli. Un'ulteriore conferma della sfiducia nei confronti della responsabile del Decentramento di cui da mesi il suo partito ha chiesto la testa.
GLI ARGOMENTI Per gli esponenti della maggioranza occorre innanzitutto «salvaguardare due identità forti: il centro storico e Pirri. La circoscrizione del centro storico dovrebbe ragionevolmente comprendere la porzione di città inquadrata nel piano particolareggiato e non, secondo l'ipotesi bizzarra prospettata, una annacquata circoscrizione del mare, così favorendo un capriccio politico aberrante e superficiale dal quale sortirebbe un'entità senza identità e incoerente con gli altri atti amministrativi della giunta. Inoltre», proseguono i consiglieri, «la creazione di una maxi-circoscrizione renderebbe più ardua l'elezione di consiglieri rappresentativi di alcune zone meno popolose. Individuati questi due punti fermi, è più semplice definire gli altri confini, se si pensa ad avere quattro circoscrizioni più la municipalità (riducendo il numero di una, non di due). Ove invece si dovessero creare delle maxi circoscrizioni, ciascuna delle quali abbracciasse 1/3 del territorio cittadino, non si potrebbe più parlare di decentramento, ma di un inutile clone del Consiglio comunale. A quel punto sarebbe più coerente eliminarle del tutto insieme all'assessorato al Decentramento». (f. ma.)



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Giovedì 11 giugno 2009

Centro storico
Rinviato il voto sul Piano

Una discussione per punti, necessaria per affrontare uno ad uno i temi dello sviluppo del centro storico. Alla fine il Consiglio comunale ha deciso di rinviare il voto sulle linee guida del Piano particolareggiato alla prossima settimana, dopo che l'assessore all'Urbanistica Gianni Campus ha accettato la proposta di organizzazione dei lavori arrivata dal presidente della commissione Massimiliano Tavolacci .
Si è così deciso di iniziare dagli interventi relativi alla questione dei vuoti urbani, rinviando quelli sugli obiettivi strategici. Guidati dal funzionario dell'Ufficio di Piano Michele Casula , i consiglieri hanno così iniziato a esaminare una ad una le schede sulle proposte di “gestione” degli attuali vuoti urbani: «Questa è una discussione sullo sviluppo futuro della città, ed è opportuno capire quale sia la proposta della Giunta e dei tecnici incaricati di metterla in pratica - ha detto Giorgio Angius , capogruppo dei Riformatori - per questo il Piano andrà valutato nella sua organicità e per il grado di fruibilità e sviluppo che saprà regalare a residenti e soggetti economici e sociali che potrebbero essere interessati. Penso soprattutto agli studenti universitari e ai turisti».
Il resto degli interventi è arrivato da esponenti dell'opposizione: Francesco Ballero (Ps) ha più volte fatto rilevare che l'individuazione di alcuni dei vuoti urbani indicati dai progettisti pone un limite a iniziative future sia della parte pubblica che di quella privata, mentre Andrea Scano e Ninni Depau (Pd), hanno esposto rilievi riguardanti proprio la strategicità degli ultimi interventi urbanistici della Giunta Floris: «È del tutto evidente che nel centro storico, alla fisiologica presenza di abitazioni sfitte, si aggiungono le abitazioni inagibili a causa del grave deterioramento strutturale in cui versano - ha detto Depau - a noi pare evidente che da qui si debba partire per affrontare qualunque ragionamento sullo sviluppo urbanistico, evitando di concepire il piano sul centro storico come puro riempimento dei vuoti che via via si sono creati nel tempo. Il risanamento delle zone antiche deve andare di pari passo con l'obiettivo di invertire un processo che ha visto procedere di pari passo lo spopolamento dei quartieri storici e il loro degrado». ( a. mur. )



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Martedì 09 giugno 2009

Novità in arrivo per i vuoti urbani, da rivedere la lottizzazione tra via Tristani e via San Saturnino
Ecco come sarà il centro storico del futuro
Stasera in Consiglio le linee guida del nuovo Piano particolareggiato

Tre aree importanti (vuoti urbani, spazi di relazione e azioni di progetto) e un paio di missioni dichiarate: «Dare funzioni diverse al centro storico, creando servizi e offerta turistico-ricettiva, con uno spazio importante da dedicare allo studentato diffuso». Queste le linee guida che, dopo mesi di gestazione, il Consiglio comunale dovrebbe dare alla luce stasera per la definizione del Piano particolareggiato del centro storico. Uno strumento urbanistico che verrà poi messo a punto operativamente dall'ufficio tecnico e dalla facoltà di Ingegneria dell'università.
VUOTI URBANI «La filosofia che abbiamo seguito prevede di lasciare i grandi “vuoti urbani” come spazio di collegamento e fruizione da parte dei cittadini - dice Massimiliano Tavolacci, presidente della commissione Urbanistica - investendo non solo su parcheggi e mobilità, visto che vogliamo comunque favorire la progressiva pedonalizzazione del centro storico». La novità più rilevante, a questo proposito, riguarda la lottizzazione Ormus, che sarebbe dovuta sorgere tra via San Saturnino e via Tristani: «Quell'area, insieme a quella tra via Fara, via Sant'Efisio e via Santa Margherita (già normata da un piano particolareggiato del 2002), è stata individuata come vuoto strategico. Vista la sua ampiezza si è pensato di preservarla il più possibile dal punto di vista paesaggistico e panoramico. Per questo il progetto della Ormus dovrà essere rivisto».
Tra i vuoi urbani anche quelli definiti “trasformabili” («consentiti solo piccoli interventi») e “luoghi della memoria” (Palazzo Aymerich, ad esempio), dove si potranno realizzare esclusivamente interventi di interesse pubblico.
SPAZI DI RELAZIONE Si tratta di aree già adibite a viabilità, connessioni e luoghi di relazione. «In questo caso il Piano prevederà non tanto una loro preservazione ma un miglioramento studiato in funzione di residenti, lavoratori, studenti e turisti che li utilizzeranno in maniera preminente - aggiunge Tavolacci - a questo riguardo pensiamo possano essere messe in campo anche soluzioni fortemente innovative».
AZIONI DI PROGETTO Sono quelle attraverso le quali si svilupperanno le grandi sfide legate allo sviluppo. «Si tratta di undici grandi comparti», chiarisce il presidente della commissione. I siti in questione sono tutti importanti nell'attuale assetto della città: si parte dal chiostro di San Francesco proseguendo con il carcere e le caserme di viale Buoncammino (oggi vi sono ospitati sia la Polizia che il Tribunale militare), poi ancora il sistema verde tra viale Fra Ignazio e Buoncammino, la zona tra l'Anfiteatro romano, la villa di Tigellio e l'orto botanico, poi l'ospedale San Giovanni di Dio e quello militare di San Michele, l'ex panificio militare, il compendio universitario (Palazzo delle Scienze, clinica, istituto di biologia), il tratto della fossa di San Guglielmo dove c'è l'ex clinica Aresu, mobilità e parcheggio tra via Santa Margherita e il bastione di Santa Croce, la zona del Teatro civico, e la Manifattura Tabacchi.
ANTHONY MURONI



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