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Attività Consiliare 2006-2011

In questa pagina troverete informazioni sulla mia attività in Consiglio Comunale, attraverso la pubblicazione di stralci e commenti dei verbali consiliari contenenti i miei interventi sui diversi argomenti all'ordine del giorno.

     
 
   Poetto Minimize
Sul PUL si è discusso, in fase di approvazione delle linee guida, dal novembre 2009 al gennaio 2010. In seguito all'esposizione effettuata dalla Giunta, con l'intervento dell'Assessore Campus, il Consiglio ha cominciato ad analizzare il disegno del PUL elaborato in base alle regole fissate dalle linee guida per la redazione del Piano dei Litorali elaborate dalla Giunta Soru tra il 2007 e il 2008. Tali regole portavano ad un disegno di PUL che avrebbe snaturato l'identità del Poetto come oggi è percepita da tutti i cagliaritani. Nel mio intervento del 24 novembre 2009 espongo al Consiglio il lavoro fatto dalla Commissione e la richiesta alla Giunta comunale, a nome della stessa Commisione all'unanimità delle forze politiche, di aprire un tavolo con la Regione per la riscrittura delle Linee Guida. Nel luglio del 2010 la Regione approverà una nuova versione delle Linee Guida che contiene la definizione di spiaggia urbana e consente al Poetto di Cagliari di non perdere la sua identità. Di seguito l'intervento.
Grazie Presidente.
Di fatto questo intervento segue l’esposizione effettuata la settimana scorsa di quelli che sono gli elaborati tecnici del Piano di Utilizzo del Litorale, attualmente all’attenzione del Consiglio. A monte di questo c’è un discorso fatto dall’Assessore Campus che apre degli scenari che trovo, francamente, molto interessanti.
Il lavoro fatto dalla Commissione, a partire dal 2007 quando si è cominciato ad analizzare il P.U.L., è un lavoro fatto all’unanimità. La Commissione si era già espressa relativamente al problema fondamentale di questo Piano del Litorale.
Questo Piano del Litorale nasce da regole che sono state scritte dall’Amministrazione Regionale precedente che, nel fare in tempi molto stretti una regola generale che riguardasse tutte le spiagge della Sardegna, non ha tenuto in debito conto la peculiarità della spiaggia di Cagliari, che è una spiaggia di tipo urbano.
La domanda è questa: quante spiagge in Sardegna hanno un bacino di utenza di 400 mila persone, con attività produttive aperte 365 giorni l’anno, con una città alle spalle che le vive quotidianamente?
Solo Cagliari! Questo non è stato tenuto in debito conto nelle regole elaborate dalla Regione.
Qui non si tratta di una polemica politica di parte: la Regione è di un colore e il Comune è di un altro; il ragionamento è stato fatto all’unanimità in Commissione Urbanistica, perché il problema è dare un significato unitario alla spiaggia del Poetto.
Leggo ciò che la Commissione ha scritto nel 2007, quando sono state elaborate le regole della Regione, invitando, appunto, a fare un lavoro di concertazione con Regione stessa, al fine di trovare una soluzione diversa all’utilizzo della spiaggia del Poetto.

"Si ritiene, pertanto, necessario attivare una ulteriore interlocuzione con la Regione, al fine di riconsiderare i limiti imposti dalle vigenti direttive per la redazione del P.U.L. ed individuare un percorso normativo che preveda la definizione di uno strumento attuativo assimilabile a un piano di livello particolareggiato; individuare strumenti gestionali organici che permettano la tutela dell’unitarietà del bene paesaggistico ambientale, coerentemente con la sua fruizione e la sua salvaguardia.
Tali iniziative appaiono più che mai opportune in sede di rivisitazione dello strumento urbanistico generale
- ricordo che si parlava della riscrittura del P.U.L. - in adeguamento al piano paesaggistico.
La finalità di questa prima fase interlocutoria, da attivare e concludere in brevissimo tempo
- ricordo che la Commissione Urbanistica queste cose le ha dette nel luglio del 2007 - è quella di individuare i criteri necessari per la definizione degli interventi attuativi che costituiranno lo stralcio del P.U.L. relativo all’area del Poetto.
Le considerazioni fin qui esposte non devono essere intese quale tentativo di superamento delle norme regionali, quanto un loro arricchimento e una integrazione per tutti gli ambiti territoriali che, per loro natura, non riescono ad essere ricompresi nella maglia normativa vigente.
I processi di coopianificazione rappresentano, anche in questo caso, il naturale fondamento su cui devono innestarsi gli indirizzi attuativi, considerata la comune percezione dell’importanza del bene oggetto di intervento.
Se ritiene quindi opportuno e inderogabile individuare un percorso ampiamente condiviso che abbia la capacità di articolarsi attraverso le differenti e a volte apparenti opposte necessità che costituiscono la problematica peculiare di questa area
."
Quindi, la Commissione Urbanistica niente di più aveva detto, all’unanimità, se non incontrarsi assieme alla Regione per riscrivere quelle linee guida, tenuto conto che la spiaggia urbana di Cagliari deve essere trattata in maniera diversa, non perché Cagliari è più bella di altre città, non perché Cagliari è più grande di altre città, semplicemente perché Cagliari ha una spiaggia che vive tutto l’anno, con attività produttive, con i cittadini che vanno lì tutto l'anno, con la città stessa che si è appropriata della spiaggia per tutto l'anno.
In questo senso il discorso che ha fatto l’Assessore è molto condivisibile. Trattare la spiaggia del Poetto come un bene unico, come uno dei famosi beni identitari di cui si parla anche nel piano paesaggistico, perché costituiscono l’identità della città.
Il problema, oggi che siamo di fronte ad alcuni provvedimenti che potrebbero cambiare veramente il volto della spiaggia del Poetto, è che noi dobbiamo salvaguardare quella che è l’identità, oggi, di Cagliari con la sua spiaggia.
La spiaggia del Poetto di Cagliari oggi è riconosciuta attraverso la presenza dei chioschi, perchè ci sono le attività, perché è vivibile anche il 5 febbraio quando c’è una giornata di sole e si va a prendere un caffè o a mangiare, all’ora di pranzo, sulla spiaggia.
E' su questo riconoscimento, su questa identità che noi ci dobbiamo legare.
L’abbattimento dei chioschi, vorrebbe dire attuare un disegno diverso, vorrebbe dire snaturare questa identità, cosa che era interesse di tutti mantenere. Per questo si parte dal presupposto, e ho colto questo anche nelle parole dell’Assessore che credo siano le parole della Giunta, che sia necessario rivedere queste regole. Una volta riviste queste regole, una volta capito come la spiaggia del Poetto, che non è una spiaggia come può essere la Spiaggia del Riso a Villasimius o Is Aruttas a Oristano, Budelli o qualsiasi altra che sia un bene identitario in se. Questa spiaggia è la spiaggia più il retro spiaggia, più lo Stagno di Molentargius, più la Sella del Diavolo, più Marina Piccola. È un unicum che noi dobbiamo pensare e vedere.
Io credo che questo sia l’obiettivo, che ho notato anche attraverso le parole dell’altra parte politica in Commissione Urbanistica: considerare la spiaggia del Poetto all’interno della città, con un disegno organico, cercando di capire l’utilizzo di questa spiaggia non solo da un punto di vista produttivo ma anche come bene ambientale. E su questo abbiamo trovato l’accordo.
Per fare questo, quindi, riscrivere le regole con la Regione; o meglio: la Regione scrive delle regole, perché spetta alla Regione dare gli indirizzi. Io credo che, come in molti altri casi, un po’ per disattenzione, un po’ per questioni di parte politica, a volte i dibattiti si complichino; ricordo cosa è successo quando si è tentato, con il piano paesaggistico, di individuare (apro una parentesi che sembra polemica ma non la voglio rendere polemica) un perimetro attorno a Tuvixeddu in cui, di fatto, non si poteva edificare, modificare più nulla; il famoso “vincolo” che era stato imposto, non sul colle ma, su tutta l’area che andava da Is Mirrionis a viale Merello, a viale Trento, coinvolgendo la parte di Sant’Avendrace, tutta quell’area. Erano delle regole che bloccavano la città; erano delle regole su cui abbiamo ragionato e su cui abbiamo fatto anche battaglie; su cui, comunque, nonostante fossero state scritte, abbiamo tentato di trovare una strada diversa.
Io credo che la stessa cosa debba essere fatta qui.
Tutto è perfettibile. In questo cito il Sindaco: il meglio è nemico del bene. Noi non stiamo cercando il meglio assoluto in ogni cosa perchè dobbiamo fare il bene di Cagliari oggi.
Le regole che oggi ci sono per il Poetto di Cagliari, scritte dalla Regione, non sono per il bene di Cagliari.
La Regione dia degli indirizzi, ma il Comune di Cagliari dia delle indicazioni perché quegli indirizzi possono andare bene a Cagliari.
Io credo, Assessore, che questo sia il compito anche della Giunta. Questo credo che sia ciò che il Consiglio, detto attraverso l'espressione della Commissione, chiede alla Giunta: “riscrivete queste regole”; in base a queste regole si rifarà il disegno. Quel disegno che noi abbiamo analizzato oggi è un disegno che risponde perfettamente a quelle che sono le linee guida date dalla precedente Amministrazione Regionale; potrebbe piacere, potrebbe non piacere, comunque è in vigore. Quello che noi chiediamo è: fare nuove regole e fare un disegno del P.U.L. in base a queste nuove regole.
Grazie.


Il 16 dicembre 2009 il Consiglio si accinge a discutere l'approvazione di un ordine del giorno unitario. C'è l'urgenza di intervenire sull'imminenza delle demolizioni, ma allo stesso tempo sulla necessità di dotarsi di nuove regole con cui scrivere il nuovo PUL. La Giunta ha elaborato un disegno che ha necessità di essere rivisto perchè non consente la ristorazione.
Partiamo dal lavoro fatto dalla Giunta, che è un lavoro che, così come viene riportato anche nel testo, ha seguito le regole vigenti attualmente; diamo una positiva valutazione del lavoro che ha fatto la Giunta, oltre che di redazione, di ricognizione di quelli che erano i bisogni e di quelle che sono le norme cogenti al momento. Partendo da questo abbiamo sottolineato, così come abbiamo fatto in presenza del Sindaco nell’ultima riunione del Consiglio su questo argomento, che è necessario trovare un momento di confronto con la Regione al fine di rimodulare le regole per il PUL nella parte relativa alla spiaggia del Poetto, in quanto peculiare rispetto a tutte le altre spiagge della Sardegna. Questo è lo spirito da cui nasce questo documento.
Questa rimodulazione nasce anche dal fatto che il Poetto deve essere considerato come un unicuum, come un bene identitario, quindi, di fatto, bisogna riconoscerne sì le peculiarità, sì la valenza ambientale, sì la valenza paesaggistica, ma anche ciò che oggi è nella percezione dei cagliaritani: qualche cosa che fa parte della vita della città e ne fa parte in modo identitario. I cagliaritani si riconoscono nella spiaggia del Poetto, sia in estate che in inverno, in estate come spiaggia dei “centomila”,
d’inverno come un pezzo di città da utilizzare.
Questo da ormai più di un decennio fa parte della coscienza del cittadino cagliaritano, fa parte dell’identità della città e su questo vorremmo che ci si fermasse, proprio sull’analisi di quelle regole che, invece, snaturerebbero questa identità.
Un altro punto riguarda il fatto che il PUL, sebbene si debba limitare a normare ciò che è il demanio marittimo, quindi l’arenile, di fatto deve essere considerato unitariamente, in termini pianificatori, con le parti urbanizzate a ridosso del parco di Molentargius, con il compendio di Calamosca e Sant’Elia e con la città di Quartu. Quindi non estrapolare dal contesto in cui vive la spiaggia la pianificazione della spiaggia stessa.
In questi anni, tenuto conto di una pianificazione di fatto frammentaria, abbiamo vissuto una dispersione anche normativa, che ha consentito il proliferare di alcune "differenze", per non chiamarli abusi, a cui è necessario porre rimedio.
Di fatto, che cosa si chiede con questo ordine del giorno? Si chiede di attivare un tavolo con la Regione, in cui sia presente ovviamente la Giunta, ma anche rappresentanti del Consiglio, in modo tale da poter portare le istanze direttamente anche da un punto di vista tecnico.
Leggo quindi dal deliberato:" Si impegna il sindaco e la Giunta a considerare vincolanti i seguenti indirizzi, nel tavolo tecnico da attivare con la Regione”; bisogna considerare quindi vincolante garantire la fruizione del bene della spiaggia quotidianamente per tutto l’anno, salvaguardandone l’identità, l’ambiente e l’attuale consuetudine di utilizzo da parte della cittadinanza.

Regolamentare le attività di ristorazione, le diverse tipologie di esercizi commerciali, le categorie merceologiche che sono ammesse, la predisposizione e la regolamentazione dei servizi per le attività sportive, anche invernali, quali surf, diving, eccetera, lo sviluppo delle attività di intrattenimento e di svago, come musica e ballo, attraverso la predisposizione di norme certe e trasparenti, basate sull’utilizzo di criteri compatibili con una moderna imprenditorialità orientata allo sviluppo.
Definire la localizzazione delle attività anche in relazione al tessuto urbano adiacente, ad esempio con la previsione della prevalenza delle funzioni di ristorazione nelle zone fortemente urbanizzate e dell’intrattenimento nelle zone meno urbanizzate.
Definire le tipologie dei manufatti nel rispetto della compatibilità paesaggistica, intrusione visiva, dimensioni contenute, ma compatibili con le norme per l’esercizio delle attività commerciali e di ristorazione, della sostenibilità ambientale ed energetica, impatto sull’arenile, inquinamento e pulizia, parziale autoproduzione energetica, previsione di impianti tecnologici di adduzione e smaltimento di scarso impatto.
Definire le dimensioni, gli obblighi per i concessionari e i conti delle concessioni rapportandole alla prevalente fruizione libera della spiaggia
”.
Queste indicazioni, che vengono specificate come vincolanti, di fatto, sono le indicazioni che anche la Giunta ha già dichiarato, come possibilità di essere codificate in una rivisitazione delle linee guida per la redazione del PUL. Evidentemente molte sono le soluzioni possibili su questi temi, infatti il confronto con il tavolo regionale dovrebbe servire proprio ad individuare la soluzione ottimale che vada bene per i cittadini cagliaritani, che vada bene per la Regione Sardegna, che vada bene per la Giunta e per il Consiglio.
Teniamo conto che a quest’ordine del giorno si deve fare riferimento anche in funzione del fatto che, comunque, sono abbastanza imminenti dei provvedimenti (giudiziari, ndr), anzi sono stati già emessi dei provvedimenti, ma sono imminenti gli effetti , o potrebbero diventarlo, effetti che creerebbero sicuramente una situazione diversa e che ci porterebbero a ragionare in termini molto diversi. Noi auspichiamo che questo intervento da parte del Consiglio Comunale possa servire anche per rallentare gli effetti dei provvedimenti di demolizione che sono stati emessi, per risolvere quindi anche l’urgenza che si è creata; crediamo che per questo possa essere abbastanza importante l’intervento del Consiglio Comunale; quindi l’ordine del giorno recepisce anche questa urgenza.
Sul deliberato ci sono diverse sfumature; diciamo che non tutte le forze politiche condividono questo deliberato con la stessa forza e con lo stesso vigore, soprattutto perché proprio alcuni termini utilizzati potrebbero comunque portare a ragionamenti diversi.
Quando si parla di ristorazione potremo pensare a dei grandi ristoranti, così come potremo pensare invece a delle cose diverse, molto più in linea con quelli che sono i chioschi esistenti sulla spiaggia. Su queste piccole sfumature, credo che siano piccole alla fine, credo
comunque che il dibattito che seguirà potrà arricchire anche questo ordine del giorno, senza stravolgerlo, perché, come ho detto prima, credo che siamo giunti ad un punto di sintesi abbastanza condiviso.
Grazie.
Tra il 20 gennaio e il 4 febbraio 2010 si passa finalmente alla votazione dell'ordine del giorno unitario. Di seguito gli interventi
Grazie Presidente.
Annuncio già da adesso il mio voto favorevole all’ordine del giorno perché ritengo sia un buon punto di arrivo ma anche di partenza, credo che il lavoro che abbiamo fatto in questi anni sia stato un lavoro a volte dispersivo, a volte confuso, ma molto ben indirizzato a dare una soluzione al problema Poetto, che sia una soluzione per il futuro.
Mi voglio soffermare su alcune cose: la prima è la necessità di attivare un tavolo di nuove regole con la Regione; la Commissione Urbanistica questo l’aveva affermato nel luglio del 2007 come priorità, ci siamo arrivando finalmente, con un po’ di ritardo, ma ci siamo arrivando, perché è necessario definire che cosa vogliamo fare del Poetto in termini di fruizione turistica e di ristorazione e credo che questo ordine del giorno sia molto chiaro in questo senso.
La mia interpretazione di questo ordine del giorno, che vuol essere un po’ più alta, più politica pur rispetto ai tecnicismi di ciò che è scritto, è che questo Consiglio Comunale vuole esprimere la volontà di superare quella che è la mera applicazione di regole. Per il Poetto, come per la città, non serve fare le abluzioni e pagare la decima, sarebbe molto farisaico. Ci serve un po’ di amore e un po’ di passione.
Io credo che questo Consiglio Comunale stia esprimendo, con tanta fatica (perché fare riunioni, io non so neanche quante decine di riunioni sono state fatte su questo tema, al di là poi delle difficoltà e dei limiti di ciascuno) amore per questa città. Credo che questo sia il gesto alto di questo Consiglio, perché uscire con un documento all’unanimità su questo tema vuol dire dare una risposta alta alla città; su questo credo che si sia consolidata in questi giorni e in questi mesi la grande aggregazione tra maggioranza e opposizione.
C’è da dare risposta a tanti problemi concreti; bene, cerchiamo di fare anche questo, attraverso alcune cose che devono essere ancora fatte come “approvare quanto prima il piano del litorale”. Evidentemente non è la Giunta che approva il piano del litorale; la Giunta predisporrà uno schema che deve essere proposto al Consiglio che lo approverà, ma questo è nelle cose e lo teniamo presente.
Quindi dobbiamo superare le parole e andare al cuore del problema: vedere il futuro di Cagliari, il suo sviluppo; credo che
il Consiglio Comunale
lo stia facendo sottoscrivendo questo ordine del giorno all’unanimità e sono orgoglioso di poterlo votare anche io insieme ai miei colleghi.
Grazie.

In dichiarazione di voto:
Grazie Presidente.
Il voto è favorevole, credo che il riassunto di questo voto sia stato già fatto dalle parole di chi mi ha preceduto, ma anche dalle volontà che ha espresso il Sindaco di cogliere quelle che sono le istanze del Consiglio Comunale. Credo che in questo senso ci sia una perfetta sintonia tra il Sindaco e il Consiglio, che stanno portando avanti questo provvedimento. È un provvedimento difficile, tutti ci rendiamo conto che ci sono state tensioni, diversità di vedute, diversità anche di obiettivi, di punto di atterraggio di queste cose, però oggi siamo, credo in maniera molto unitaria, favorevoli; il che è l’espressione del fatto che la città si sta esprimendo positivamente su quelle che sono le volontà per l’utilizzo della spiaggia del Poetto.
Il parere è favorevole perché finalmente, congiuntamente Consiglio Comunale, Giunta, cittadini cagliaritani, si sta dando una risposta e gridando a gran voce anche ciò che vogliamo, che la spiaggia del Poetto viva, che sia fruibile, così come la conosciamo oggi, così come viene utilizzata oggi, che questo diventi, con le regole chiare e trasparenti, il futuro della nostra città. 
Dopo la redazione della nuova versione delle linee guida elaborate dalla Regione nel luglio 2010, la giunta è impegnata a predisporre un nuovo sche di PUL che non arriverà però mai in Consiglio. Nel mentre, il Governo nazionale sancisce l'automatica proroga delle concessioni al 31.12.2015 , ma dagli uffici dell'Assessorato del Patrimonio comunale non ci sono segnali di applicazione di tale provvedimento e, a dieci giorni dalla scadenza delle concessioni che porterebbero l'automatica demolizione dei baretti, non sono ancora stati presi provvedimenti al riguardo. Il 21 dicembre propongo una interrogazione al Sindaco e alla Giunta in merito. Di seguito l'intervento. 

Grazie Presidente.
C’è giunta notizia che il 31. 12. 2010, cioè fra circa dieci giorni, scadono molte delle concessioni dei baretti del Poetto, i cosiddetti chioschi.
Sempre quest’anno la legge di conversione del Decreto Legislativo Milleproroge, legge nazionale, sancisce che, per quanto riguarda il demanio, tenuto conto che è in corso una procedura di infrazione da parte della Comunità Europea allo stato italiano, per la gestione delle concessioni demaniali, il Decreto Milleproroge, successivamente alla Legge numero 25 del 26 febbraio 2010, prevede l’automatico rinnovo delle concessioni sino al 2015.
Questo è un dato pacifico, si applica su tutto il territorio nazionale. Siamo venuti a conoscenza del fatto che, dei 71 Comuni costieri della Sardegna 70 hanno rinnovato tali concessioni, 69 sino al 2015 e uno, Villasimius, sino al 2011. Non conosciamo i motivi per cui ci siano stati provvedimenti differenti, comunque 70 Comuni hanno rinnovato tali concessioni.
L’unico Comune in Sardegna che non ha rinnovato le concessioni è il Comune di Cagliari.
Tenuto conto che sul problema del Poetto non siamo stati a guardare, ma il Consiglio Comunale si è espresso più volte dando indirizzi, prima relativamente alla fase di predisposizione del piano del litorale, successivamente, anche in seguito alle linee guida emanate dalla Regione nello scorso luglio, con una seconda ondata di indicazioni alla Giunta, affinché si predisponessero strumenti tali da poter garantire la fruibilità del litorale del Poetto.
Detto questo, ribadiamo anche che c’è stata una conferenza di servizi, convocata più volte, che è stata coinvolta per definire la fase transitoria nelle more dell’approvazione del piano del litorale.
A questa conferenza dei servizi hanno partecipato anche i proprietari e i gestori dei baretti.
Ora, tutto questo non ha assolutamente ragione di esistere se le concessioni non vengono rinnovate. Al di là del fatto che sembrerebbe una presa in giro, sicuramente va in direzione diametralmente opposta rispetto a quella tracciata dal Consiglio Comunale, che è stato molto chiaro nell’esprimere la volontà che il litorale del Poetto sia reso fruibile, nelle more della definizione della pianificazione, come oggi è fruibile.
Ora, siccome 70 dirigenti di 70 enti locali recepiscono la legge nazionale, non capiamo perché qui a Cagliari questo non sia successo.
Da qui nasce l’interrogazione, al Sindaco e agli Assessori competenti, in particolare all’Assessore al Patrimonio e all’Assessore all’Urbanistica per i risvolti relativi alla pianificazione del litorale.
Come mai queste concessioni non sono state prorogate? Qui non stiamo parlando di sanatorie, stiamo parlando dell’applicazione della legge nazionale numero 25/2010. Le concessioni sono automaticamente prorogate sino al 2015, con atto che poi deve essere ratificato dall’ente locale, che é quello che gestisce le concessioni a nome dello Stato, prima della Regione, poi adesso tutto questo è passato ai Comuni.
Come mai non sono state rinnovate queste concessioni? Questa è una domanda semplice.
Seconda domanda: visto che non sono state ancora rinnovate è intenzione dell’Amministrazione, quindi della Giunta, rinnovarle entro la data del 31 dicembre 2010, cioè entro dieci giorni?
Se tutto questo non succedesse, al di là del fatto amministrativo - perché le concessioni vengono rinnovate dal dirigente in quanto sono competenza dirigenziale, non sono competenze politiche - siccome c’è una linea politica molto chiara, relativamente alla gestione del Poetto, espressa più volte dal Consiglio Comunale, non potremo che prendere atto che le indicazioni del Consiglio Comunale sono state disattese, così i suoi indirizzi, compresi quelli deliberativi e non potremmo che trarne alcune conseguenze politiche.
Quindi lasciamo aperta la risposta e verificheremo, poi, quale essa sia.
Grazie.
segue...
 
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   Accordo di Programma per la riqualificazione del quartiere di S. Elia Minimize
Il 22 marzo 2007 si discute in aula sulle notizie apprese dalla stampa riguardanti attività inerenti il protocollo di intesa siglato tra il Sindaco e il Presidente della Regione su S. Elia, relative alla ristrutturazione del complesso edilizio Del Favero. Il Consiglio Comunale non era stato informato della diverse attività poste in essere dalla stessa Amministrazione comunale e si chiedevano informazioni sul tipo di affidamento degli incarichi.
 
Signor Sindaco, nei giorni scorsi abbiamo appreso dalla stampa che è in corso un’attività di progettazione e di realizzazione di interventi di edilizia economica popolare in ristrutturazione del complesso del Favero a Sant’Elia.
Abbiamo appreso che questi interventi sono finanziati dalla Regione con 40 milioni di euro, di cui 10 milioni provenienti dai Contratti di Quartiere; tale informazione è stata pubblicizzata attraverso la costituzione di un gruppo di studio formato da architetti ed ingegneri, noti e meno noti, di livello locale ed internazionale per l’individuazione di questi interventi.
A parte il fatto che il Consiglio non era assolutamente a conoscenza di un accordo di questo tipo, a parte il fatto che non ci risulta ci siano state di gare di evidenza pubblica per l’affidamento di tali incarichi per la redazione di progetti, o per gli studi di fattibilità relativi a questi interventi; volevamo sapere in che termini ci sono degli accordi, o ci siano, o siano stati sottoscritti, o saranno sottoscritti degli accordi relativamente a questo ambito.
[…]
 
Il 26 giugno 2007 si discute sulla realizzazione del primo evento FESTARCH alla Manifattura tabacchi. Si approfondisce il dibattito sulla riqualificazione del quartiere. In particolare si approfondisce il tema della collaborazione e copianificazione con la Regione attraverso il Comitato istituito proprio per la valutazione degli interventi, comitato che non è stato mai riunito.
 

Grazie Presidente.
Signor Sindaco, nei prossimi giorni, dal 29 al 1° luglio, si svolgerà a Cagliari, presso la Manifattura Tabacchi, un’iniziativa promossa dalla Regione Autonoma della Sardegna, organizzata dalla stessa Regione con l’ausilio di diverse università e altri enti e associazioni di livello regionale, relativa, appunto, alla divulgazione dell’utilizzo dell’architettura al fine dello studio della pianificazione e del miglioramento della qualità urbana, in Sardegna e, ancora più in particolare, a Cagliari.
Tale iniziativa, peraltro, viene pubblicizzata in collaborazione con il Comune di Cagliari, con l’Amministrazione Comunale di Cagliari; all’interno di questa iniziativa, tra i diversi eventi che sono tutti di grande interesse e di sicura portata di livello internazionale, figura, peraltro, un intervento che è relativo alla presentazione dei progetti relativi alla riqualificazione del quartiere di Sant’Elia.
Poiché su tale argomento è evidente l’interesse dell’Amministrazione Comunale e dei cittadini cagliaritani che da tempo, comunque, chiedono di capire quali siano gli interventi che sono in fase di predisposizione per la riqualificazione del quartiere Sant’Elia; poiché allo stato attuale il Consiglio Comunale, anche nella sua espressione tecnica della Commissione Urbanistica, non è a conoscenza di quali siano questi progetti elaborati dalla Regione, vorremmo capire se la collaborazione nella realizzazione di questa manifestazione si intende come una collaborazione in termini fattivi, e in particolare, per ciò che riguarda la riqualificazione di Sant’Elia, se ci sia una collaborazione con la Regione relativamente alla predisposizione di tali progetti.
Grazie.

[...]

 
Grazie, signor Sindaco, per la precisa risposta chiarificatrice, che ci rende ancora una volta edotti di quella che è la volontà sua e dell’Amministrazione di voler partecipare nelle sedi opportune, con le competenze che sono ascritte all’Amministrazione, alle fasi pianificatorie del territorio cagliaritano; e su questo abbiamo anche garanzie che è questa la posizione lei la sta portando avanti e la sosteniamo in questo.
Ancora una volta prendiamo atto che si dovrebbe parlare di copianificazione, perché su Sant’Elia si può parlare esclusivamente di copianificazione e di nient’altro, in quanto nonostante le aree siano gestite dalla Regione, attraverso AREA o altri enti, comunque riguardano il territorio di Cagliari nella sua squisita accezione urbanistica e pianificatoria, che è ascritta al Comune.
Relativamente a questo tema ancora una volta il termine copianificazione è svuotato da ogni significato; prendiamo atto che ancora una volta, nonostante  continuiamo ad essere disponibili a ragionare assieme alla Regione, invece che dover per forza reagire ad atti amministrativi che calano dall’alto, il comitato che è stato creato tra Regione e Comune di Cagliari, di cui so far parte l’Assessore Campus in rappresentanza del Comune di Cagliari, non risulta sia mai stato riunito dalla Regione.
...
Prendiamo atto che per l’unica sede che era stata ipotizzata per una minima concertazione possibile, su quello che dovesse essere fatto a Sant’Elia, nonostante l’Assessore Mannoni a febbraio ritenesse che fosse urgentissimo e improcrastinabile che il Comune di Cagliari nominasse una persona per poter far funzionare il comitato, e nonostante questa persona è stata nominata immediatamente, da allora più nulla si sa sui progetti per Sant’Elia.
 
Il 5 marzo 2008 si apre il dibattito sull'eventuale sottoscrizione di un accordo di programma con la Regione che riguardi anche la riqualificazione del quartiere.
Grazie Presidente.
Parto da un presupposto: non è la Regione che si sta occupando di Sant’Elia, non è la Regione che sta iniziando il processo di rinnovamento di Sant’Elia; ci sono delibere di questo Consiglio Comunale datate 2003, 2005, 2006 e 2007, che riguardano la riqualificazione del quartiere, riqualificazione dell’edilizia, su cui sebbene non sia il Comune il proprietario degli immobili, è il Comune che spinge fortemente perché vengano risolti alcuni nodi relativi all’edilizia economica popolare; la riqualificazione del lungomare, la passeggiata, la piazza del Lazzaretto; la realizzazione di un porticciolo per i pescatori, con annesse attività commerciali, attività di trasformazione del pescato, il mercato e quant’altro possa essere utile all’interno del quartiere di Sant’Elia. L’ultima, in ordine di tempo è la proposta di inserire Sant’Elia nel processo di creazione delle zone franche urbane al fine di dare uno spazio produttivo e veramente impulsivo per il quartiere, perché diventi una attività produttiva trainante.
Quindi, è falso che la Regione stia dando attenzione al quartiere di Sant’Elia oggi, dopo che c’è stata tanta disattenzione da parte dell’Amministrazione Comunale.
Fatta questa premessa, siamo qui per dare il mandato al Sindaco a promuovere un’azione volta alla sottoscrizione di un accordo di programma.
Mi rifaccio alle parole del Consigliere Angius con l’attenzione, signor Sindaco, che chiediamo che lei abbia nella predisposizione di uno strumento che la Regione ha ampiamente disatteso nell’anno passato.
Non con intento punitivo, ma perchè bisogna sapere con chi si fanno gli accordi. Allora, gli accordi devono essere accordi molto precisi, devono essere accordi seri, devono essere accordi che un Amministratore, alla luce di ciò che è richiamato nel deliberato, ovvero la promozione, ai sensi della Legge 267, di un atto che deve contenere tutta una serie di parametri relativi alle azioni da realizzare, senza i quali evidentemente non si può chiudere, o firmare un accordo di programma che sarebbe addirittura illegittimo.
Detto questo, noi siamo molto in sintonia con la volontà espressa nelle sue linee programmatiche, che ha esposto qui all’inizio del suo mandato, per la riqualificazione del quartiere di Sant’Elia ed appoggiamo ogni iniziativa volta al raggiungimento di questo obiettivo; il nodo qui è diventato, pare, quello della realizzazione di un museo regionale; museo regionale che, per essere realizzato, deve avere tutte le caratteristiche e deve dimostrare di possedere tutte quelle cose che la legge prevede: i progetti culturali, la fonte di finanziamento, la certezza dei finanziamenti, tutto quello che è necessario perché non diventi una cattedrale nel deserto, perché non si trasformi in un quartiere aperto come "novello teatro lirico" di cagliaritana  memoria, ahimé, piuttosto lunga; perché non diventi solo un’operazione di marketing; perché noi, signor Sindaco, devo dirlo francamente, in questo momento siamo assai critici su questo museo, non crediamo minimamente che questa sia la chiave di volta per risolvere i problemi del quartiere, crediamo che sia un’operazione di marketing, su giornali patinati, che è immagine ad una Cagliari che non esiste e che non esisterà attraverso il museo, ma esisterà attraverso quelle attività produttive, quella rivitalizzazione del quartiere, quell’attenzione ai cittadini, quella risposta ai bisogni dei cittadini che loro stanno chiedendo da tempo.
(… interventi fuori microfono …)
 Tento di ricucire le fila di un discorso.
(… interventi fuori microfono …)
Signor Sindaco, abbiano necessità di capire perché un’opposizione così sempre attenta ad ogni virgola, a ogni punto e virgola, ad ogni muoversi di foglia, sempre così pronta a negare l’appoggio, anche con astensioni che sono palesemente inutili, oggi si proponga con tanto vigore sostenitrice del suo mandato a firmare l'accordo di programma. Questo ci rende molto sospettosi, vorremmo che nel procedere in questo suo mandato, lo diamo come sommesso suggerimento, fossero anche messi una serie di vincoli seri all’interno dell’accordo di programma che riguardano, innanzitutto, il riconoscimento sostanziale che la promozione viene dal Comune di Cagliari …
(… interventi fuori microfono …)
Dicevo che è molto sospettoso questo sostenere, dalla parte dell’opposizione, in questa maniera, l’ampio mandato in bianco dato al Sindaco. Noi non diamo nessun mandato in bianco al Presidente della Regione per fare le cose che Cagliari decide di fare, non glielo diamo e controlleremo ogni cosa che debba essere fatta, controlleremo nel dettaglio.
Qualcuno parla di interesse pubblico, e questo m’insospettisce ancora di più; l’interesse pubblico è in tante cose, ma l’interesse pubblico è anche l’anticamera dell’esproprio delle aree; perché per interesse pubblico si è parlato di Tuvixeddu più volte, ed attraverso l’interesse pubblico su Tuvixeddu, si è parlato di esproprio di aree; non vorrei che dovessimo arrivare a questo, sarebbe veramente uno scandalo. Fare il processo alle intenzioni potrebbe essere prematuro; però politicamente credo che noi dobbiamo garantire ai nostri cittadini l’attenzione che un Amministratore oculato deve avere nel portare avanti la propria azione amministrativa.
Signor Sindaco, il mandato a promuovere il miglioramento della città di Cagliari da parte nostra ce l’ha.
 
 
Il 2 aprile 2008 si ripropongono alcune ulteriori valutazioni sull'iter che sta seguendo l'accordo di programma.
È un accordo di programma che contiene tanti aspetti diversi, noi abbiamo già dato alcune valutazioni in ordine a quelle che sono le priorità di questa Amministrazione, ne ribadisco una, quella di avere un chiaro impulso alla riqualificazione del quartiere di Sant’Elia dal punto di vista urbanistico, sociale, economico; dal punto di vista della rivitalizzazione e della ricucitura con la città, e su questo evidentemente vorremmo avere dei contenuti precisi anche all'interno di questo accordo di programma.
 
 
Il 24 aprile 2008 si arriva a discutere sull'impossibilità di ratificare la sottoscrizione dell'accordo di programma. Dopo diverse settimane in cui la Commissione Urbanistica ha analizzato in dettaglio la documentazione allegata alla bozza di accordo (documentazione che conteneva il cosiddetto "Concept Master Plan" per S. Elia, i progetti dettagliati per il museo Betile e il progetto improcedibile per eccesso di cubatura del Compus di viale La Playa) si è giunti alla deliberazione con cui si prende atto dell'inadeguatezza dell'accordo sottoscritto tra il Sindaco e il Presidente Soru e si richiede di predisporre un nuovo accordo (che non sarà mai sottoscritto).

Grazie Presidente.
Io credo che ci sia comunque, nonostante queste settimane di lavoro che non stento a definire convulso, a volte acceso nei toni ed anche con posizioni che sono opposte nel vedere le cose più semplici, molta serenità e molta consapevolezza nel lavoro che abbiamo fatto in Commissione Urbanistica.
Io credo che tutti  abbiano agito con la consapevolezza di fare il bene della città e ritengo che ciascuna posizione sia proprio stata assunta nell'ottica di fare il bene della città, sia per coloro che vedono la città svilupparsi in un modo, che per coloro che vedono la città svilupparsi in un altro. E guarda caso su alcuni temi la vediamo proprio allo stesso modo.
Il quartiere Sant’Elia ha necessità di essere riqualificato, gli studenti universitari di Cagliari hanno necessità di strutture, probabilmente la città ha necessità di strutture particolari per le attività di carattere regionale; per questo lei, signor Sindaco, ha firmato un accordo di programma e noi l’abbiamo in qualche maniera appoggiato.
Le perplessità che noi avevamo all’inizio erano queste e sono molto chiare: non vorremmo che per realizzare ciò che è di interesse di pochi, si facesse finta di fare l’interesse della città; ed quindi abbiamo detto: si faccia un accordo di programma che contemperi l’interesse di tutta la città, soprattutto l’interesse, che noi riteniamo prioritario, degli abitanti del quartiere di Sant’Elia; ed è stato detto “Si faccia un accordo di programma”. Cosa deve contenere quest’accordo di programma? Lo leggo a pagina 7 di ciò che lei, signor Sindaco, ed il Presidente della Regione hanno firmato: “È urgente e indifferibile addivenire ad un accordo tra i soggetti interessati alla realizzazione degli interventi, che definisca e risolva tutti gli aspetti politici ed amministrativi di ordine urbanistico, edilizio, patrimoniale e contrattuale, preordinati all’avvio dei lavori di realizzazione dell’opera”; mi sembra chiaro ed evidente che cosa quest’accordo di programma doveva fare: risolvere tutti gli aspetti politici ed amministrativi su tutte le materie ...
(… interventi fuori microfono …)
...Inoltre, il presente accordo di programma, comportando anche variante allo strumento urbanistico, ed è per questo che viene chiamato adesso il Consiglio Comunale a ratificarlo, deve essere ratificato entro trenta giorni dal Consiglio Comunale, previa istruttoria tecnica da concludersi con conferenza di servizi di tutte le Amministrazioni interessate.
La Commissione Urbanistica altro non ha fatto che il lavoro che avrebbe dovuto fare la conferenza di servizi, ovvero verificare che gli atti contenuti in quest’accordo di programma fossero rispondenti ai criteri necessari per la firma e la ratifica; ciò che emerge è che questi atti non ci sono.
Qui si sta dicendo che noi vogliamo perdere 220.000.000 di eurperché non vogliamo riqualificare Sant’Elia; io credo che questa sia una mistificazione e voglio smascherarla qui adesso. Si tratta sostanzialmente, e per chi ha lavorato su questo in questi giorni credo che sia abbastanza lampante, del fatto che per la riqualificazione di Sant’Elia ci sono solo 45.000.000 di euro che dovrebbero servire per realizzare un milione di metri cubi: alberghi, strade, scuole, costruire ponti sul canale diTerramaini, parcheggi per la fiera, uno stadio nuovo, una arena grandi eventi ed un porto: io sfido chiunque di voi ad andare in giro a dire che con 45.000.000 di euro si fanno queste cose.
Questo non vuol dire che l’accordo non andava bene, io sono convinto che neanche il Presidente Soru sapesse, poiché il master plan di Sant’Elia c’è arrivato l’8 di aprile, cioè dieci giorni dopo la firma del Sindaco, che quei progetti su Sant’Elia fossero del tutto inconsistenti, perché non erano a disposizione neanche del Presidente Soru quando l’accordo di programma è stato firmato; noi li abbiamo visti, li abbiamo valutati e scientemente abbiamo detto: “Qui non c’è nulla per Sant’Elia, ci sono delle belle idee, ci piacerebbe realizzarle, ma non con quest’accordo di programma, perché quest’accordo di programma non ce lo consente. Solo  45.000.000 di euro per fare queste cose non bastano”; abbiamo visto che cos’è un progetto fatto bene, con un accordo di programma fatto bene, ed è il progetto sul Betile, guarda caso 40 tavole con il dettaglio degli impianti elettrici; quello è un progetto degno di un accordo di programma.
Allora, vorremmo non che tutto stia a quel livello, ma quanto meno avere coscientemente, all’interno di un atto che ratifichiamo, la percezione che ciò che stiamo andando a fare è il bene della città; oggi quest’accordo di programma non ce lo consente, e c’è una delibera oggi che noi voteremo favorevolmente, che dice che quest’accordo di programma così com’è, non può essere ratificato; l’accordo di programma non può essere modificato in corsa, è come un assegno firmato, non si può cambiare la cifra dopo, bisogna farne un altro; la volontà politica è di farne un altro, è scritto in questa delibera, e la volontà politica nasce dal fatto che noi vogliamo la riqualificazione di Sant’Elia, vogliamo dare risposte agli studenti universitari che hanno necessità di strutture; questa è la nostra prima priorità.
Per fare questo noi abbiamo bloccato praticamente tutte le altre attività della Commissione Urbanistica per lavorare solo su questo; gran parte del lavoro degli uffici è stato fermato per analizzare tutti gli atti di quest’accordo di programma; in risposta la Regione ci ha inviato solo una comunicazione in cui si afferma che il processo per capire se deve essere sottoposto a valutazione di impatto ambientale il porticciolo è ancora in corso dal 10 marzo, e non c’è ancora il risultato. Per tutto il resto nulla, non un progetto, non una lettera, non una relazione tecnica; il niente.
Allora, a questo punto credo che sia assolutamente impossibile che il Consiglio Comunale possa ratificare questo accordo. Per cui, signor Sindaco, noi voteremo favorevolmente questa delibera e la volontà di andare avanti con lei, insieme, così come ha detto, a Regione, Area, ERSU con un accordo successivo.

[continua...]

 
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